Il credito non te lo do!

Mag Roma, operatore di finanza etica, in aiuto delle donne

di Stefania Tronconi

Pubblicato lunedi, 6 dicembre 2010

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Quando pensiamo al microcredito ci vengono subito in mente i paesi in via di sviluppo, i contadini nei villaggi del Bangladesh, Muhammad Yunus premio Nobel per la pace nel 2006 e la Grameen Bank. Negliultimi anni però anche nelle economie avanzate ci sono in corso dei tentativi di diffusione del microcredito, adattandolo al contesto dell’economia nazionale.
 
In Italia il microcredito può essere d’aiuto per sostenere la piccola impresa e gli artigiani penalizzati dalla possibilità di accedere al credito attraverso canali tradizionali. Un sistema di piccoli prestiti, non assistiti da garanzie patrimoniali ma da relazioni di fiducia, consente ai soggetti che solitamente non hanno accesso al credito bancario come donne, immigrati, giovani e disoccupati, di fronteggiare periodi di emergenza ma anche avviare micro imprese.
Muhammad Yunus sostiene che il denaro prestato alle donne porta maggiori vantaggi alle loro famiglie. In Italia dove il denaro è riconosciuto come uno strumento di potere all’interno della società, sussiste il problema dell’esclusione finanziaria delle donne, per le quali è difficile ottenere un credito.
 
Mag Roma, operatore di finanza etica che lavora proprio con il microcredito, si è interrogata sulla reale efficacia della sua attività rispetto alla rimozione dell’esclusione finanziaria di genere.
Abbiamo intervistato la sig.ra Cinzia Cimini, presidente di Mag Roma.
 
Di cosa si occupa Mag Roma?
Mag Roma è una cooperativa di soci che fornisce finanziamenti attraverso fondi privati. Il nostro lavoro è basato su modelli organizzativi autogestiti e non sulla gerarchia, lavoriamo sul mutuo aiuto. Siamo una struttura autonoma, il credito viene infatti gestito interamente da Mag Roma, che decide quali progetti finanziare selezionandoli anche in base al legame con il territorio e ad una valutazione economica ed etica. Il denaro inoltre viene considerato come uno strumento, non come un fine.
 
In Italia le donne sono discriminate negli aiuti finanziari?
Le donne vengono discriminate in Italia nel settore creditizio perché la gestione del denaro è in mano principalmente agli uomini, così come gli organi di potere decisionale. Molte donne riportano che nel momento della richiesta del credito viene domandata loro la presenza di una figura maschile, marito o padre.
 
Come può Mag Roma essere un’esperienza di superamento dell’esclusione finanziaria delle donne?
Innanzitutto, nella richiesta di finanziamento, lavoriamo su rischi uguali tra uomo e donna, non discriminiamo o mettiamo in una posizione svantaggiosa l’imprenditoria femminile. Cerchiamo inoltre di far partecipare donne e uomini in egual misura nei processi decisionali della società. La donna può quindi farsi protagonista diventando parte attiva dei processi decisionali e ciascun socio può essere di volta in volta risparmiatore o beneficiario di un credito.
In definitiva, si ritiene che ciò che può realmente liberare le donne dall’esclusione e dalla discriminazione finanziaria è il cambiamento del piano su cui si agisce, restituendo loro uno spazio decisionale, in cui possano uscire dalla condizione di “utenti”, in balìa di politiche di genere più o meno presenti, e acquisire il ruolo pieno di cittadine anche nell’ambito delle questioni legate all’uso del denaro.
 
Tag:  microcredito, donne, impresa femminile

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