Sodexo sostiene il talento al femminile

Round table: soluzioni Innovative per la valorizzazione della diversità e dei talenti

di Sara Avesani

Pubblicato martedi, 27 novembre 2012

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Il tasso di occupazione  femminile in Italia è del 47,2%, mentre la media europea è del 58,6%. All’Italia è seconda solo Malta.

Si è aperta con questo dato la tavola rotonda organizzata da Sodexo, azienda leader nelle soluzioni per la qualità della vita quotidiana.  Sedevano intorno aziende, istituzioni e un comitato straordinario composto da 25 donne top manager Sodexo, lo SWIFT, Sodexo Women’s International Forum for Talent, che ha come obiettivo quello di incrementare il numero della donne nelle posizioni apicali, fino al raggiungimento del 25% fra le prime 300 cariche dirigenziali entro il 2015.

All’incontro, quest’anno  tenutosi a Milano, hanno partecipato anche Emma Bonino, vicepresidente del Senato, attraverso una videointervista e, Francesca Zajczyk, responsabile per le pari opportunità del Comune di Milano.  La prima è stata da subito molto chiara: “Più spazio ai giovani talenti e alle donne”, e ha continuato “il problema è che dopo le grandi battaglie femminili degli anni ’70, come il divorzio e  l’aborto, si è pensato di dover aspettare prima di combattere nuovamentesbagliando, perché i cambiamenti della società impongono un impegno costante per supportare la parità di genere nelle imprese”. La seconda ha invece attirato l’attenzione sulla presenza di un numero paritario di uomini e donne in politica, citando l’esempio delle nomine femminili nelle partecipate del comune di Milano, passate dal 27% al 49%.

Nonostante gli esempi a favore del gender balance e della cultura della diversità non manchino - oltre alla Sodexo, si pensi a Nestlè, Luxottica, Legacoop e Intesa San Paolo come best practice - l’Istat rivela ad oggi ancora gravi lacune in termini di occupazione femminile e di posizionamento delle donne ai vertici delle aziende. 

Solo il 9% del top management è donna (Commissione Europea). La crisi ha danneggiato il lavoro femminile che non solo è peggiorato in termini di numeri ma anche in termini qualitativi. Sono +218mila le donne occupate come colf, badanti e -270mila le imprenditrici e le libere professioniste. Inoltre il problema della discriminazione economica resta. Un uomo a parità di ruolo e di responsabilità guadagna generalmente più della donna.

E allora quali fattori bloccano lo sviluppo della parità di genere e della politica dell’inclusione?

In primo luogo la maternità che rappresenta in Italia ancora un ostacolo alla vita lavorativa delle donne. Le soluzioni pratiche ci sarebbero: aumentare i servizi, gli asili nido e l’assistenza agli anziani che ora sono pressoché a zero, ma resta comunque ancora radicata una visione antiquata della famiglia e dei rispettivi ruoli al suo interno.  I cosiddetti nuovi padri high care potrebbero però segnare  la fine di questo modo di concepire la Famiglia.

Altro fattore sono gli stessi uomini. Senza la volontà degli uomini (loro sì che stanno ai vertici), di attuare politiche di genere a vantaggio di tutto il sistema economico e sociale, tutto sarà più difficile.

Pascale Marcou, Ambassador Catalyst Europe, che ha consegnato a Sodexo il Catalyst Award 2012 per le politiche di inclusione, ha spiegato che “soltanto  un cambiamento culturale nelle organizzazioni e un riposizionamento dei generi in maniera strategica, può favorire le imprese per un impatto positivo anche sul business. Gli uomini sono fondamentali nel cambiamento ed è importante che siano consapevoli della situazione di genere per collaborare a favore delle politiche di inclusione . E’ il business a dover cambiare e non le donne”.
Tag:  Sodexo, Sodexo Women’s International Forum for Talent, ISTAT, Catalyst Europe, Commissione Europea

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