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Liberi di essere soli venerdì 16 aprile 2010
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LIBERI DI ESSERE SOLI
A cura di Stefano Magni
 
 
 
Moralisti di tutte le latitudini si stracciano le vesti: le coppie scoppiano, non reggono più, la famiglia sta sparendo, non ci sono più responsabilità... Quante volte abbiamo sentito questa lagna? E le risposte sono sempre quelle: colpa della modernità, c’è troppa libertà, va tutto troppo veloce, il lavoro nel terziario avanzato obbliga a pensare alla carriera e non alla famiglia. Ma è vero? No.
 
Non possiamo dire che il numero dei divorzi sia aumentato rispetto al passato. Semplicemente perché prima non si poteva divorziare. La possibilità legale di separarsi è un fatto talmente recente (in Italia c’è da meno di mezzo secolo) che non rende possibili statistiche serie. Troppo spesso si tende ad attribuire alla società un problema personale. Il divorzio o la separazione sono, a tutti gli effetti, dei problemi personali. Nessuno, al di fuori della coppia, obbliga alla separazione. E nessuno ci obbliga a scegliere un partner che non ci piace.
 
Questa condizione è un raro privilegio del nostro mondo industrializzato, mettiamocelo bene in testa. Perché in tutto il mondo in via di sviluppo domina ancora la struttura familiare, o clanistica, o tribale tradizionale e i matrimoni sono combinati, il contratto è insolubile e la coppia scoppia solo quando il maschio decide di ripudiare la femmina.
 
Adesso che abbiamo visto quanto siamo fortunati a vivere in questa epoca e in questo mondo, escluse le responsabilità della società, considerando che la scelta del partner, così come la scelta della separazione, sono solo ed esclusivamente personali, cosa spinge la coppia a scoppiare? Proprio perché si parla di comportamenti individuali, le ragioni di una lite possono essere le più disparate. Le cause di separazione, anche nei matrimoni, vanno dai peli lasciati nella doccia all’incompatibilità ideologica. E’ questa incertezza che fa paura e induce molta, troppa gente, a imprecare contro la libertà individuale. Ma non è certo quello il problema. Noi siamo liberi di scegliere il partner e non è detto che lo scegliamo bene. Il problema è nella scelta, non nella possibilità di scegliere. A prescindere dalla profondità delle ragioni di una separazione, la causa dello scoppio della coppia è sempre una, alla fine: il partner non piace. E perché mai si dovrebbe scegliere un partner che non piace? Perché molta gente, pur essendo libera, non sente di esserlo.
 
Molti ragazzi credono che sia un dovere avere una ragazza, vuoi perché subiscono una forte pressione sociale, vuoi perché hanno paura di stare da soli. Lo stesso discorso vale anche per l’altro sesso. E la coppia scoppia. Non perché ci sia troppa libertà. Ma perché troppa gente non si sente libera. Libera di restare sola, prima di tutto. Ancora una volta non ci rendiamo conto che solo in questa parte del mondo industrializzato e solo nell’ultimo mezzo secolo, un uomo o una donna possono decidere di rimanere single: anche questo è un raro privilegio. Nel resto del pianeta in via di sviluppo, tu sei parte della comunità e hai dei doveri nei suoi confronti, primo fra tutti quello di darle figli. Era un obbligo anche da noi. Solo 70 anni fa un single italiano era punito: pagava più tasse (“sul celibato”) ed era escluso dalle carriere pubbliche.
 

Non sappiamo quanto siamo fortunati a poter vivere soli. Non sappiamo assaporare la possibilità di essere single. Che poi è l’unica condizione dell’esistenza in cui si può realmente capire chi è la persona amata.

 

 
A Milano ci sono più single che famiglie. La notizia è del 2008
 
Essere single fa bene. Lo dimostra uno studio del Lafayette College di Easton (Usa)
 
Essere single fa male. Lo dimostra uno studio dell’Università di Warwick (UK)
 
…Insomma la scienza non sa ancora dare una risposta alla condizione dei single.
         



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