Lo sport va avanti, tutto il resto è noia...

Ci salutano Lippi, Jannacci e Califano, ma la vita e lo sport vanno avanti…”tutto il resto è noia!”

di Valentina Resta

Pubblicato martedi, 2 aprile 2013

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Che il 2013 dovesse rappresentare un anno di rottura me lo hanno fatto credere le profezie Maya e l’oroscopo che consulto, a cuor leggero, ogni dicembre per fantasticare sul futuro che verrà. Di cose, in effetti, ne stanno succedendo tante. Papa Ratzinger si è dimesso, fatto non certo frequente libri di storia alla mano. Al suo posto acclamato a gran voce Papa Francesco, già insediatosi a pieni voti nei cuori della comunità cattolica. Sportivo, addirittura socio di un club calcistico argentino, il San Lorenzo, amorevole e affettuoso, sprigiona semplicità. Una semplicità che vale oro nel tempo della grande crisi economica e valoriale che affligge il nostro paese. Sul fronte politico regna sovrano il caos, elezioni poco significative devono ancora condurci a un governo significativo. Elezioni anche in casa ‘sport’ con l’ascesa al trono del nuovo presidente del Coni Giovanni Malagò.

Tutte premesse di forte cambiamento, non c’è che dire. Il punto è capire se il cambiamento ci avvicinerà a quel piccolo spiraglio di luce alla fine del tunnel o se, invece, ci respingerà ancor più a fondo, lì dove la risalita diventa poi impossibile. L’oroscopo questo non me lo diceva, purtroppo.

I giorni che hanno preceduto la Pasqua sono stati giorni di sofferenza, portatori di tristi notizie, direttamente o indirettamente collegate al mondo dello sport, del calcio. A cominciare dalla scomparsa, a soli 42 anni, di Claudio Lippi, noto giornalista sportivo di Milan Channel. Un incidente in moto lo ha portato via alla compagna, alla figlia di due anni e a tutto l’universo calcio, che ha riversato su di lui un’ondata di affetto incredibile. Io Claudio non lo conoscevo. Mi sono lungamente sentita in colpa, quasi abusassi di una tristezza che non mi spettava, quasi non avessi il diritto di piangere, di piangerlo. Si sono poi spenti, a un giorno di distanza l’uno dall’altro, due grandi simboli della musica italiana: prima Enzo Jannacci, icona di Milano e tifosissimo del Milan, poi Franco Califano, in grande “interista de Roma”.

Sabato, dopo lo stop per le nazionali, è tornata in campo la Serie A con tutti i riflettori puntati sul big match del Meazza tra Inter e Juventus. Per la cronaca ha vinto la Juve 2-1 e, ci stupiremmo ormai del contrario, le polemiche non sono mancate. Rigori, per l’una o per l’altra non fischiati, e un bruttissimo fallo di Cambiasso ai danni del bianconero Giovinco nel finale. Con conseguenti, e sacrosante, scuse del centrocampista, e con un Antonio Conte in versione pompiere, intento a spegnere il fuoco della probabile rissa abbracciando, e così di fatto perdonando, l’argentino. Gran bel gesto quest’ultimo, lasciatemelo enfatizzare. Si riparlerà del fattaccio vista la leggerissima punizione inflitta a Cambiasso, squalifica di una sola giornata comminatagli, ma si parlerà anche di molto altro…

Di domenica la notizia che il Sunderland, club militante nella Premier League inglese, ha chiamato alla guida tecnica Paolo Di Canio, con conseguenti dimissioni del dirigente laburista David Miliband, in disaccordo con la scelta societaria di ingaggiare un allenatore “fascista”. Nel 2005 l’allora giocatore della Lazio, per giustificare il saluto romano alla curva biancoceleste, dichiarò infatti di non essere razzista, bensì fascista.

Le notizie corrono veloci, non si ha il tempo di piangere un lutto che qualcos’altro si prende di forza le prime pagine. E forse è giusto così. Tutto scorre. La vita va avanti. Lo sport va avanti.

Tutto il resto è noia… cantava il Califfo. 
Tag:  Enzo Iannacci, Franco Califano, Claudio Lippi, Antonio Conte, Paolo Di Canio, sport, vita, morte

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