Quando le donne aiutano le donne

La Casa delle donne di Viareggio è un esempio di solidarietà femminile

di Stefania Tronconi

Pubblicato mercoledì, 28 luglio 2010

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A Viareggio esiste una Casa delle donne, fondata nel 1996 da un gruppo di donne, dopo 10 anni di incontri e riunioni in un'altra sede. Nasce dall’esigenza di riconsiderare l’essere donna e dare maggior valore alla libertà femminile.

La Casa avvia fin da subito una serie di contatti con studiose, politiche, scienziate e letterate, comprendendo e sottolineando la necessità che le donne hanno di partire da sé e liberare la propria soggettività per divenire protagoniste in prima persona. La Casa nel corso della sua attività si confronta con altre associazioni femminili e negli anni 96 e 97 consolida anche la presenza di altri progetti in tutta Italia come la Casa delle Donne di Bologna, quelle di Pisa, Roma e Torino.

Abbiamo intervistato la sig.ra Ersilia Raffaelli Presidentessa della Casa delle donne di Viareggio.

Signora Raffaelli, qual è il progetto più importante che nasce dalla Casa delle donne?
Uno dei nostri progetti più importanti è il Centro antiviolenza. E’ stato creato perché in tante si rivolgevano al Servizio Legale della Casa manifestando disagi profondi nella relazione con l'altro sesso, e, in alcuni casi, denunciando di subire violenze. Un gruppo di volontarie della Casa ha deciso quindi di dedicarsi a questo progetto formandosi presso altri centri specializzati. Sono poi iniziate le due attività principali: il Telefono Ascolto e i percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Dall’apertura, siamo arrivate nel 2007 ad aiutare un centinaio di vittime. Il fenomeno della violenza contro le donne è sommerso per il 94%, e riteniamo che ci sarà sempre di più da lavorare.

Presso la Casa si svolgono anche corsi che permettono alle donne di imparare delle attività e di incontrarsi tra di loro?
Si, vi sono corsi di yoga, corsi di spagnolo, corsi di autodifesa personale, un gruppo di meditazione e un gruppo Arte e artigianato (pittura, vetro, ceramica, sartoria, rilegatoria, giardinaggio). Queste attività più manuali e creative sono utili anche come punto di aggregazione. Molto importante è il corso di alfabetizzazione per straniere, frequentato da donne provenienti dal Sud-America, dall’Europa dell’Est, dall’Africa che comprendono come l’apprendimento della lingua italiana sia uno strumento fondamentale per la loro permanenza provvisoria o definitiva nel nostro Paese.

Quali sono i progetti ai quali state lavorando attualmente?
Un progetto futuro sul quale la Casa sta lavorando è legato al centro antiviolenza per il quale è diventata essenziale la struttura di una casa accoglienza in Versilia, perché solo così potremo trovare una soluzione alle emergenze. Un altro progetto che stiamo seguendo è l’incontro con madri che hanno attraversato il dolore della perdita di un/una figlio/a
La Casa delle donne, gestita interamente da volontarie, si rivolge dunque sia a gruppi di donne che hanno semplicemente voglia di incontrarsi e confrontarsi, condividere esperienze e partecipare ai corsi e agli incontri, sia a singole donne in serie difficoltà come coloro che contattano il centro antiviolenza, o come Ibi, la ragazza marocchina che nella strage ferroviaria di Viareggio, di cui si è appena celebrato il primo anniversario (29 giugno), ha perso i genitori e i due fratelli.
Tag:  Viareggio, Casa delle donne, Centro antiviolenza, donne, violenza di genere

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