Igles Corelli

Direttamente dall'edizione 2010 di Identità Golose, Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato giovedì, 17 febbraio 2011

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Foto Brambilla - Serrani courtesy of Identità Golose
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?
Il gnocco fritto.

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
Tranquillo, quieto e positivo.

Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Le erbe aromatiche, un po’ tutte.

E quello che cerchi di usare il meno possibile?
Il coriandolo

Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
Mi piacciono le donne.

Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi  sceglieresti?
Guarda, io riporterei in vita Paracucchi, ma per picchiarlo. Perché secondo me doveva spingere molto più sulla sala rispetto alla cucina. Lui è stato in un momento particolare della sua vita, il personaggio che poteva far elevare il servizio in sala, invece ha sposato la causa Marchesi, già cuoco anche lui, quindi ci siamo trovati grazie poi a noi cuochi due persone che parlavano di cibo e non di servizio.

Qual è il tuo motto?
Non mollare mai e fare ricerca prima degli altri.

Quale consideri il tuo più grosso successo?
Essere stato uno dei primi in Italia al di sotto dei trent'anni ad avere due stelle Michelin e di avere avuto il coraggio negli anni ottanta di fare una manifestazione come sapere e sapore e far cucinare cinque grandi chef per sera.

Il momento più felice della tua vita?
il giorno in cui è nato Andrea che è il mio primo figlio maschio. Anche Il giorno in cui è nata Nicol, la prima femmina, ma per Andrea ho avuto quel pizzico di orgoglio in più.

Per quale personaggio storico avresti voluto cucinare?
Ho avuto la fortuna di cucinare per colui che a quei tempi era l'uomo più potente del mondo. Bill Clinton, quindi mi basta. Non solo nello stesso giorno ho fatto da mangiare per la Regina di Svezia e alla sera per il Principe Ranieri.
Però, a pensarci bene avrei cucinato volentieri per Garibaldi e gli avrei fatto una cena a base di tutti prodotti italiani, perché io amo molto la cucina garibaldina.

A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
Giuda sicuramente.

La tua più grossa stravaganza?
A livello di cucina ho fatto un piatto per la Pop Art che era una roba immangiabile, dedicato a Fontana, però molto bello esteticamente che era un canguro con una salsa di Coca-Cola in un piatto di plastica bruciato. Era molto interessante da vedere ma l'effetto era solo scenografico e quando l'ho assaggiato mi sono un po’ vergognato.

La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
Adoro moltissimo Schifano e Mimmo Rotella.

E il compositore?
Il cantante Lucio Battisti, però amo molto anche Mina

L'ultimo libro che hai letto?
Il nome della Rosa, è stato un po’ di tempo fa però è un gran libro.

Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
Rock. I Pink Floyd

Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
In Italia No. Perché parlando di tre stelle Michelin ci sono anche tre donne. Le donne sono più brave degli uomini, perché hanno gli equilibri che noi non abbiamo. Sono le depositarie della tradizione. Ma hanno una consapevolezza rispetto a noi uomini nei confronti della famiglia, quindi prima vedono la famiglia poi il lavoro. Per noi uomini è l'esatto contrario, prima il lavoro, poi la famiglia.

Hai mai usato la cucina come arma di seduzione?
Sempre

Ha funzionato?
Funziona.

Regaleresti una ricetta alle donne rosa shokking?
Tag:  Igles Corelli, Identità Golose, La locanda della Tamerice, Anguilla del delta del po', Chef

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