Luana Gani Alessano e il suo "Nicco per sempre". L'intervista

Vi aspettiamo giovedì 16 giugno da Il Mio Libro per la presentazione di Nicco per sempre, un Aperitivo con l'Autore molto speciale, in cui Luana ci parlerà di suo figlio e della commovente storia di amore, dolore e speranza da lei vissuta e raccontata nel romanzo

di Carlotta Pistone

Pubblicato lunedi, 13 giugno 2011

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Niccolò Alessano
Quale malattia ha colpito tuo figlio Niccolò nel 2004 e come lo avete scoperto?
Era il 16 giugno quando abbia fatto questa scoperta atroce. Io ero a Firenze da mia mamma e ci stavamo preparando per le nostre tradizionali vacanze in Puglia. Quella mattina mio marito mi chiamò alle 8.00 dicendomi di tornare subito a casa, a Milano, perché era successo qualcosa a Niccolò. Io mi sono precipitata e arrivata in ospedale ho trovato mio marito ad aspettarmi. Era tutto vestito di verde. Solo allora compresi la gravità di ciò che stava per rivelarmi, ossia la terribile malattia che aveva colpito nostro figlio: la leucemia mieloide cronica. All’inizio sono rimasta shoccata, mi sembrava una situazione irreale, ho quasi perso i sensi dalla paura che provai in quel momento. Poi la Dottoressa R. - uno dei tanti medici che ricorre spesso nel libro e che non smetterò mai di ringraziare per il suo appoggio - ha cercato, anche  con un po’ di durezza, di scuotermi da questo stato perché mio figlio era in attesa di ricevere da me delle risposte. E Nicco, per prima cosa, mi chiese se doveva morire… meno male che la mascherina mi copriva parte del volto, altrimenti si sarebbe accorto della mia angoscia mentre, allo stesso tempo, cercavo di rassicurarlo con la voce più calma e serena possibile. Da lì è cominciato un calvario durato 3 anni e mezzo.

Come hai affrontato, da mamma, questi anni e dove o in cosa hai trovato la forza per andare avanti prima e dopo la perdita di tuo figlio?
In questi anni ho dovuto tirar fuori tutta la mia autostima e tutta la positività che cercavo di “succhiare” da amici, parenti, libri, natura, colori, da ogni cosa che in qualche modo poteva infondermi energia e coraggio. Poi , ad aiutarmi veramente, è stato il viaggio a Medjugorje,famoso luogo di preghiera e pellegrinaggi in Bosnia Erzegovina, nel giugno del 2007, proprio pochi mesi prima della scomparsa di Niccolò. Quando sul monte Podbrdo ho lasciato una foto di Nicco, mi sono sentita tirare per un braccio, quasi come una forza superiore avesse voluto allontanarmi dalla sua immagine. Allora, grazie a Dio e purtroppo, ho capito che mio figlio doveva rimanere lì, e lì è rimasto. Dopo che sono tornata Niccolò è stato bene per un mese, poi è iniziata la tragedia vera e piano piano se n’è andato.
Io, da allora, sono diventata molto fatalista e mi sono resa conto che tutto ciò che avevo – e che ho – è e resterà sempre legato a mio figlio. Ma in qualche modo si deve andare avanti perché la vita continua e ci sono sempre persone che hanno bisogno del nostro aiuto a cui dedicarsi. Così come io sono sempre presente per gli amici di Nicco che spesso sentono la necessità di venirmi a trovare, di chiamarmi o mandarmi un sms. Anche e soprattutto per loro faccio tutto questo.

Come mai e dopo quanto tempo dalla sua scomparsa hai deciso di scrivere questo libro?
Ho scritto il libro per cercare di elaborare la più grande e triste tragedia che una mamma debba sopportare. Per me è stato un modo per tentare di ricaricami, di scremare gli avvenimenti attraverso la scrittura, che ho scoperto essere un’incredibile mezzo proprio per rielaborare tutto quello che era successo in questi anni. Inoltre, in questo mio viaggio, ho conosciuto dei ricercatori fantastici che sono stati costantemente accanto a Niccolò, senza orari o impedimenti. Si tratta di persone per la maggior parte molto giovani, magari padri e madri di famiglia, che si trovano ad affrontare la vita con un lavoro precario, nonostante dedichino così tanto agli altri. Sono stati come degli angeli per noi, e uno dei miei scopi è proprio quello di cercare di aiutarli laddove le istituzioni, inconcepibilmente, continuano a non supportare economicamente il loro instancabile e fondamentale lavoro, provocando la tristemente nota “fuga dei cervelli dall’Italia”. Per questo ho deciso di finanziare una borsa di studio in memoria di mio figlio che è stata consegnata quest’anno, con mia grande gioia, per la terza volta.
 
