2 giugno 1946 – 2 giugno 2011

65 anni per arrivare alle “quote rosa”?

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Il 2 giugno 1946, per la prima volta in Italia, le donne si avvalsero del proprio diritto di voto e di essere votate.
Per la prima volta potevano esprimere le loro opinioni ed essere ascoltate.
Votarono nella stessa percentuale degli uomini e furono ben in 21 a essere elette all’Assemblea Costituente. Poterono così finalmente partecipare attivamente alla vita politica del nostro Paese.
Infatti, è grazie a quelle donne che nella Costituzione Italiana furono inseriti i diritti fondamentali e fu introdotto l’articolo 3 che, non solo dichiara che tutti i cittadini sono uguali, indipendentemente dal sesso, ma stabilisce anche che la Repubblica deve agire per rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’uguaglianza fra uomo e donna.
Iniziò così il cammino per l’affermazione del ruolo femminile nella vita politica, economica e sociale dell’Italia. 

A che punto siamo oggi?
Non possiamo che constatare che ci sia ancora molta strada da fare per valorizzare il ruolo della donna nella nostra società. Pare evidente che senza una partecipazione attiva e reale delle donne non si possa raggiungere alcun obiettivo di crescita economica e di coesione sociale, per realizzare una società più giusta e aperta capace di includere e di tutelare la dignità di tutte le persone.

Quanto dovremo aspettare prima che venga realmente raggiunta questa consapevolezza?
Il concetto di Pari Opportunità non può più rimanere un obiettivo da raggiungere, bensì deve divenire un fatto concreto per il bene di tutta la Comunità.
Per questo motivo nasce, cresce e vive Fondazione Pangea: per promuovere e tutelare i diritti umani e in particolar modo i diritti delle donne. Perché alcuni di essi, come il diritto all’autodeterminazione, il diritto a un’esistenza dignitosa, il diritto alla vita, la libertà e la ricerca della felicità sono inalienabili.
 
“Il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della società umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo.” (Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948)

Per non soffermarsi su una battaglia ideologica e limitarsi alla mera denuncia, Pangea negli anni ha individuato alcuni semplici strumenti che possano garantire alle donne nel mondo e in Italia reali pari opportunità di riscatto economico e sociale. Ad esempio attraverso l’istruzione, l’educazione ai diritti umani, la formazione professionale e il microcredito. Il diritto al credito, oggi, è ancora negato a molte donne, anche in Italia, perché considerate “non bancabili”. Infatti Pangea, dal 2008, è impegnata anche in Italia nel garantire accesso al credito a donne rimaste escluse dal sistema bancario, attraverso la creazione di una rete e di una struttura di microcredito che favorisca la loro occupazione, l’autoimpiego e il reinserimento sociale.

Perché ogni donna ha diritto all’autodeterminazione e alla libertà di scegliere per se stessa.

Il 2 giugno 1946, donne e uomini, si sono uniti per trovare un nuovo modello democratico con l'obiettivo di costruire, insieme, un Paese più giusto ed equo. Oggi, Pangea, si unisce a quelle donne e a quegli uomini chiedendo a tutti di riunirsi in un minuto di riflessione su quanto è stato fatto e su quanto resta da fare.

Buon 2 giugno delle Donne a tutti.
 
Tag:  2 giugno 1946, diritto di voto alle donne, quote rosa, Pangea, Costituzione

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