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NESSUNO AVEVA PREVISTO IL PASSATO venerdì 16 aprile 2010
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NESSUNO AVEVA PREVISTO IL PASSATO
A cura di Stefano Magni
 
 
Facciamo finta che si viaggi nel tempo. Facciamo finta che io possa tornare indietro di un secolo per parlare a un suddito del Regno di Italia del 1910. Che cosa gli potrei dire?
 
“Ascolta, io conosco il futuro, so con certezza che tu vivi in un mondo relativamente pacifico e progredito, ma sappi che fra quattro anni scoppierà una guerra che coinvolgerà tutto il mondo, talmente violenta da far temere l’Apocalisse, le cui cause sono rimaste un mistero. Alla fine, la Germania sarà sconfitta, il millenario Impero Austro-Ungarico e il pluri-secolare Impero Ottomano saranno smembrati. La Russia, quel grosso impero agricolo, fanalino di coda del progresso europeo, si trasformerà in una sorta di utopia internazionale, dove un nucleo di intellettuali, dotati di un potere assoluto, cercherà di realizzare il paradiso comunista in terra a costo di uccidere tutti gli oppositori al loro progetto. E questo sarà solo l’inizio, perché il nostro Paese, che pure sarà tra i vincitori, diventerà una dittatura. E nella Germania sconfitta si affermerà un regime delirante neopagano, guidato in modo assolutista da un uomo che adesso fa l’imbianchino, che dichiarerà guerra al mondo e cercherà di annientare l’ebraismo. Creerà un nuovo impero, più sanguinoso di quello dei Mongoli, che si espanderà in soli tre anni dall’Atlantico al Caucaso per poi venir travolto e annientato. E assieme a lui crollerà l’Italia, che sarà sua alleata. Quel lontano Paese asiatico che cerca adesso di diventare moderno e civile, il Giappone, cercherà di dominare tutta l’Asia, ma fallirà. E sarà sconfitto con l’uso di armi, che saranno inventate fra soli 35 anni, in grado di annientare intere città in un solo istante. Quello che adesso tu vedi come il più grande impero della storia, l’Impero Britannico, vincerà tutte le guerre, ma ne uscirà talmente indebolito da perdere tutti i suoi domini entro la metà di questo secolo. Il mondo sarà diviso in due blocchi. Uno, orientale, che andrà dall’Adriatico al Pacifico, dominato dagli utopisti comunisti russi. L’altro egemonizzato dagli Stati Uniti. Sì, gli stessi Stati Uniti che conosci anche adesso: quel Paese repubblicano, che quarant’anni fa ha combattuto una guerra civile autodistruttiva, isolato da due oceani, che ora non dispone neppure di un esercito permanente, diventerà la guida del mondo occidentale dopo la fine di tutti gli imperi europei. In mezzo secolo di rivalità il blocco comunista resterà, fra i due, quello militarmente più potente, ma collasserà senza aver perso una sola guerra, dilaniato dalle sue contraddizioni interne, quando meno ce lo aspetteremo. E non è ancora finita: perché dopo la fine della grande utopia atea e l’affermazione della grande repubblica democratica, riprenderanno le vecchie guerre di religione. Inizierà la minaccia di un nuovo Medio Evo, con un oriente islamico nemico di un occidente cristiano, nonostante il progresso tecnologico produrrà cose meravigliose, come i primi viaggi dell’uomo sulla Luna e macchine che saranno in grado di ragionare da sole, come se fossero dei veri e propri individui artificiali. Tu credi di vivere in un mondo che sta superando la violenza, ma sappi che utopisti russi e cinesi e neopagani tedeschi e tutti gli altri regimi autocratici che nasceranno, nei prossimi 100 anni faranno più morti di quanti non ne siano stati fatti da guerre e tiranni negli ultimi 20 secoli”.
 
Cosa mi potrebbe rispondere quest’uomo del 1910? Che sono un pazzo o un pessimo autore di fantascienza. E, nel suo piccolo, avrebbe ragione: il 1910 pullulava di sedicenti profeti, anche “scientifici”, ma nessuno, proprio nessuno, aveva previsto il nostro passato. Perché, allora, dovremmo credere alle profezie sul nostro futuro, in questo 2010?
         



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