La strage continua a Ciudad Juarez

In Messico oltre 430 ragazze sono state uccise, più di 600 sono scomparse. Un femminicidio costante e senza freni

di Valentina Paternoster

Pubblicato venerdì, 4 giugno 2010

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Ciudad Juarez è una cittadina nel nord del Messico, triste scenario di omicidi, uccisioni e trucidazioni continui a danno di donne del posto e non. I soggetti prescelti sono tutti giovani, hanno tra i 15 e i 25 anni, magre, carine, con i capelli lunghi. I corpi delle donne scomparse vengono immersi nell'acido: così niente corpo, niente tracce, niente reato.
Ciudad Juarez è la città più pericolosa del mondo: nessuna azione ha potuto scardinare il sistema di femminicidio continuo, nessuna organizzazione ha potuto fermare la strage. Le uniche azioni efficaci sono state la diffusione delle notizie agli organi di stampa nazionali e internazionali.
Ciudad Juarez è una città che offre opportunità di riscatto ai poveri messicani: è una città industriale, ricca, offre lavoro e benessere e la vita costa relativamente poco. Questa ricchezza però non porta a una diminuzione delle violenze: 12 denunce al giorno per strupro è la media di una città snodo del narcotraffico.

Dal 2001 si è costituita un'associazione, "Nuestras hijas de regreso a Casa", fondata da parenti e amici delle vittime della violenza, uccise o desaparecidas: un segnale contro le autorità passive e disinteressate rispetto alla grave situazione, un impegno attivo, e spesso scomodo, contro lo strapotere della corruzione e della malavita, una costante informazione dentro e fuori i confini messicani.

L'opinione pubblica è venuta a conoscenza della situazione drammatica di questa cittadina messicana al confine con gli Stati Uniti anche grazie a un film, "Bordertown", tentativo di raccontare la drammaticità delle storie di queste giovani vittime della violenza, restituendo loro dignità e rispetto, lo stesso che si deve a qualunque donna innocente morta o scomparsa perché vittima di violenza folle e gratuita.


Tag:  femminicidio, Ciudad Juarez, stupro, Bordertown, Nuestras hijas de regreso a casa

Commenti

04-06-2010 - 18:45:00 - anonimo
thanks misia!
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