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PROPOSITO PER IL 2010 venerdì 16 aprile 2010
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PROPOSITO PER IL 2010
A cura di Sabrina Sasso 
 

Lo scorso 4 dicembre nella mia cittadina, Mirandola in provincia di Modena, ho voluto fortemente fosse organizzata una tavola rotonda sul tema della violenza alle donne. Devo dire che, contrariamente alle aspettative, il mio Comune mi ha subito supportata attivamente sia in merito al patrocinio che all'organizzazione della serata. 
Già dal contenuto di alcuni dei i miei precedenti articoli era possibile capire come questa scottante tematica mi stia molto a cuore in seguito ad un mio percorso personale presso la Casa delle Donne per Non Subire Violenza di Modena. Qui, approdata per tutt'altri problemi, ho avuto modo d’imbattermi – mio malgrado - in situazioni raccontate dalle dirette interessate, storie che mi hanno fatto accapponare la pelle.
D'allora, pian piano, è nata in me la voglia di fare qualcosa per tutte noi.
Io non credo che la violenza riguardi solo le donne che la subiscono, ma la società intera. La cultura, il pensiero di ognuno di noi, assumono un ruolo fondamentale, perchè proprio da ciò può scaturire l'aggressività. Insomma, se le donne che hanno subito e subiscono abusi fisici e psicologici fossero in questa condizione solo a causa di incontri o rapporti poco felici con uomini disturbati, allora si potrebbe circoscrivere la questione ad un gruppo di menomati mentali. 
Invece sono in molti ad essersi accorti che alla radice dei maltrattamenti c'è un esasperato maschilismo, così come un'insicurezza latente che alcuni uomini mascherano con l’uso della prepotenza per dimostrare la loro forza. Non a caso, durante l’incontro a Mirandola, il Professore Marco Deriu, sociologo dell'Università di Parma e ospite d’onore della serata, ha parlato della violenza alle donne come questione maschile. E da lui abbiamo appreso che in alcuni Paesi, tra cui l’Italia - anche se ancora timidamente -, si stanno formando gruppi di aiuto per gli stalker, e gli uomini violenti in genere, che ammettono di avere un problema e vogliono impegnarsi per cambiare. 
Io aggiungo che continua ad essere una questione prettamente femminile, non solo perché la vittima sembra essere sempre la donna, ma perchè sono le stesse donne che spesso fanno sì che questo genere di reati proliferi, se non, addirittura, lo sostengono. Tanto per fare un esempio, ho ascoltato di recente alcune conoscenti dire frasi del tipo “chissà cosa fa lei per istigarlo, lui mi sembra una brava persona!”, riferendosi ad una donna picchiata dal marito. Vi lascio solo immaginare la mia reazione…
E queste parole al cianuro non fanno che forgiare un'esagerata  mancanza di stima nelle donne e portano ad una retorica sulla sopportazione femminile che affonda le sue radici nella notte dei tempi. 
Quindi, invece di limitarsi a interrogativi sul come e il perché, o di disinteressarsi di queste tematiche ritenendole estranee, uno dei buoni propositi per l'anno nuovo potrebbe essere quello di ricordarci che nessuna di noi è un’isola, ma abbiamo sorelle, figlie, amiche che questo problema potrebbero averlo.
La mia personale profezia non è purtroppo tanto ottimistica da supporre che la violenza alle donne sarà sconfitta nel 2010, ma di sicuro sarà cresciuto il numero di coloro che ne avranno preso maggiore coscienza.
 
 
 
         



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