Andrea Pellizzari goes to London. For IMAFestival

Nei panni del suo alterego, Mr Brown, il famoso dj ed ex Iena, animerà a ritmo di house music il grande evento conclusivo della II° edizione di IMAF. 26 luglio 2012, Blackall Studios, London

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Ciao Andrea! Partiamo dal principio, ossia dalla radio. Ci vuoi raccontare qualcosa del tuo esordio come dj?
In effetti io nasco come dj. Il mio sogno, la mia grande passione fin da ragazzino è sempre stata la radio. Ho nove anni quando entro per la prima volta nello studio di una radio privata e a quindici comincio a lavorare per un’emittente locale, in un piccolo paese appena fuori Udine. In merito alla mia avventura professionale “seria”, be’, quella inizia quasi subito, con Radio Italia Network, che ai tempi aveva una copertura regionale, anche perché ancora non esistevano i grandi network nazionali.
 
Quindi, questa di Radio Italia Network, rappresenta la prima svolta importante della tua carriera…
E’ stato sicuramente un grande passo in avanti. In quel periodo avevo comunque deciso di intraprendere altri percorsi, per tornare poi a Italia Network, nel 1994, e condurre Los Cuarenta. In pratica, in una radio fino a quel momento solo musicale, sono diventato la voce che dava il titolo ai pezzi che tutti ascoltavano. La trasmissione ha avuto da subito un successo incredibile, capace di coinvolgermi, anzi, di travolgermi completamente. E’ così che sono arrivato a essere conosciuto in tutta Italia come dj.

E quando c’è stato il passaggio alla televisione?
Nel ’97, l’anno in cui mi venne proposto di lavorare a Match Music - canale televisivo appena passato al satellite - con altri ragazzi dal background simile al mio, tra cui Fabio Volo. Insieme a lui ho cominciato un programma in onda la mattina, Svegliati, che in realtà avremmo dovuto condurre a turno, ma alla fine l’accoppiata risultava troppo divertente per separarla. Improvvisavamo quasi sempre, per tre ore, davanti a questa telecamera fissa piazzata sul bancone di una cucina finta. Ad accorgersi di noi è stato Fiorello. I nostri nomi sono quindi arrivati all’allora direttore di Italia1, Giorgio Gori, che ci ha chiamato per sostituire i conduttori delle Iene, a quei tempo in onda di pomeriggio. Io, invece, sono partito in seconda serata con un immediato successo di pubblico, e così è continuato a essere per i dodici anni in cui ho lavorato come Iena.

Come l’hai vissuto il passaggio dalla radio alla tv?
E’ stato piuttosto brusco, anche se, grazie all’esperienza con Match Music, dove la maggior parte delle volte dovevamo improvvisare e ingegnarci per costruire servizi interessanti e divertenti, quando sono arrivato alle Iene è stato abbastanza semplice calarmi in questa nuova parte televisiva. In ogni caso l’amore per la musica mi ha riportato alla radio. L’ultima con cui ho lavorato è stata Radio Deejay, con Collezione Privata. A ripensarci ho ospitato una quantità davvero impressionante di personaggi famosi, così come per I Duellanti, su Radio2 Rai.

Oggi, invece, cosa fa Andrea Pellizzari?
Attualmente è in onda una serie per DeA Kids, canale di Sky dedicato ai bambini, pillole che ho realizzato in occasione delle Olimpiadi, dove nei panni di Mr Brown spiego le varie discipline olimpiche. Il programma si chiama, appunto, Mr Brown Goes to London. Poi sto lavorando su vari progetti - tra cui una sitcom scritta da me di cui gireremo a breve la puntata pilota -, continuo a fare il dj ed è appena uscita una mia produzione musicale: Zoosters feat. M. Coleman – Tonite. Inoltre, a Settembre, tornerò ad Haiti per realizzare il secondo cd di Mr Brown for Haiti, perché l’orfanatrofio che ci eravamo proposti di creare con la prima raccolta è stato costruito, ma ora, ovviamente, è necessario continuare a sostenerlo.

Hai appena nominato Mr Brown. Questa sorta di tuo alterego com’è nato?
Mr Brown nasce durante una giornata particolarmente negativa. Ero in auto, sulla tangenziale, con Fabrizio Montagner - il mio autore delle Iene e autore di Scherzi a Parte - e stavamo tornando da un servizio che non era andato proprio secondo i  nostri piani… Improvvisamente la macchina di fianco alla nostra va a sbattere contro un’altra, per fortuna senza conseguenze gravi, dato che erano pressoché fermi. Ed è a quel punto che - non saprei dirti il motivo – io me ne esco con una banalità del tipo This is an accident!, esclamazione di per sé senza senso, che però illumina Fabrizio. La sua idea, che poco dopo abbiamo concretizzato con le prime candid camera, vedeva me tamponare intenzionalmente macchine altrui, scendere e dire in inglese al conducente Questo è un incidente, ad esempio, quindi spaccargli i fanalini e continuare con una frase del genere Questi erano fanalini! Insomma, dai vaneggiamenti di un lungo pomeriggio partito male è nato il personaggio di Mr Brown. 

