Elio Sironi

Direttamente dall'edizione 2010 di Identità Golose, Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato lunedi, 24 maggio 2010

Rating: 4.4 Voti: 48
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?
Un piatto di peperonata cucinata da mia madre, avevo otto o nove anni. In quel momento mi sono detto: "Devo saperla ripetere". E mi ricordo ancora le prime lezioni di mia mamma che mi diceva come fare la peperonata, fintanto che non sono stato in grado di riproporla in famiglia. E' stato il primo piatto in assoluto realizzato da me. E' un ricordo unico, legato alla mia famiglia.

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
E' difficile che non vada d’accordo con qualcuno. Ho una mente talmente aperta che accetto chiunque con rispetto. L'importante è che ci siano sempre rispetto e dignità che sono valori per me molto importanti. Mi piace ascoltare gli altri, ma mi piace anche essere ascoltato. Quando viene il momento devo poter dire la mia. E questo si riflette anche in cucina, dove tutti i miei ragazzi hanno la facoltà di suggerirmi ricette e idee.

Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Se parliamo di grassi prediligo l'olio, che per me è fondamentale. A volte faccio colazione al mattino con olio e miele, altro ingrediente per me essenziale. Lo chiamo "il nettare degli dei" e mi mantengo a cucchiaiate di miele a qualsiasi ora.
Io sono senza frontiere, ma molto italiano. Per me un piatto di pasta tutti i giorni non deve mai mancare.

E quello che cerchi di usare il meno possibile?
Ti sembrerà strano, ma per uno chef è molto importante ciò che gli piace o non gli piace. Io non sono amante delle frattaglie, perciò nei miei menù mi è difficile proporle. Mi sono anche impegnato nel fare un buon "fegato alla veneta" e credo di farlo bene. Se me lo chiedono lo preparo, ma non lo inserirei mai spontaneamente in un menù. Invece se un piatto mi piace, lo prendo partendo dalla base e lo abbellisco, senza cambiarlo, solo aggiungendo quel dettaglio in più che serve a dargli più rotondità.

Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
Un po’ di riposo non guasta mai, poi cerco di ritagliarmi del tempo per correre o andare in bicicletta. Però amo dedicare del tempo a me stesso. Ti sembrerà una forma di edonismo, ma prima di tutto devo star bene con me stesso. Quando la mattina mi sveglio contento rifletto il mio stato d'animo in qualunque cosa faccia nella giornata, in cucina con i ragazzi, con il cibo o con i clienti

Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi sceglieresti?
Non vorrei dirti i nomi classici come Artusi. Però gli chef che amo e che conosco sono ancora vivi. Girardet è stato il mio primo "amante", nel senso che mi ha trasmesso un concetto di cucina che vent'anni fa era completamente nuovo. E' ancora vivo anche se non esercita più, ma gli auguro di campare duecento anni perché di maestri così ce ne vogliono tanti.

Qual è il tuo motto?
Veri con se stessi e con gli altri.

Quale consideri il tuo più grosso successo?
Aver scelto questa professione, perché la faccio con il cuore, mi piace tanto e non potrei mai cambiarla con qualcos'altro.

Il momento più felice della tua vita?
Quelli come oggi (ndr.: la lezione ad Identità Golose). Quando aspetti questo palco da un anno inizialmente non ci pensi, poi arrivano gli ultimi dieci giorni e cominci a lievitare come il pane. Oggi è stata una giornata magica. Poter condividere e scambiarsi opinioni con una platea di professionisti trovo ti dia delle gratificazioni incredibili.

Per quale personaggio storico avresti voluto cucinare?
Napoleone Bonaparte. Come lui porto sempre il mio esercito fino alla fine

A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
Senza farti nomi penserei più ai tempi attuali che al passato… Ma rimaniamo vaghi che è meglio.

La tua più grossa stravaganza?
Ne ho talmente tante che non saprei quale scegliere
A volte, quando studio i menù - momento in cui bisognerebbe concentrarsi nel silenzio più assoluto - mi metto l' I-pod e vado in metropolitana da Sesto Marelli fino a Lotto. La musica, la confusione del metrò, i colori, la gente che si muove e le attitudini delle persone che mi passano davanti agli occhi sono fonte di ispirazione. Osservo il modo in cui la gente corre, si aggrappa, si veste. Un universo ricco di sfumature che è terreno fertile per nuove idee.

La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
Modigliani. La mia casa è tappezzata dalle immagini dalle opere di Modigliani. Purtroppo non quelle originali.. Questi volti senza tempo, questi ritratti senza occhi. Se avessi Modigliani a tavola gli cucinerei un piatto di spaghetti al pomodoro. Non so il motivo, forse perché come le sue opere mi trasmettono un senso di eterna giovinezza.
Poi mi piace moltissimo la pittura barocca. Gli artisti si sono sempre divertiti a spogliare. Spesso vedo un piatto come se fosse il dipinto di un nudo, spogliato da tutti i fronzoli per lasciarne l'essenza. Il nudo dà il senso della verità. Quelle tele, quel nero che non è stato messo per nascondere ma per evidenziare la materia prima. Poi penso a tutti quei fagiani che mettevano nelle nature, e mi sono sempre chiesto che cosa ne facessero poi? Spero li mangiassero. Per me dopo la pittura c'erano l'orgia e il fagiano.

