In visita alla Cantina La Brugherata. Il racconto della degustazione

Sabato 15 Ottobre si è svolto il secondo incontro in cantina organizzato da Mondo Rosa Shokking per conoscere la realtà enologica della Lombardia e, in questa particolare occasione, del Moscato di Scanzo

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Nonostante fossimo già a metà Ottobre il tempo è stato clemente. Il cielo terso e azzurro, oltre alla temperatura mite, ha reso la visita alla Cantina La Brugherata ancora più entusiasmante.
 
Sabato 15 Ottobre si è tenuto il secondo incontro in Cantina organizzato da Mondo Rosa Shokking, per far conoscere una nuova realtà enologica della Lombardia: ScanzoRosciate, in provincia di Bergamo, e il loro famoso Moscato di Scanzo.
 
Frida Tironi, responsabile commerciale (e non solo), ci ha accolto, insieme al fattore che si occupa delle vigne e di tutta la tenuta, offrendoci una panoramica dell’azienda.

La Brugherata è nata a metà degli anni ’80 e ad oggi consiste in 10 ettari di vigneto, 1.100 piante di ulivo (che rendono in media 50 quintali e permettono di produrre un olio di alta qualità con acidità bassissima) e 12.000 piante di rose, quest’anno eccezionalmente prolifiche: hanno infatti avuto tre fioriture, conferendo un tocco di colore al paesaggio, già di per sé dall’aurea fiabesca.
 
Nell’azienda, dunque, si fondono mirabilmente la ricerca del meglio dal punto di vista tecnologico, ma anche un’appassionata visione del ‘bello paesaggistico’, con riuscite mescolanze di essenze mediterranee, rose, olivi e giochi d’acqua che dominano i vigneti dalla sommità della collina.
Il loro motto è “Vino d’arte”, perché vi è molto in comune tra l’artista e il viticoltore, tra un bel quadro e un buon vino: la pazienza, l’amore, la fantasia e la volontà.
 
Il nostro tour è iniziato dalle vigne di Moscato, prima da quelle coltivate a Pergola, per poi passare a quelle coltivate a Guyot. Ci è stato spiegato che il diradamento è iniziato i primi giorni di agosto, quando i chicchi d’uva hanno cominciato a colorarsi e tale procedimento è servito per alleggerire le piante ed evitare così Botrytis e muffe.
Ogni pianta di Moscato tiene in media 15-17 grappoli, non di più. Questo per garantire l’alta qualità richiesta dal prodotto finito.
 
La zona riservata a Guyot include 3.800 piante, posizionate affinché prendano  il sole in modo diretto. Piantate 2 anni fa, non sono ancora adatte alla produzione, attesa solo dopo 5 anni. Ma vengono comunque curate con passione, effettuandone la potatura al fine di rinforzare le radici e la pianta stessa per i primi 3-4 anni.
Questo processo richiede grande attenzione in quanto il Moscato è molto delicato e deve raggiungere 13° in pianta, per permettere di arrivare a 14,5-15° con l’appassimento, come da disciplinare.
 
Una volta arrivati in cantina abbiamo potuto ammirare l’estrema pulizia e l’ordine che, come ci è stato sottolineato, costituisce un elemento di fondamentale importanza per il proprietario della cantina.
Le ampie vasche accolgono il vino dopo che l’uva viene diraspata e pressata; quando poi il mosto raggiunge i 14-15° inizia la fermentazione e vi viene lasciato per 10 giorni, facendo 2 volte al giorno il rimontaggio e 3 il delastage. Quindi il mosto viene rimosso dalle vasche (svinatura) per separare il liquido dalle bucce, usando un cestello della lavatrice. Le bucce proseguono quindi il loro percorso verso la distilleria al fine di ottenere la Grappa di Moscato di Scanzo.
Per il Moscato di Scanzo, data la sua consistenza che ricorda molto la marmellata, viene effettuata la follatura (1 volta al giorno con un bastone) e non il rimontaggio, che richiede un mosto molto più liquido.
 
Siamo quindi passati al locale adibito all’invecchiamento del vino con botti e barrique, in cui il vino fa un passaggio da 1 a 3 anni. In questo locale l’umidità e la temperatura sono controllati (13°C di temperatura e 60 di umidità) per garantire la qualità e la buona tenuta del legno.

Infine: la stanza per l’appassimento del moscato dove restano fino a quando i raspi diventano marroni, fattore che segnala il corretto appassimento delle uve. Il tempo di appassimento in media è di 30/40 giorni.

 
La degustazione

Quando si pensa a Scanzo la prima cosa che viene in mente è il vino rosso. Infatti questa non è una zona dedicata ai vini bianchi, seppure sia Spumante che Bianco sono sicuramente eccellenti e di ottima qualità.
Di seguito la descrizione di ciò che abbiamo degustato e apprezzato di La Brugherata.

