Marion Lichtle

Direttamente dall'edizione 2011 di Identità Golose, Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato mercoledì, 1 febbraio 2012

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Foto Brambilla - Serrani courtesy of Identità Golose
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?
Come per tutti, i miei primi ricordi risalgono all'infanzia. Mia madre è tedesca e ha conservato le tradizioni natalizie tedesche che sono sempre state molto importanti a casa nostra. Insieme a lei, un mese prima del Natale cominciavamo a preparare biscotti tedeschi, quelli a forma di casetta al sapore di vaniglia, di zenzero e di cannella. penso che il mio primo contatto con il cibo siano stati i dolci. Biscotti e pasticcini che si alternavano a ciclo continuo perchè eravamo bambini. Era fantastico.

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
La professionalità.

Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Principalmente la frutta, non posso farne a meno.

E quello che cerchi di usare il meno possibile?
Questa è una domanda molto difficile. Fino a ieri ti avrei risposto il latte al cioccolato, ma ho appena scoperto di adorare  il latte al cioccolato con il caramello. Diciamo che una volta era il latte al cioccolato, ma ora non lo è più (ndr.: ride)

Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
Il giardinaggio.

Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi  sceglieresti?
Fernand Point

Qual è il tuo motto?
Avanti ragazze!

Quale consideri il tuo più grosso successo?
Non saprei dirti. Essere viva, essere oggi ad Identità Golose e continuare ad amare questo lavoro che è tanto difficile.

Il momento più felice della tua vita?
Ce ne sono molti. Quelli che conserviamo gelosamente nella nostra memoria. Gli altri cerco di rimuoverli. Ero molto felice a Londra, dove sono cresciuta. Poi mi sono trasferita a Roma e sono ancora felice. Quelli che ricordo sono tutti momenti felici.

Per quale personaggio storico avresti voluto cucinare?
Einstein

A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
Oh certo, ce ne sono parecchi.. si potrebbe metterli in fila! (ndr.: sorride divertita)
Tutti i politici del giono d'oggi, per cominciare. Noi non cuciniamo per i politici, intendo gli chef veri. I politici lo sanno ed evitano di venire da noi. (ndr.: che peccato avrebbe potuto essere una buona occasione per fare un pò di pulizia)

La tua più grossa stravaganza?
Non ne ho.

La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
Da bambina ero affascinata da Escher.

E il compositore?
Sono cresciuta ascoltando Mozart in famiglia.

L'ultimo libro che hai letto?
Oh.. ce ne sono moltissimi! leggo più o meno un libro a settimana e leggo di tutto dai libri di cucina ai romanzi noir.

Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
Una musica gioiosa, di qualunque genere. potrebbe essere techno o qualunque altro genere.. basta che sia allegra.

Un sogno nel cassetto?
Trovare il giusto equilibrio tra il lavoro e la vita privata, che per noi chef è il problema più grande in questi tempi. Aprire un ristorante certo non aiuta.. ma oramai sono qui! ( ndr.: ride)

Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
Sono certa che cambierà. E' colpa di una mentalità obsoleta e sorpassata. Quando mi sono iscritta alla scuola per chef, 23 anni fa, ero l'unica donna in una classe di 30 allievi. Loro non mi volevano e questa è stata la ragione principale per cui ho continuato a studiare fino alla fine. E' un lavoro duro e molte volte le donne devono compiere delle rinunce, accantonando l'idea di poter avere una famiglia o una situazione stabile.. Questo è un grosso sacrificio ma sono certa che le cose presto cambieranno.

Hai mai usato la cucina come arma di seduzione?
Certo, tutti i giorni! (ndr.. ride)

Ha funzionato?
Certo che sì!

Regaleresti una ricetta alle donne rosa shokking?
Tag:  Marion Lichtle, Ristorante il Pagliaccio, Fichi al forno, lamponi, creme brulée, fichi al Porto e savoiardi, Identità Golose

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