World of Warcraft è un gioco di ruolo al quale Nicco si era particolarmente appassionato e grazie al quale, nonostante il costante indebolimento fisico, ha potuto continuare a sentirsi un eroe, un Paladino, nello spirito. Ci puoi parlare di questo gioco, di cosa ha significato per Nicco e del motivo per cui tu hai continuato a parteciparvi?
Questo è stato il più grande regalo che abbiamo ricevuto, da parte di una coppia di cari amici di Bergamo i cui figli erano molto legati a Niccolò. A Natale del 2005 ci regalarono questo gioco di ruolo. Una volta installato sul computer, piano piano abbiamo cominciato a capire le regole e a fare conoscenze in rete. E’ stato Nicco ad iscriversi per primo e ad entrare a far parte di una gilda chiamata L’Allegra Brigata. Successivamente ci siamo uniti anche tutti noi, io e mio marito, la nostra coppia di amici, i loro figli, e tutt’ora continuiamo a giocare. Wow e molto di più di un semplice gioco di società perché ti permette di spogliarti dei fardello della vita quotidiana per indossare un abito più leggero e varcare la soglia di un mondo parallelo, fatto di suggestivi paesaggi, incredibili castelli e coraggiosi guerrieri che devono compiere missioni e viaggi fantastici. Questo universo è ovviamente costituito da persone che non si conoscono ma che virtualmente si danno spesso una mano ad andare avanti – e non solo in Wow. Nel nostro caso, alcune di queste persone col tempo si sono materializzate diventando reali e sono state di grande aiuto sia durante la malattia di Nicco che successivamente per me. Soprattutto una ragazza, Sira, che oggi non gioca più, ma che ha scritto delle cose meravigliose a mio figlio e di cui parlo nel libro nella veste del personaggio che in Wow interpreta il ruolo di Firiona insieme a Tandor, il quale invece è ancora una figura fondamentale della gilda. Per me Sira è come una figlioccia virtuale: raramente riusciamo ad incontrarci di persona ma ci sentiamo spesso, anche solo con un sms, e questo legame aiuta entrambe ad affrontare i momenti di sconforto.

Il tuo impegno nell’Ail (Associazione Italiana contro Leucemie-linfomi e mieloma), già significativo prima, è diventato ancora più importante dopo la scomparsa di Nicco. In che modo sei entrata a far parte di questa Associazione? A livello di supporto cosa hai dato e ricevuto in questi anni?
L’Ail, soprattutto inizialmente, mi ha dato un grande supporto psicologico, quindi, anche con questo libro e attraverso il lavoro di volontariato spero di poter contribuire nella raccolta di fondi  destinata alle loro iniziative e ai progetti di ricerca che mirano a scoprire e sconfiggere le malattie del sangue.


Luana e i vincitori della Coppa Sud Italia, Master Lido di Gandoli 2010
Quali sono state e sono ad oggi tutte le iniziative che hai deciso di portare avanti per la lotta contro i tumori del sangue (a partire proprio da questo libro)?
Tutto ruota attorno al libro e all’Ail. Ad esempio, dato che Niccolò è stato un piccolo campione di beach tennis,negli stabilimenti balneari a Lido di Gandoli, in Puglia, dove abbiamo sempre trascorso le vacanze, da alcuni anni organizziamo la Coppa Sud Italia, Master Lido di Gandoli Internazionale di Beach Tennis in memoria di Niccolò Alessano (quest'anno  il 9, 10, 11 e 12 settembre), e parte dei proventi vengono devoluti all’Ail. Fino all’anno scorso i ricavati derivavano solo dalla vendita del libro, mentre da quest’anno, siccome lo zio di Nicco è Presidente della Federazione Giovanile Femminile di Beach Tennis in Puglia, sarà possibile fare donazioni e contribuire anche in altri modi alla raccolta di fondi.
 
