21 Settembre. Giornata Internazionale della Pace

Donna motore di Pace. Anche in Afghanistan. La donna ha un ruolo determinante per l’affermazione della Pace. Un’analisi di Simona Lanzoni, responsabile progetti di Fondazione Pangea, sulle donne che, anche in Afghanistan sono protagoniste della ricostruzione.

di Marina Tomacelli Filomarino

Pubblicato martedi, 21 settembre 2010

Rating: 4.1 Voti: 18
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Foto courtesy of Pangea Onlus

Oggi Giornata Internazionale delle Pace, prosegue il Summit mondiale a New York per fare il punto della situazione sul raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, programmati per il 2015. Il tema più scottante è la diminuzione della povertà.

Simona Lanzoni, Responsabile dei progetti di Fondazione Pangea  ricorda il ruolo determinante delle donne nei processi di Pace, sancito dalla risoluzione Onu 1325. Per non dimenticare che la povertà è strettamente collegata alla risoluzione dei conflitti, e che anche in Afghanistan, le donne sono protagoniste della ri-costruzione della Pace.

La Giornata Internazionale della Pace è stata istituita il 30 novembre 1981 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite come giorno di pace e non violenza da celebrare il terzo giovedì del mese di settembre.

Nel 2002 è stata fissata il 21 settembre, diventando il giorno del Cessate il fuoco. La celebrazione di questa giornata sta cominciando a essere sempre più conosciuta e diffusa ma ancora molta è la strada da fare.

Ogni anno il segretario Ban ki moon lancia un appello, quest’anno si rivolge ai giovani affinché si impegnino a favorire la pace e lo sviluppo, l’anno passato l’appello era rivolto al disarmo nucleare e alla proliferazione delle armi di massa. Mi domando quante persone conoscano questa giornata in Italia e quante in Afghanistan.

Oggi chi ha delle armi in mano in Afghanistan si fermerà? Che siano talebani o siano ISAF…poco cambia, la gente comune, donne, bambini, uomini, sono da oltre trenta anni sempre nella miseria e nella guerra, osservando il passaggio delle armi di essere umano in essere umano. E pensare che solo all’Italia questo conflitto costa circa due milioni di euro al giorno.

Quest’anno, il 31 ottobre, si festeggiano i dieci anni dalla nascita della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1325, dedicata alle donne, alla pace e alla sicurezza, affinché siano rispettate nei propri diritti e bisogni durante i conflitti, per essere soggetto motore della prevenzione, della risoluzione e della ricostruzione post conflitto.
In Afghanistan di donne che stanno lavorando per la Pace ne conosco molte, a partire dalle nostre colleghe afghane, che ogni giorno si dedicano a “ricostruire” questo paese con le donne che beneficiano del Progetto Jamila  di Fondazione Pangea... 
E poi ci sono le attiviste per i diritti umani, anche se ancora troppo poche, alcune di loro stanno lavorando alacremente perché venga lasciato un segno nella storia di questo Paese martoriato di cui si possa veramente andare orgogliose, il segno/sogno della Pace con la UNSCR 1325… Non restiamo a guardare…sosteniamole!
Anche perché la guerra è sempre persa in partenza, indipendentemente da che parte stai, dal posto del mondo in cui sei, da dove la guardi...   



Vi invitiamo a seguire lo Speciale Pangea Elezioni Afghanistan

In diretta, giorno per giorno, lo sguardo e le voci delle donne afghane.



Tag:  Afghanistan, Giornata Internazionale della Pace, Pangea, Progetto Jamila, UNSCR 1325

Commenti

21-09-2010 - 13:13:00 - Claudia
Buona giornata della pace a Pangea e a MRS!
21-09-2010 - 16:33:00 - MarinaPangea
Grazie Claudia!
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni