Lo Stalking e la legge

Quando le attenzioni diventano ossessione. Riconoscere lo stalking e difendersi

di Silvia Menini

Pubblicato martedi, 15 marzo 2011

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Stalking, la sindrome del molestatore assillante, è un termine che indica una serie di atteggiamenti persecutori, perpetrati da un individuo nei confronti di un'altra persona, che procurano stati d’ansia fino a degenerare in vere e proprie condizioni di paura.
Nella legislazione italiana tale atteggiamento è considerato un atto persecutorio, in quanto si concretizza in atti di intrusione nella vita privata della vittima, quali, ad esempio, appostamenti, tentativi di contatti personali, pedinamenti, telefonate, sms, mails, invio di lettere e oggetti non richiesti, fino a degenerare in vere e proprie aggressioni fisiche.
 
I contesti più diffusi sono per il 55% la relazione di coppia, 25% il condominio, 0,5% la famiglia, mentre il 15% succede sul posto di lavoro, scuola o università e si differenzia dalla semplice molestia per l’intensità, la frequenza e la durata. Non esiste un identikit specifico del persecutore che può essere un ex partner, un vicino di casa, un familiare o addirittura un estraneo, anche se tendenzialmente è una persona vicina alla vittima.

Lo stalking in Italia è considerato reato di atti persecutori secondo l’articolo 612-bis c.p., introdotto con il D.L. 23 febbraio 2009 che è andato a colmare un vuoto normativo finalizzato a tutelare i soggetti più deboli delle tragedie preannunciate. Lo stalking ad oggi è infatti punito con “la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Di recente uno spot anti-stalking sul portale della Regione Lombardia, sul sito internet dedicato (http://www.stopstalking.it/sito/) e su variati cartelli posizionati in zone critiche delle città, hanno dato il via ad una campagna di tutela delle donne. Sono stati istituiti due sportelli presso l'Ospedale Niguarda di Milano e l'Ospedale di Lecco che, avvalendosi della competenza dell’associazione “Telefono Donna”, e dell’aiuto di operatrici volontarie, consulenti, assistenti sociali e psicologiche, hanno l’obiettivo di aiutare le donne a riconoscere e insorgere contro tali persecuzioni.
Nel solo capoluogo lombardo, lo stalking coinvolge il 21% della popolazione con telefonate (65%) o pedinamenti (30%). Nell’ 87% dei casi la vittima conosce l’autore, e solamente nel 20% dei casi lo denuncia, mentre il 17% mostra indifferenza, il 30% vive stati forti di ansia, il 33% preoccupazione e il 20% soffre di disturbi del sonno.
La cronaca giudiziaria ci da' infatti svariate testimonianze di come questa sia una realtà che assilla molte donne, anche se ancora molte non hanno il coraggio di denunciare il fatto e il proprio persecutore e spesso violazione della libertà individuale e della privacy si inseriscono in un contesto di relazioni sentimentali che degenerano in atti di violenza.

Ma se i numeri sono asettici e numerose volte non rendono il vero significato di ciò che rappresentano, ecco un fatto recente. Il Tribunale penale di Monza l’8 febbraio 2011 ha condannato P.R., fotografo di Sesto San Giovanni di 47 anni, a 6 anni di reclusione per i reati di estorsione, sequestro di persona, stalking e lesioni personali nei confronti dell’ex fidanzata S.M., infermiera di 39 anni. Tutto ha inizio da una sua infondata gelosia verso la fidanzata in quanto convinto che lei lo tradisca. Comincia così a minacciarla di diffondere fotografie che la ritraggono nuda se non riceve una somma di denaro. Al momento dell'incontro però lui la trattiene con la forza, picchiandola e accusandola dei tradimenti per i quali ottiene una falsa confessione dalla donna, ormai stremata, e la promessa di pagare danni morali per 30.000 euro (oltre ad ottenere subito un assegno da 5.000 euro). P.R. Continua però a seguirla, appostandosi sotto casa, telefonando sia a lei che ai familiari, inviando sms e mail nei quali cerca di giustificarsi per le violenze commesse raccontando ad amici, parenti e al datore di lavoro i suoi presunti tradimenti.
Solo a questo punto M. denuncia i fatti di stalking e lui viene arrestato e messo agli arresti domiciliari. Uscito, però, continua a chiedere di lei e a lasciarle messaggi sul parabrezza dell'auto. A metà luglio 2010 torna in carcere.
 
Questo fatto deve essere un esempio e un messaggio di speranza per tutte le donne che sono intrappolate nella paura e nell'incapacità di reagire davanti ad una condizione di paura e violenza.
Tag:  stalking, paura, ansia, violenza sulle donne

Commenti

18-03-2011 - 02:18:02 - james bond
HEI... MISS IL NOME è DI INVEZIONE... ma è ll messaggio di una ragazza 20nne...non di un uomo che mi rompe le palle quasi ogni notte... io ne ho 40... e pure stanotte ha rotto... che faccio la denuncio? un assaggio... ASSUNTA CALOGENA 26 febbraio alle ore 0.47 Segnala ei. comunque tanto x chiarire non sono ubriaca. e poi...un altra cosa...stasera hai detto che 'sei libero'....io non voglio proprio soffrire per te.,..ne per nessuno...quindi dimmi una cosa..se non ti piaccio un sacco come tu piaci a me..dimmelo subito detto cio, ho letto il tuo articolo ...voto 4 FYI 1) Stalking è un termine inglese che raggruppa una serie di leggi gia vigenti in Italia da molti anni un avvocato penalista te lo puo confermare FYI2) non è una legge al "femminile" ma vale anche per gli uomini...molti anche i casi ma non se ne parla!!! non fa audience e non porta voti! e se vado al 112 mi ridono in faccia 3) un informazione corretta non è mai di parte ... 4) ci sono un sacco di rompi balle anche donne ... e a mio avviso, quando trattasi di "bel pezzo de manzo" - pensa un po che definizioni date - non mollano mai neanche l'osso!!! Basta... mi sono rotto le balle!!! non posso manco piu andare a bere un drink che ci sono 4 sfigate che ce provano!!! IL PENE E' MIO E ME LO GESTISCO IO!!!! ... scherzo... Scusami... ma ci tenevo a dire la mia, ... bonne nuit
29-03-2011 - 19:32:11 - cecilia
Caro James, scusami se mi viene da sorridere ma, già una persona che decide di usare uno pseudonimo come questo dimostra di avere un EGO parecchio smisurato. In secondo luogo trovo poco educato da parte tua aver postato il testo del messaggio.. sarebbe bastato scrivere "Io ho una stalker".. avrebbe reso l'idea comunque. Concordo sul fatto che lo stalking sia un reato perpetrato tanto dagli uomini quanto dalle donne. In inglese le donne stalker vengono soprannominate "bunny boiler" prendendo spunto dal personaggio di Glen Close in Attrazione Fatale. Se sei vittima di Stalking e chiami il 112 fornendo delle prove reali, nessuno ti riderà mai in faccia.. certo che se per te essere vittima di stalking significa non poter andare a bere in un bar senza che 4 "sfigate" ci provino, a riderti in faccia non saranno solo gli operatori del 112. Forse a giudicare dall'ora in cui hai postato il tuo messaggio, di drink ne avevi bevuti un pò troppi ;-) Spero che tu non ti offenda ma il tuo commento sembra un filo delirante!
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