La città dei Sassi

Matera, quella città dove anche i sassi hanno un nome

di Andrea Vercelli

Pubblicato venerdì, 9 dicembre 2011

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La prima volta che arrivai a Matera, parcheggiai di fronte a un bar. E chiesi indicazioni. La città nuova non mostrava nulla di interessante. Casette anonime lungo una strada provinciale.
Cominciai a chiedermi se avevo fato bene ad allontanarmi così tanto dall’itineriario stabilito solo per seguire quello che raccontava la vetrina di un’Agenzia di Viaggi. “Venite a Matera. A visitare i Sassi!”. Non una foto, non un’indicazione.
I Sassi: pensavo a delle gigantesche pietre, sparse su un paesaggio desertico. Altari di antichi rituali preistorici. Non certo a cosa incontrai quando vidi di persona di che si trattava.
 
Il barista mi disse di seguire una strada. Passai con la macchina sotto un arco, feci due tornanti e mi ritrovai senza respiro. A bocca aperta.

Ecco Matera. Un presepe enorme, abbarbicato su di un canyon. Una vista mozzafiato.
Migliaia di piccole abitazioni ricavate da buchi scavati nel tufo bianco. Non un rumore, tranne il vento che passa attraverso i viottoli ripidi rivestiti di grandi lastroni di pietra.
Pietra. Matera è scavata nella pietra. Ed è magica.
Ho sempre sostenuto che un luogo frequentato da esseri straordinari diventi magico.

Vedo un ragazzo, alto, segnato dal sole, capelli e occhi neri. Sta fumando una sigaretta guardando l’altura di fronte a Matera. Mi avvicino. Non avrà più di 20 anni. E’ assorto.
“Fossi in te la butterei via.”
“Fossi in te mi farei i fatti tuoi.”
“Cosa c’è che guardi lassù?”
Si volta, mi osserva:
“Rocco, piacere. La prima volta a Matera, vero?”
“ Sì.”

E Rocco comincia a raccontare.
Di quando Pasolini, nel 1964, passava per quelle stradine cercando gli ambienti ideali per il suo “Vangelo Secondo Matteo”.  
Di quando Mel Gibson intonava peti e canzoni sconce nelle trattorie tipiche mentre giravano il film “La Passione”.
Registi e uomini differenti, sotto ogni punto di vista.

“Lassù è dove hanno girato la scena della Crocifissione: era una giornata splendida. Il cielo terso, blu. Appena è partito il ciack della morte di Gesù, dei nuvoloni neri hanno cominciato a vorticare sopra le croci. Uno spettacolo senza precedenti. Se guardi il film, quelle nuvole non sono finzione, sono arrivate lì, in quel momento. Io c’ero.”

Finimmo la serata davanti a un boccale di birra, in un locale in mezzo ai Sassi, in quel set cinematografico naturale dove abitanti, vie e case concorrono a creare un ambiente di magica eucarestia.
Tag:  Mel Gibson, Pier Paolo Pasolini, Matera, Sassi, Viaggi

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