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SULLE ORME DI GIOVANNA D’ARCO... venerdì 16 aprile 2010
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SULLE ORME DI GIOVANNA D’ARCO:
LA PROFEZIA DELLA SANTA GUERRIERA

A cura di Diletta Gatti

 

Giovanna d’Arco nasce a Domrémy nel 1412 da una famiglia contadina.
Fin da bambina manifesta una singolare predisposizione per il metafisico e si dichiara guidata dalle “voci celesti”.
Determinata e devota, è convinta di essere scelta da Dio per una missione grandiosa e terribile: liberare la Francia dagli usurpatori inglesi e far incoronare Carlo VII nella cattedrale di Reims. Legittimata dal sovrano francese a dare corso a tale impresa, nel 1429, a diciassette anni, si unisce alle truppe inviate in soccorso alla città di Orléans, da un anno sotto assedio inglese. Grazie a lei, i francesi riescono “miracolosamente” a liberare la città.
Subito dopo - acclamata come una regina - accompagna Carlo VII a Reims dove, secondo un’antica profezia, il Valois è consacrato re di Francia.
Con il trascorrere dei mesi, però, i meriti di Giovanna vengono dimenticati e la fanciulla diventa una figura politicamente scomoda. Accusata di stregoneria, è arsa viva, a diciannove anni, il 30 maggio 1431.  
LA PULZELLA E IL CINEMA
Sono molte le trasposizioni cinematografiche dedicate alla Pulzella d’Orléans. Eroina moderna, antesignana del femminismo e agnello sacrificale di una lobby ecclesiastica senza scrupoli, la favolosa Giovanna, con le sue molteplici sfaccettature, è da sempre musa ispiratrice per registi e produttori di diversa estrazione.
Quaranta le pellicole a lei dedicate, a cominciare da Exécution de Jeanne d’Arc, cortometraggio impressionista del 1898 di Georges Hatot. Nel 1900 è la volta di Jeanne d’Arc di Georges Méliès, opera titanica e dispendiosa, considerata uno dei primi kolossal. Nel 1928 due i film dedicati alla Pulzella: La passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer, e La Merveilleuse vie de Jeanne d’Arc di Marco de Gastyne.
Molto più tardi Ingrid Bergman veste i panni di Giovanna in due diverse produzioni: Giovanna d’Arco di Victor Fleming, sontuosa pellicola in technicolor del 1948, e Giovanna d’Arco al rogo (1954), film scabro ed essenziale diretto da Roberto Rossellini.
Nel ’57 Otto Preminger gira Santa Giovanna, versione anticonformista della vita della Pulzella interpretata da un’intensa Jean Seberg. Negli anni ’60 una Giovanna “intellettuale” approda sugli schermi ad opera di Robert Bresson che, con il suo Il processo di Giovanna d’Arco, offre uno spaccato degli ultimi giorni dell’eroina. In epoca più recente, Jacques Rivette dirige Giovanna d’Arco (1994) con Sandrine Bonnaire nel ruolo di una Pulzella più perversa che angelica.
Ultima in ordine cronologico la Giovanna D’Arco di Luc Besson, kolossal franco/americano che dà inconsueto spazio ai dubbi esistenziali e ai tumulti interiori vissuti dalla martire francese.

 

 

SCHEDA FILM


Titolo: Giovanna D’Arco
anno: 1999
durata: 160’
Regia: Luc Besson

Cast: Milla Jovovich, John Malkovich, Faye Dunaway 

 

 

 

 

 

 

RECENSIONE
Girata nel cuore della Francia da un francese doc, la più singolare tra le biografie della Pulzella, palesa le non poche zone d’ombra della Santa guerriera e si avventura in territori impervi quali la follia, il genio e un maniacale fervore religioso.
Chi è Giovanna? Una strega? Una santa? Un’invasata dotata di trascinante furore persuasivo? O è invece la trasfigurazione terrena di un’entità superiore che compie opere sovrannaturali?
Besson si interroga, indaga, denuda i sensi di colpa ed esalta la conflittualità interiore della Pulzella.
Dopo un primo tempo sontuoso di scenografie e di eventi bellici, il regista dà il via a un lacerante confronto tra l’eroina (Milla Jovovich) e la propria “coscienza” (Dustin Hoffman), spingendola a meditare sulle insidie e sui rischi delle passioni umane.
Giovanna si rende conto che gli “eventi” da lei reputati divini sono tali solo in quanto manipolati da una sua personalissima elaborazione. La ragione contro l’irrazionale. Non è allora che il suo essere una “predestinata” sia solo lo sbocco onirico originato da un’infanzia densa di privazioni e sofferenze? E che l’apparato mistico che la circonda sia invece uno stratagemma, una sorta di delirio liturgico che scaturisce dall’inconscio a giustificazione dei suoi umanissimi desideri di vendetta, potere e gloria?
Ed è così  che la Pulzella, divorata dal suo doppio raziocinante, finisce sul rogo, suppliziata, oltre che dal boia, anche dai propri demoni interiori. E, soprattutto, devastata dal dubbio di aver versato sangue innocente per un suo personale delirio.
Besson guarda a Herzog e dà via libera a un’opera suggestiva e complessa. 
Al contrario dei predecessori analizza il fervore religioso con sobria metodologia e indugia sui moti dell’animo dando loro più spazio rispetto ai risvolti storici e processuali. Scelta che, nonostante alcune critiche, si rivela vincente.
La protagonista Milla Jovovich, androgina e disperata, vive con febbrile intensità le deflagranti esaltazioni della Santa e ci offre un'interpretazione ardita, impetuosa e ferocemente appassionata. 
         



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