E il compositore?
Sono innamorato di Mozart perché mi affascina il bambino prodigio che era. Ascolto poca musica classica, ma quando l'ascolto il requiem di Mozart è uno dei miei favoriti, specie la mattina in macchina. In estate quando arrivo ai semafori con il finestrino abbassato e il Requiem a tutto volume le persone che passano mi scambiano sicuramente per pazzo.

L'ultimo libro che hai letto?
Sto leggendo "Il bello e il buono", opera alla quale ha collaborato anche il maestro Gualtiero Marchesi, in cui si parla dell'abbinamento tra cucina, arte e pittura. E trovo che ci sia una sinergia incredibile.

Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
Ai tempi in cui vivevo a Londra ero un fan sfegatato di David Bowie, Iggy Pop e dei Talking Heads. Heroes di Bowie è per me un pezzo memorabile. Però il mio rapporto con la musica è un po’ come quello con la cucina: faccio entrare di tutto. Adesso ascolto spessissimo i Black Eye Peas, sento la loro musica e mi sembra di tornare bambino. Sarei capace di salire sul cubo e mettermi a ballare! E' come quando mangi un piatto che non ti sazia solo lo stomaco ma anche l'anima.

Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
Ultimamente c'è una grande riscossa delle donne in cucina. Anche da me al Bulgari ci sono delle ragazze veramente brave. Il mestiere di cuoco è sempre stato considerato maschile, perché è pesante fisicamente. E' un mestiere che ti dà tanto ma ti toglie anche tanto. Probabilmente per le donne la voglia di creare una famiglia e avere dei bambini pone degli ostacoli maggiori. Ci sono tanti fattori. Quando devi garantire 12 o 13 ore sul lavoro diventa pesante per quello.

Hai mai usato una delle tue ricette per sedurre?
Sempre

Ha funzionato?
Da Dio.

Regaleresti una ricetta alle donne rosa shokking?
Per me le ricette non hanno segreti, come uno spartito di musica. Più persone lo suonano e più la musica viene conosciuta in tutto il mondo. Guai avere dei segreti o mettere le ricette nel cassetto come si faceva una volta. Quando ho cominciato a lavorare andavo con gli altri ragazzi in cucina la notte a cercare le ricette che lo chef imboscava nei posti più impensati.

Posso chiederti quella della peperonata?
Certamente! Ecco la Peperonata
Legga più: Peperonata
Tag:  Elio Sironi, Peperonata, Bulgari, Chef, Identità Golose

Commenti

27-05-2010 - 00:31:00 - Ginevra
ma che bella intervista.. fa venire voglia diassaggiare la sua cucina!! se è bravo anche solo la metà di quanto è brillante, promette benissimo.
27-05-2010 - 11:47:00 - anonimo
Conosco personalemente Adelio Sironi e l'unica cosa che posso aggiungere è che è un grande chef ma ancora di più una grande persona. Elio è ricco dentro e trasmette questa sua ricchezza a qualsiasi persona gli stia vicino con una semplicità che quasi ti fa impazzire. Non si può non voler bene ad Elio, tutti si innamorano di lui a prima vista !
02-06-2010 - 12:39:00 - anonimo
conosco personalmente Adelio essendo lui il mio testimone di nozze quelllo che raccontar é tutto vero,è una bella persona dentro e fuori ,l'unica cosa non credete nella storia della bicicletta un bacio Sara e Gian
02-06-2010 - 19:31:00 - panetone
bellisima intervista !! ... Elio e un gran maestro e un gran signore con le idee originali come lui , inspiratti e fatte con amore e anima !!! ,, con i suoi ragazzi dirrei ...il "Napoleone di cucina " !! un vero chef!!!!
03-06-2010 - 13:16:00 - Anna Battaini
Sono molto felice di aver ricevuto un riscontro dalle persone che lo conoscono bene. Io sono stata immediatamente colpita dal suo entusiasmo, dalla disponibilità, dalla simpatia e dalla vitalità che trasmette a chiunque incontri. Sarei rimasta ad ascoltarlo per ore.. quasi quasi gli chiedo se mi vuole come biografa ufficiale, penso che scrivere un libro su Elio Sironi potrebbe essere un'esperienza interessantissima e molto divertente!! Sono anche orgogliosa che l'intervista a Elio sia al secondo posto della top 5 (gli articoli più letti della settimana). E' la prima intervista di questa rubrica ad aver ottenuto una posizione così alta in classifica.. Significa che la sua simpatia ha conquistato anche i nostri lettori. Ancora Grazie Elio!!
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni