Ana Ros

Direttamente dall'edizione 2010 di Identità Golose, Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato martedi, 11 maggio 2010

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Foto Brambilla - Serrani courtesy of Identità Golose
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?
Le verdure cotte che mi faceva mangiare mia madre, e tuttora non riesco ad apprezzare. Lei lo considerava un piatto molto sano ma i bambini non lo amano particolarmente. Infatti i miei inizieranno a mangiarle quando lo decideranno loro.

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
Essere molto vivace, ma anche disciplinata quando bisogna lavorare.

Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Le erbe e le spezie.

 
E quello che cerchi di usare il meno possibile?
Non c'è.

Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
Sono madre di due bambini piccoli, quindi prima di tutto mi dedico a loro, poi faccio sport per sentirmi bene dopo le giornatacce in cucina. Inoltre, almeno una volta l'anno facciamo un viaggio tutti insieme, quest'anno la Birmania, l'anno scorso la Tailandia, il Vietnam, e cerchiamo di stare bene.

Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi sceglieresti?
Tutti gli chef che stimo e ammiro sono ancora in vita, sono fortunata.

Qual è il tuo motto?
Essere felici. E nel caso della cucina rendere felici i clienti.

Quale consideri il tuo più grosso successo?
E' difficile, perché si cambia con gli anni. Essere ad Identità Golose due anni fa è stata un'emozione enorme per me. Dopo due anni lo considero sempre un successo ma a livello di emozioni la prima volta è stata la più intensa. Poi ci sono i successi personali, aver imparato a cucinare per esempio.

Il momento più felice della tua vita?
La nascita dei miei figli.

Per quale personaggio avresti voluto cucinare?
Quello che mi rende veramente felice è quando vengono nel mio ristorante le persone del mio territorio, soprattutto le persone che per venire a mangiare da me hanno dovuto risparmiare perché non sono ricche. Quando mi dicono che sono felici perché hanno mangiato bene, mi riempio di gioia.

A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
A nessuno. Non lo farei mai, soprattutto perché non vorrei mai che qualcuno lo mettesse a me.

La tua più grossa stravaganza?
Metter un paio di scarpe rosse come portafortuna per salire sul palco di Identità Golose

La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
A casa mia lavoriamo volentieri con i giovani artisti sloveni, e ogni anno organizziamo una settimana dedicata all'arte. Tutta quell'arte l'abbiamo in casa. La mia sala da pranzo è piena sia di opere d'arte dei giovani che di quelle più importanti. Uno degli artisti Sloveni più famosi è Zoran Mušič , famoso anche in Italia perché ha vissuto a Venezia. Ho almeno una decina di sue opere. Quello che mi stimola di più è Sico, un giovane sloveno che produce pop art. Non è conosciuto a livello mondiale, anche se ha un suo seguito tra i giovani in Slovenia, ma crea delle opere così emotive e così colorate che rendono veramente felici.

E il compositore?
Io ascolto poca musica, anche in macchina non accendo quasi mai la musica. Il silenzio mi fa star bene. Ma con me oggi lavora un musicista sloveno, Janez Dovč e quando lui suona mi fa piangere, mi fa sognare e mi fa lavorare molto bene. Quest'anno durante il cenone di capodanno mi ha fatto un concerto in cucina.

L'ultimo libro che hai letto?
Leggo tantissimo. Tante volte lo faccio per conciliare il sonno e poi non mi ricordo i libri. Al momento sto leggendo "Alì e Nino" di Said Kurban che narra di una storia bellissima che si svolge in un luogo nel mediterraneo dove si incontrano la cultura araba e quella europea.

Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
La musica della fisarmonica.

Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
Perché è un mondo di uomini. Perché è un mondo difficile, e un lavoro che richiede molta concentrazione e disciplina, ma soprattutto tempo. Noi donne siamo anche madri e mogli, quindi diventa ancora più difficile seguire questi ritmi.

Hai mai usato una delle tue ricette per sedurre?
Certo. Con la mia cucina cerco sempre di sedurre, questo è l'aspetto "femminile" di uno chef

Ha funzionato?
Ma sempre..!

Regaleresti una ricetta alle donne rosa shokking?
Volentieri. Vi regalo il Polpo al vapore, con purea di piselli fini, maionese di basilico e insalata di fragole salate
Tag:  Ana Ros, Hisa Franko, Polpo, Identità Golose, Zoran Mušič

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