Arrivederci Dino

E' morto, all'eta' di 91 anni, uno dei piu' grandi produttori cinematografici del mondo

di Elena Maria Manzini

Pubblicato venerdì, 12 novembre 2010

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Dino de Laurentiis si è spento nella sua casa di Los Angeles: aveva 91 anni, più di sessanta dei quali trascorsi sui set cinematografici dei 150 film da lui prodotti. Con Dino sparisce un “gigantesco” punto di riferimento per la cinematografia italiana e internazionale, ma scordarlo sarà impossibile. Basta infatti chiudere gli occhi e pensare a Silvana Mangano immersa nell’acqua in “Riso Amaro” (1948), a Vittorio Gassman e Alberto Sordi che siedono sul tetto del treno ne “La Grande Guerra” (1959), a Giulietta Masina che guarda il mondo camminando su “La Strada” (1954), ad Al Pacino che si ribella in “Serpico” (1973), a Jessica Lange rapita da “King Kong” (1976) o ad “Hannibal” che si aggira per le strade di Firenze (2001).
 
Nato a Torre Annunziata, Dino è cresciuto con il business nel sangue. Infatti, fin da piccolo, girava per le strade vendendo gli spaghetti fatti dal padre. Trasferitosi a Roma nel ’37 per studiare al Centro Sperimentale di Cinematografia segue per un po’ il sogno di fare l’attore, poi “si guarda allo specchio” e preferisce stare dietro la macchina da presa. Comincia una carriera strabiliante fatta di grandissimi successi, la costruzione dei suoi teatri di posa Dinocittà, star internazionali che vengono a lavorare a Roma, premi prestigiosi per i suoi film, ma soprattutto di bellissime storie raccontate dai più grandi registi italiani.
 
Ed ecco che Dino, sempre malato di gigantismo, si sente stretto in Italia dove ci si è inventati “il neorealismo perché si è costretti a girare i film per strada visto non ci sono soldi”, e si trasferisce a Los Angeles, mecca del cinema. In pochi anni produce i film di Sidney Lumet, Sydney Pollack, Michael Cimino e porta ancora di più alla ribalta star del calibro di Al Pacino, Robert Redford, Jessica Lange e Mel Gibson. Per questo nel 2001 l’Academy gli assegna l’Oscar alla carriera che si va ad aggiungere a quelli che si è aggiudicato per “La Strada” e “Le Notti di Cabiria” di Fellini.
 
Nella vita privata Dino è sempre stato circondato da donne: le tre mogli e le cinque figlie. Si può dire che la bellissima attrice Silvana Mangano sia stata il suo grande amore, infatti, dopo averla conosciuta sul set di Riso Amaro, nel '49, per sposarla Dino lasciò la prima moglie. La coppia ebbe quattro figli, ma il loro rapporto non resse alla scomparsa dell'unico figlio maschio, Federico, morto giovanissimo nel '81 in un incidente aereo. Comunque fu solo dopo la morte di Silvana nell'89, che Dino decise di risposarsi. 
 
Ora che se ne e' andato anche lui, sara' la loro figlia Raffaella (e il nipote Aurelio in Italia) a continuare la tradizione di famiglia e a portare avanti la casa di produzione fondata in America.
 
Grazie Dino, non ti dimenticheremo! Tu sei la dimostrazione che il grande cinema rende immortali.
 
Tag:  Dino de Laurentiis, Silvana Mangano, Fellini, produttore, Oscar

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