BRUT SPUMANTE METODO CLASSICO
Spumante elaborato secondo il metodo classico. Vino di base ottenuto da uve di Pinot Grigio 20% e Chardonnay 80% coltivate in alta collina. Accurata elaborazione per 36 mesi sui lieviti, segue affinamento in bottiglia per 6 mesi. Al profumo presenta la nota aromatica dei vitigni di origine, supportata da un fondo di vaniglia piacevole e caratteristico. Il gusto è ben strutturato con note di grande morbidezza che lo rendono un vino interessante per tutto il pasto.
 
VESCOVADO DEL FEUDO BIANCO
Fatto con uvaggio di Pinot bianco, chardonnay e pinot grigio, alla vista si presenta di colore giallo paglierino, al profumo reca note intense e fruttate. Il gusto è pieno, sapido, di notevole struttura e di grande armonia.
 
VERMIGLIO DI ROXIA IGT MOSCATO ROSSO
Fatto con uvaggio di Moscato di Scanzo 85%, Merlot 10% e Cabernet 5% ci ha regalato un profumo intenso e morbidezza in bocca. Il colore è rosso “vermiglio” e i profumi ricordano la mora, il mirtillo con  una leggera speziatura. In bocca risulta morbido al palato, con una bella acidità e freschezza, dai ritorni fruttati.
 
VESCOVADO VALCAPEDIO
Taglio a freddo di Merlot 40% e Cabernet sauvignon 60% e successivamente affinato in botte grande di rovere dagli 8 ai 12 mesi. Rosso rubino, profumo intenso con sentori vegetali e fruttati dolci che ricordano la marasca su un fondo vanigliato. Gusto asciutto, sapido e morbido.
 
DOGLIO VALCAPEDIO RISERVA
Ottenuto selezionando i migliori Cabernet Sauvignon e Merlot presenti nei vigneti dell’azienda.
A un’accurata vinificazione in purezza segue, nella primavera successiva alla vendemmia, l’assemblaggio dei vini in proporzioni variabili ogni anno.
L’invecchiamento si protrae per tre anni in botte di rovere. Questo vino si presenta di colore rubino vivace, al profumo è intenso, ampio e nella complessità dei profumi sorprende ancora la freschezza della marasca, unitamente ai sentori speziati di un lungo invecchiamento.
Il tutto è stato abbinato a pane e olio, olio prodotto dalle olive della Cantina a bassissima acidità (0,18%), dal colore giallo dorato e un gusto intensamente fruttato e dolce; poi salumi e formaggi insieme alla salsa prodotta con mosto di Moscato di Scanzo. Una vera prelibatezza!
Per concludere… il tanto amato DOGE Moscato di Scanzo DOCG abbinato a delle meringhe fatte proprio con lo stesso Moscato e la Grappa di Moscato di Scanzo.

DOGE MOSCATO DI SCANZO DOCG
Unico vitigno autoctono selezionato nella provincia di Bergamo. Tipico vitigno “di nicchia” sia per la ristretta zona di coltivazione ma anche per le rese molto basse che spesso non arrivano neanche al 30%.
Ottenuto dalla vinificazione in purezza del Moscato di Scanzo 100%. Dopo la raccolta, che avviene a metà ottobre, i grappoli vengono introdotti in locali condizionati per un perfetto appassimento che si protrae per almeno 40 giorni. Dopo la lentissima fermentazione, viene affinato per 30 mesi in vasche di acciaio.
Di colore rosso rubino brillante, talvolta con sfumature ambrate, al profumo è intenso con sentori floreali di rosa, vegetali di salvia, fruttati di confettura, frutta cotta e speziati di pepe e cannella, balsamici di incenso. Ideale come vino da meditazione; ottimo abbinato a formaggi erborinati o pasticceria secca, speciale con il cioccolato.
Servire a 16°C.
          
GRAPPA di MOSCATO DI SCANZO
Dona nette le sensazioni aromatiche del vitigno di origine, il sapore è deciso ma delicato e il retrogusto conferma note aromatiche di lunga persistenza.
Prodotta con distillatori a bagnomaria da vinacce dell’azienda. Gradazione 42%.


Dizionario Enologico:

Rimontaggio: pompaggio di mosto liquido da una valvola posta nella parte inferiore della vasca che viene poi irrorata dall'alto sul 'cappello' (ossia la massa di bucce che galleggiano sulla parte liquida di mosto). Il rimontaggio può anche essere eseguito in assenza di aria.

Follatura:pressione meccanica esercitata dall'altro con un pistone (tradizionalmente a mano si usava un grosso ramo tripartito e con le tre branche troncate) sul 'cappello' fino a romperlo e farlo affondare un pezzo per volta nel mosto sottostante.

Delestage: dopo che è avvenuta la formazione del cappello, la parte liquida dal serbatoio di vinificazione, tramite una pompa, viene trasferito in un'altra vasca, in modo tale che il cappello si sistemi sul fondo della vasca grazie alla forza di gravità. Il mosto (parte liquida), dopo alcune ore, viene pompato nuovamente sopra il cappello che viene disgregato. Tale procedimento favorisce l’estrazione dei composti che arricchiranno la struttura del vino.
Tag:  La Brugherata, Moscato di Scanzo, Mondo Rosa Shokking Wine Tour, Frida Tironi, degustazione, 15 ottobre

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