Anna Maschio

Passione per l’eccellenza e animo gentile.. ma non solo

di Federico Graziani

Pubblicato lunedi, 20 dicembre 2010

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Foto Brambilla - Serrani courtesy of Anna Maschio
La prima volta che ho incontrato Anna Maschio mi aspettavo di conoscere una distillatrice come altre, figlia d’arte e strettamente legata al proprio lavoro. Non è stato così, o più precisamente non solo così. Anna è una persona sottile, composta, sempre delicata nell’espressioni, come nei movimenti. Ci parla con sicurezza e a voce bassa ma decisa, ama l’eccellenza in ogni campo ed è sempre sorridente. Ma partiamo dall’inizio.
 
Le origini della Bonaventura Maschio risalgono a molto tempo fa. Nella sua attuale forma aziendale, con tanto di pareti attorno e gestione più o meno articolata, esiste da più di un secolo, ma una data precisa è un po' difficile da stabilire. Certo è che i suoi bisnonni e trisavoli distillavano già da tempo: dai tempi in cui l'attività distillatoria era per lo più itinerante. Esistevano dei veri e propri alambicchi trasportabili, simili a carretti, con cui i distillatori andavano di paese in paese e distillavano sul posto le vinacce dei produttori di vino.

Il nonno di mio nonno addirittura andò in Romania a seguito degli operai veneti che vennero ingaggiati dal re Nicola per la costruzione della linea ferroviaria transiberiana: loro costruivano, ma avevano freddo e paura dei vampiri e il mio trisavolo distillava per alleviarne le difficoltà”.

Lei, sguardo intelligente, deciso e buono al tempo stesso, mi ha raccontato come è cresciuta all’interno dell’azienda di famiglia: “Dal giorno numero uno ad oggi ho ricoperto ruoli diversi. Bisogna comprendere che tutto nasce dal fatto che quando mi sono trovata a quel punto nella vita in cui una ragazza finisce il liceo e deve decidere come proseguiranno i suoi studi, io ho guardato tutti i miei familiari dritto negli occhi e ho spiegato molto tranquillamente che mi sarei iscritta alla facoltà di Archeologia. Vivevo la grappa come un mondo con cui avevo poco in comune. Non mi piaceva berla, neanche annusarla”.  Posso solo immaginare cosa abbiano provato i genitori di Anna quando appresero questa notizia.. lo associo alla faccia “inaspettata” che fece mio padre, nonostante i suoi consigli, quando venne a scoprire che avevo intenzione di studiare come sommelier.

E continua: “Avevo però fatto i conti senza l'oste, o meglio senza il distillato d'uva.

Foto Brambilla - Serrani Courtesy of Anna Maschio
Alla fine degli anni 80, dopo che nel 1984 la legge permise per la prima volta in Italia di distillare uva, uscirono le prime acquaviti d'uva e con loro la nostra Prime Uve; la distilleria cambiò faccia, aspetto, odore, visione”.
Anna si innamorò del profumo di uva e della magia che lo estrae dagli acini e lo trasferisce in forma liquida: della distillazione insomma.

Divenne un'archeologa ma non scavò mai..Il mio dna alla fine ebbe la meglio, forse. Ma per sopperire alle mie carenze formative a livello di gestione aziendale, dovetti fare esperienza in varie aree di competenza dell'azienda e imparare tutto sul campo. Adesso affianco mio padre Italo e mio fratello Andrea nella direzione generale, e mi occupo principalmente di comunicazione aziendale e gestione delle relazioni esterne. Per assurdo, proprio il fatto di provenire da uno scenario mentale e culturale completamente diverso da quello di coloro con cui collaboro mi consente di portare una visione forse meno viziata dalla settorialità, di avere una forte energia creativa”.

Immagino una ragazza neolaureata in Archeologia che a poco più di vent’anni deve iniziare a scegliere, decidere, su temi molto diversi da quelli studiati: come è stato possibile?L’autonomia decisionale è arrivata col tempo e con l’esperienza. Me la sono guadagnata un pezzetto alla volta, a colpi di dimostrazione di amore per il mio lavoro”.

Lei e Andrea, suo fratello, collaborate con vostro padre alle fasi di progettazione e di produzione, alle relazioni esterne  e alla comunicazione aziendale. Non trova che oggi sia un raro esempio di attività così strutturata e a gestione familiare? Come si è arrivati a questo? La più grande fortuna che mio fratello ed io abbiamo avuto e continuiamo ad avere è quella di un padre che ha gestito e continua a gestire il passaggio generazionale in modo esemplare. Italo Maschio ha saputo mettere con entrambi l'intelligenza e la capacità di dosare il grado di delega un po' alla volta, portandoci a diventare di fatto i responsabili di riferimento di alcune aree dell'azienda senza traumi e diminuendo in quelle il suo personale coinvolgimento operativo, sempre un po' alla volta. Ripeto, è stato tutto incredibilmente spontaneo e naturale, grazie a lui".

Cosa ci possiamo aspettare da Anna Maschio nei prossimi mesi?I miei obiettivi sono: scudetto alla Juventus, guarire dal vizio di comprare troppe scarpe ed essere motivo di sorriso per le persone che amo. Scherzo. I miei obiettivi lavorativi sono top secret”.

Saluto Anna con un sorriso, lo stesso che ogni suo sguardo aggraziato e gentile ha saputo regalarmi.

Clicca qui sotto per vedere i divertenti filmati realizzati dall'azienda Bonaventura Maschio per Prime Uve in occasione del Natale

Babbo Natale
I Re Magi
La Befana
 
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Tag:  Anna Maschio, Bonaventura Maschio, Prime Uve, Grappa, Distillati

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