Filippo Chiappini Dattilo

Direttamente dall'edizione 2010 di Identità Golose, Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato martedi, 18 maggio 2010

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Foto Brambilla - Serrani courtesy of Identità Golose
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?
Gli Anolini di Natale.

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
Forse la bontà.

Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Le uova

E quello che cerchi di usare il meno possibile?
I grassi. E' difficile però perché nella cucina buona ci vuole anche il grasso. Ma si cerca di ridurli.

Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
La pesca sicuramente, e questa è una risposta che do con tanta passione perché è il mio hobby oltre la mia professione. E pesco solo e esclusivamente a mosca lungo i torrenti di montagna.

Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi sceglieresti?
Sicuramente Georges Cogny che è stata la persona che da bambino mi ha fulminato in questa grande professione. Un cuoco di Francia che lavorava nel mio territorio piacentino e di cui ho avuto occasione da ragazzo di conoscere il carattere, la personalità e la sua grande cultura Enogastronomia.

Qual è il tuo motto?
Vivi e lascia vivere.

Quale consideri il tuo più grosso successo?
Poter fare ciò che veramente mi piace e che è stata la mia grande passione fin da ragazzo, la cucina.

Il momento più felice della tua vita?
Quando ho sposato mia moglie.

Per quale personaggio storico avresti voluto cucinare?
Per Re Sole, Luigi XIV

A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
Non saprei, ma forse sono talmente legato alla mia professione che è fare da mangiare bene, che non avrei messo il veleno nel piatto nemmeno alla persona che mi avesse voluto peggio nella vita. Poi io cerco di vedere sempre un lato positivo anche nelle cose più negative, quindi non credo riuscirei ad usare del veleno. Magari qualcosa di più blando, con effetti meno devastanti, ma anche in questo caso non posso rivelarti il nome.

La tua più grossa stravaganza?
Aver fatto un carpaccio di pesce mentre stavo pescando, con il pesce ancora vivo lungo il torrente. Straordinario, perché non solo c'era la freschezza, ma l'ambiente faceva sì che questo piatto fosse portato ai massimi livelli. Ero veramente in estasi.

La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
Gli impressionisti e sicuramente Monet

E il compositore?
Non c'è ombra di dubbio. Mozart.

L'ultimo libro che hai letto?
L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón. Molto bello, mi ha appassionato a tal punto che l'ho letto quasi tutto in una notte, non ho dormito perché ero troppo preso e non riuscivo a smettere.

Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
Non ne ho nessuno in particolare.

Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
Secondo me la donna a volte si rifiuta di accostarsi alla cucina perché la trova quasi un obbligo. La figura della massaia è un immagine nella quale non si ritrova e di conseguenza cerca di sfuggire dai fornelli. E' un peccato però perché, se devo dire la verità, molte volte le donne in cucina hanno una sensibilità che a noi uomini manca.

Hai mai usato una delle tue ricette per sedurre?
Si, tante volte.

Ha funzionato?
Direi in generale di sì

Regaleresti una ricetta alle donne rosa shokking?
Sicuramente, tutte quelle che vuoi, perché non sono geloso delle mie ricette.
Basta guardare il mio sito per trovarne tantissime. Io ritengo che lo stesso piatto fatto con la stessa ricetta ma preparato da persone diverse abbia alla fine un gusto, un sapore e una preparazione totalmente diverse.

Quale mi suggerisci?
I tortelli dei Farnese.
Tag:  Filippo Chiappini Dattilo, Antica Osteria del Teatro, Tortelli dei Farnese, Georges Cogny, Identità Golose

Commenti

21-05-2010 - 19:56:00 - claudia
mi piace l'idea di scoprire delle peculiarità dei grandi chef, davvero interessante. grazie. anche se io ai fornelli sono un vero disastro ;-(
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