Brindisi, siamo tutte Melissa

Chiunque sia stato, ha attaccato l'istituzione per eccellenza che deve insegnare la legalità

di Valentina Paternoster

Pubblicato sabato, 19 maggio 2012

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Melissa ha solo 16 anni, vuole fare la stilista. Arriva sempre prima a scuola, con il pullman che da Mesagne la porta a Brindisi. Anche oggi che è sabato è giorno di lezioni, e lei arriva davanti all'istituto. Aspetta che il cancello apra, intanto chiacchiera, allegra, spensierata.

Poi d'improvviso un'esplosione, anzi due. Melissa cade a terra, con ustioni e ferite su tutto il corpo. In un attimo si scatena l'inferno e Melissa non c'è più. Una vita spezzata da non si sa ancora chi o cosa. Altre compagne lottano tra la vita e la morte.

Una scuola con un nome importante, quello di Francesca Morvillo Falcone, la moglie di quel Giovanni magistrato simbolo della lotta alla mafia, insieme al suo fraterno amico Paolo Borsellino. Una scuola che ha fatto dell'insegnamento alla legalità uno dei suoi capisaldi, anche tra giovani studentesse che vogliono studiare moda e sognano, almeno un pochino, lo show biz.

Un giorno importante per la città di Brindisi: arriva la carovana della legalità, fortemente voluta da Don Ciotti, presidente dell'associazione Libera.

E ora siamo in piazza, ci stringiamo l'un l'altro cercando forza, conforto, perché non siamo soli, ma siamo tanti ad avere voglia di futuro.

Proprio come Melissa: siamo con te, siamo come te. Siamo tutte Melissa.
Tag:  Melissa, Brindisi, Francesca Morvillo Falcone, Borsellino, Don Ciotti, Libera

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