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INTERVISTA PER MRS A SABRINA SASSO venerdì 16 aprile 2010
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INTERVISTA PER MRS A SABRINA SASSO, AUTRICE DEL ROMANZO
“VOGLIO CAPIRE SE NE E’ VALSA LA PENA”
A cura di Carlotta Pistone


Sabrina Sasso, da anni collaboratrice di MRS, ha scritto un romanzo rosa dedicato all’universo femminile e alle problematiche più comuni con cui la donna moderna deve fare i conti – ormai e purtroppo – quotidianamente.
Ecco una breve intervista che l’autrice ha rilasciato per tutti i lettori della rivista, ma soprattutto per tutte le lettrici Rosashokking
 
 

Carlotta Pistone: Per prima cosa volevo chiederti come mai hai deciso di scrivere questo libro, ossia in quale momento e qual è stato l’avvenimento scatenante che ti ha spinto a prendere carta e penna e a mettere nero su bianco la storia di Laura.

Sabrina Sasso: Alcuni anni fa lessi il libro "La verità è che non gli piaci abbastanza" di Greg Behrendt (uno degli autori di Sex and the City) e mi sono trovata ad ammettere che ciò che stavo leggendo corrispondeva proprio alla verità! Noi donne cerchiamo sempre di giustificare i nostri uomini, spesso rendendoci ridicole agli occhi degli altri e volendo discolpare atteggiamenti che non hanno scusanti. Bene, io ho sperimentato tutto sulla mia pelle e ho capito che la strada giusta da intraprendere è quella di aprire gli occhi e farsi desiderare. Ebbene sì, un po’ come si faceva una volta! E ho voluto dare un contributo portando la mia testimonianza scanzonata, ma assolutamente autentica.

CP: Domanda forse un po’ scontata, ma che sorge spontanea: quanto c’è di Sabrina nella personalità e nelle vicende che fai vivere a Laura? E cosa ha imparato la scrittrice dalla sua protagonista?

SS: Sabrina e Laura sono intercambiabili, sono la stessa persona, anche se Laura è leggermente più tosta. Diciamo che dalla vita ho imparato che anche le storie belle, vissute con un uomo molto affine  e considerato "giusto", possono finire. Ed è dalla storia della protagonista che si capisce quanto è importante reagire e far tesoro di qualsiasi esperienza. In tutti gli avvenimenti che ci vedono coinvolti ci si deve chiedere: sarà una cosa bella o una cosa brutta?   

CP: Il tono del tuo romanzo è per lo più volutamente leggero, in alcuni punti addirittura comico. Non mancano però spunti di riflessione legati a situazioni complesse – affettive, familiari, lavorative – che coinvolgono le donne. Secondo te, oggigiorno, quali sono i nuovi punti di forza e quali invece le vecchie debolezze che segnano l’universo femminile? 

SS: Non è facile dare una risposta semplice a questa domanda. Nell'ignoranza cosmica in cui viviamo, da più parti arrivano esortazioni a divertirsi e a essere se stesse, ma nessuno ha capito cosa vuol dire. Le donne non hanno ancora trovato, secondo me, un centro, un modello comportamentale naturale. Sono passate dal fare ed atteggiarsi, come veniva loro imposto, a scimmiottare gli uomini. Va da sé che è un comportamento sbagliato e dannoso. Bisogna seguire i propri istinti, quelli più profondi, essere donne rosashokking, con le tette perchè le palle le, noi, le lasciamo volentieri agli uomini! Proprio così: in gamba ma femminili.

CP: Il tuo ruolo di volontaria a sostegno delle donne e la tua decisione di fondare Il Rifugio delle Donne - un’associazione che si occupa di accoglienza, sostegno e difesa per le donne vittime di violenza - in che modo ha condizionato la tua vita e la stesura del tuo romanzo?

SS: Anni fa, a seguito della perdita di mio padre e della disgregazione del mio matrimonio, mi trovai ad usufruire del supporto della Casa delle Donne di Modena e lì conobbi delle donne con delle problematiche ben più gravi e brutte di quelle che molte di noi affrontano, quali la violenza fisica e mentale, l'abuso sessuale, lo stalking. Da quel momento avvertii l'urgenza di fare qualcosa per loro e, ad oggi, mi sto battendo per creare un gruppo d'aiuto a Mirandola, la cittadina in cui abito, che si chiamerà Il Rifugio della Donna (http://rifugiodonna.jimdo.com). La mia vita si sta arricchendo sempre di più di esperienze umane che mi permettono di capire come, nei secoli, a noi donne è stato solo insegnato a sottostare ed a rassegnarsi, a non chiedere, a non desiderare, addirittura a vergognarsi di essere oggetto di violenza da parte degli uomini. Nella nostra società il paradosso è che se il marito picchia la moglie è lei a sentire l'onta su di sé e non denuncia per pudore oltre che per paura.

CP: Il numero di MRS sul quale viene presentato il tuo romanzo è dedicato a un argomento molto attuale e discusso che lascia aperte diverse interpretazioni e giudizi: la nuova concezione di coppia e il modo di vivere e affrontare le relazioni sentimentali. Qual è la tua opinione su questo scottante tema? E, anche sulla base di ciò che hai scritto nel tuo libro, quanto credi ancora nella possibilità di costruire una vita di coppia stabile e duratura?

SS:A mio avviso la coppia non può più essere considerata come avveniva un tempo: una donna, un uomo e magari, nella sua evoluzione, tanti bei bambini. Adesso possiamo vedere una donna ed una donna, un uomo ed un uomo ed è un bene che queste coppie escano allo scoperto visto che ci sono sempre state, ma si dovevano nascondere.
Allo stesso modo, anche l'amore etero è cambiato con il divorzio. Oggigiorno l'uomo o la donna della propria vita si possono anche incontrare quando non si è più giovanissimi, o può non essere la persona che si è sposata.
Fondamentalmente io credo nell'amore e allo stesso modo credo possa esserci una o più persone “perfette” per ognuno di noi. Il difficile è, neanche a dirlo, trovarle. Ma un modo c'è ed è quello che alla fine raccomando nel mio libro: perseverare senza lasciarsi distrarre da storie fuorvianti, quelle che fin da subito danno tutti chiari segnali di disastro imminente.
La persona che meritate c'è e vi sta cercando, come state facendo voi. Fidatevi.
         



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