La serata inaugurale della tappa conclusiva londinese di IMAFeatival 2011-2012 sarà animata da un dj set d’eccezione: il tuo! Di solito in consolle chi è a mettere i dischi? Andrea Pellizzari o Mr Brown?
Io, musicalmente parlando, esco come Andrea Pellizzari, anche se il mio alterego spesso è risultato più famoso di me quando si è trattato di invitarmi o presentarmi in determinate serate! In realtà sono molto serio in consolle, forse più serio di quanto ci si aspetti… E anche molto tecnico. Non a caso in Italia sono stato tra i primi dj a essere passato dal vinile al digitale.

Parlando di rivoluzione digitale e contando tutto ciò che ha significato in campo musicale, quindi anche per te come dj, la domanda sorge spontanea: qual è il tuo strumento tecnologico preferito?
Qualche mese fa ti avrei risposto l’ipad, ma poi me l’hanno rubato – fatto che devo ancora digerire – quindi opto per il computer. La musica era e resta la mia più grande passione, attorno alla quale attualmente ruotano tutte le mie attività, i miei progetti. E io suono con il Mac, soprattutto per una questione di praticità, perché per l’acquisizione e l’utilizzo di una quantità di musica considerevole è ormai impossibile non ricorrere al digitale. Anche se, non ti nascondo, ogni tanto mi capita di andare a ripescare tracce da qualche vinile che – strano ma vero, ogni tanto succede – non si trova nemmeno su You Tube. Invece non ho mai apprezzato il cd e il modo in cui è entrato di prepotenza nelle discoteche, forse perché l’ho sempre considerato un intermezzo tecnologico ibrido, tra l’analogico da cui provengo e il digitale di cui non posso più fare a meno.

Uno dei temi principi di IMAFestival è il cibo. C’è un piatto o un tipo di cucina che ami particolarmente?
Non ho un piatto preferito. In generale amo il salato, anche se ci sono diversi dolci che non disdegno. Sono, poi, un appassionato di cucina asiatica, non necessariamente giapponese. Ora mi vengono in mente quella vietnamita e quella thailandese, per esempio.
 
Poi, in IMAF, tutto ruota attorno al talento artistico. Qual è la forma d’arte, classica o contemporanea, che più apprezzi?
Sono molto affascinato dal design, da questi giovani designer che ideano ed elaborano soluzioni geniali ma anche utili. Mi piace molto l’integrazione dell’arte nell’ambiente, l’arte che si inserisce in un contesto che ci riguarda, o comunque reale, che migliora ciò che entra in contatto con noi, che vediamo nel quotidiano.

Durante la tappa finale della II° edizione del festival organizzata proprio in concomitanza con le Olimpiadi 2012, si concluderà anche la mostra Sport Your Food, curata da  Rossella Canevari e Paolo Marchi. C’è un atleta, un personaggio sportivo in particolare che ammiri?
Nella veste di Iena e di Mr Brown, ma non solo, ho avuto modo di conoscere tanti atleti che mi hanno colpito e che stimo. Ma se devo farti il nome di una persona che considero uno sportivo straordinario, anche e soprattutto da un punto di vista umano, allora ti dico Alessandro Del Piero. Perché ha dimostrato di essere un signore, in ogni situazione, e di possedere grande umiltà, oltre che una preparazione di cui pochi possono vantare. Un uomo da cui prendere esempio.

Ancora qualche curiosità in merito alla tua vita professionale. Radio o tv?
Dipende. In radio ho sempre provato una sensazione di intimità e di sano divertimento impossibile da trovare in una trasmissione televisiva, dove comunque tutto ruota attorno a ciò che le persone vedono e vogliono che tu faccia. In TV manca la spontaneità. Però attraverso la televisione è molto più facile comunicare e arrivare al pubblico. 

Una donna con cui vorresti lavorare?
La donna con cui vorrei lavorare… è difficile scegliere perché ho già avuto esperienze televisive e radiofoniche con la maggior parte delle più famose conduttrici italiane. Ad esempio, se fossi un regista, mi piacerebbe dirigere Giovanna Mezzogiorno. Oppure…. ce l’ho! Una trasmissione alla radio in tv o un film lo farei volentieri con Ambra!

E per concludere: il dj set di cui sei stato protagonista che non potrai mai dimenticare?
Altra domanda difficile… sono così tanti! Forse quando ero dj resident a Lignano Sabbiadoro. In quel periodo stava esplodendo la house music e credo di non aver mai più visto e vissuto un simile entusiasmo. Ogni disco era una sorpresa, cosa che adesso capita raramente. Se ci ripenso, ancora oggi mi sento pervaso dall’emozione, da una sorta di saudade per quelle serate e quella musica.




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Tag:  Andrea Pellizzari, Mr Brown, dj set, IMAFestival, Londra, tappa conclusiva, Iene, radio

Commenti

30-07-2012 - 09:57:06 - Massimo
Ottimo Cocca!! Bella intervista!!!
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