Ci sono state diverse persone, più o meno note – come J-Ax, autore della prefazione al libro e giocatore di Wow -, che hanno contribuito o ti hanno incoraggiato nella scrittura del libro..
La prima persona che mi ha aiutato in questo percorso è stata la mia cara amica e giornalista Annalia Martinelli la quale, a partire dal periodo in cui Niccolò era in cura al centro di Ematologia di Perugia, non ha smesso mai di stimolarmi, di darmi gli input e sollecitarmi perché continuassi a scrivere, giorno dopo giorno, il mio diario. Ed è stata proprio lei, purtroppo nel momento più atroce della mia vita, cioè quando ho perso mio figlio, a presentarmi Anna Mangiarotti. Con Anna si è instaurato da subito un forte legame che l’ha poi portata ad occuparsi in prima persona dell’editing del libro. Inoltre, essendo anche lei giornalista, mi ha intervistato e ha scritto diversi articoli su Nicco, il tutto senza voler nulla in cambio e devolvendo qualunque possibile ricavato da questo suo lavoro alla memoria di Niccolò. Sicuramente è stata ed è tutt’oggi una grande donna ed amica, motivo per cui non potrò mai esserle abbastanza riconoscente. Grazie a lei questo libro è venuto alla luce, libro che per me è stato come un secondo parto e il cui successo è per me fonte di gioia e di sollievo.

C’è qualcosa che vorresti dire, un pensiero, una frase di incoraggiamento a tutte quelle mamme che si trovano oggi a dover sconfiggere la “bastarda”?
Vorrei dire loro di non mollare mai. Come ho ripetuto tante volte nelle mie interviste e in televisione, ciò che ogni mamma dovrebbe sempre fare quando ha un figlio in difficoltà, per qualunque motivo, è di non smettere mai di guardarlo negli occhi, perché gli occhi sono davvero lo specchio dell’anima, e dagli occhi si può catturare e comprendere il reale bisogno che un figlio ha della figura materna al proprio fianco.
Ecco il mio messaggio: è fondamentale rimboccarsi le maniche ed andare avanti per far sì che tuo figlio trovi in te, madre, la fiducia e la forza per continuare a lottare.

Hai mai pensato, tra i vari progetti futuri, di dedicare un secondo libro a Niccolò?
Mi piacerebbe scrivere un secondo libro, ma al momento sento ancora troppo vivo in me “Nicco per sempre” e penso che ci sia ancora molto da dire prima di dedicarmi a qualcos’altro. Un domani, comunque, il mio sogno sarebbe quello di poter continuare a parlare attraverso la scrittura della storia di mio figlio.

 
Leggi la recensione di Nicco per sempre in DALLA LIBRERIA ROSA SHOKKING

 

MRS ti invita a L'APERITIVO CON AUTORE:

presentazione del libro di Luana Gani Alessano

NICCO PER SEMPRE



(modera Carlotta Pistone)


Giovedì 16 giugno, dalla ore 19.00 presso Il Mio Libro
Via Sannio 18, Milano


per info: 02 39843651 - E-mail: info@ilmiolibromi.it
 

Tag:  Nicco per sempre, Luana Gani Alessano, Mursia, Ail, leucemia mieloide cronica, World of Warcraft, J-Ax

Commenti

13-06-2011 - 12:49:57 - luana
Bravissima Carlotta :) una bellissima intervista!! Grazie infinite <3
13-06-2011 - 12:57:05 - Carlotta
Grazie a te cara Luana! Ci vediamo giovedì da Il Mio Libro!! ;-)
13-06-2011 - 14:40:00 - Il Mio Libro
sono felicissima di poter ospitare Luana e "Nicco per sempre" nella mia libreria!!! è un incontro che spero di condividere con molti lettori! bellissima intervista! Cri
14-06-2011 - 07:27:54 - anonimo
bellissima interivista ...abito a cinisello e non ho la macchina ,ma vedro' di poter partecipare....comunque il libro lo acquistero' sicuramente!
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