Nazzareno Menghini

Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato giovedì, 9 dicembre 2010

Rating: 4.0 Voti: 2
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Foto Courtesy of Ufficio Stampa Hotel De Russie
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo? Ero piccolino e mia mamma che è bravissima a fare la pasta in casa mi cucinava la chitarrina che era un classico - noi siamo abruzzesi - oppure i ravioli di ricotta.
 
Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
Difetto o pregio? (ndr.: ride) La testardaggine.
 
Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Essendo italiano, forse il pomodoro.
 
E quello che cerchi di usare il meno possibile?
Se c'è un ingrediente che odio in realtà è un'erba.. il coriandolo fresco.
 
Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
Un po' oziare, così mi riposo. Altrimenti camminare e fare un po' di sport, ma principalmente stare all'aria aperta.
 
Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi  sceglieresti?
Quelli che ammiro sono tutti viventi, fortunatamente. (ndr.: ride) Ci sono stati dei mostri sacri in passato che riuscivano a fare dei grandi piatti, anche se forse non più adattabili adesso. Chiederei sicuramente qualche ricetta a Pellegrino Artusi che è stato uno dei padri della cucina regionale italiana e ha fatto un lavoro di catalogazione che è stato inimitabile. In realtà di ricette a lui ne chiederei ben più di una anche se le sue si trovano sui libri. Però magari mi farei rivelare qualche segreto in più.
 
Qual è il tuo motto?
Non si può dire perchè è un po' volgare.. "Lavorare nel largo e.." il resto non si può dire. (ndr.: ride)
 
Quale consideri il tuo più grosso successo?
Essere riuscito a farmi una famiglia, svolgendo questa professione.
 
Il momento più felice della tua vita?
Tutti i giorni, quando vengo a lavorare vengo sempre col sorriso sulle labbra.. poi mi arrabbio al lavoro (ndr.: ride)
 
Per quale personaggio storico avresti voluto cucinare?
Contemporanei, ho avuto la possibilità di farlo per tanti perchè lavorando al De Russie ho cucinato per tantissime persone che entreranno a far parte della storia. Di quelli che non ci sono più probabilmente Garibaldi. Era un grande viaggiatore e generalmente chi viaggia tanto ama provare tanti tipi di cucina. Anche Cavour, che doveva essere una buona forchetta, quindi sarebbe stata una bella sfida. Però gli avrei fatto assaggiare piatti mediterranei più che piemontesi.
 
A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
Un certo Benito, che se avesse evitato di schierarsi con quell'altro sarebbe passato alla storia in un modo diverso. Ho  appena finito di leggere un libro sulla sua vita. Secondo me lui non era cattivo, ma ha commesso un errore che spesso fanno anche gli chef quando all'interno della loro cucina si considerano immortali e onnipotenti. Lui è stato colpito dalla "sindrome dello chef", poi ne ha incontrato uno ancora più pazzo di lui.. ed è successo il patatrac. Se non avesse incontrato quell'altro forse sarebbe stato un grande "chef".
 
La tua più grossa stravaganza?
Forse sono un po' lunatico, è una stravaganza? Altrimenti non saprei. Probabilmente sì, sono un po' umorale e metereopatico, per questo son venuto a lavorare a Roma, perchè c'è sempre il sole.
 
La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
L'aspettavo questa domanda, ma io sono ignorante d'arte.
Quando vado a vedere le mostre, i pittori mi colpiscono per la loro bravura e per il fatto che io non riuscirò mai a emulare il loro talento, mentre penso che qualcuno di loro riuscirebbe a fare un buon piatto. Mi sento davvero poco artistico di fronte a loro, mi sento piccolo piccolo.
Se il piatto può essere paragonato ad una tela bianca il mio talento non è tanto quello di colorare il piatto ma il viso di chi lo assaggia.
L'aspetto visivo ha una sua importanza ma gli chef devono stimolare il gusto.
 
E il compositore?
Vivaldi. Le quattro stagioni mi trasmettono allegria. Quando sento la primavera con tutte queste verdure fresche.. poi arriva la frutta, l'estate, poi l'autunno con le castagne. La musica di Vivaldi si sposa perfettamente con la cucina. Però anche Verdi non mi dispiace. Tra i musicisti contemporanei trovo che la Nannini abbia una voce bellissima e dei testi meravigliosi, anche se memorizzarli non è molto facile.. questi uomini che sudano e sono anche profumati.. Noi in cucina sudiamo ma non c'è nessuno che ci abbia mai detto "oh come sei profumato", al limite ci dicono di andarci a lavare perchè odoriamo di aglio e cipolla.. (ndr.: ride)
 
L'ultimo libro che hai letto?
Uno dei tanti che ho iniziato e non finirò mai.. non ho molto tempo per leggere. L'ultimo che ho iniziato e finito è quello di cui ti parlavo prima sulla vita di Benito Mussolini. Ero malato e con un sacco di tempo a disposizione.
 
Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
Mi piacciono le canzoni con un ritmo allegro. Potrebbe essere una qualsiasi canzone di Celentano. Ne ha scritte tantissime e sono tutte belle.
 
Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
In Italia ci sono tre "Signore" che possono smentire questo luogo comune alla grande, oltre ad almeno altri venti milioni di casalinghe, nonne e madri che nell'ambito famigliare cucinano ogni giorno. Forse oggi le nuove generazioni un po' meno. Nell'ambito professionale, a parte le eccezioni, è un lavoro che poco si adatta alla vita di una donna, per la durezza, la fatica e gli orari. Secondo me questo è il motivo per cui abbiamo pochi grandi chef al mondo di sesso femminile. Là dove la ristorazione è però un business familiare e alle spalle delle chef c'è la famiglia che collabora lasciando a loro la possibilità di esprimersi in cucina abbiamo delle bravissime chef. In questo siamo alla pari, anzi siamo noi uomini che dobbiamo ancora darci da fare per raggiungere i loro livelli.
 
Hai mai usato una la cucina come arma di seduzione?
Quasi tutti i giorni. Noi dobbiamo sedurre tutti i clienti sempre e comunque, altrimenti i clienti non tornano. Nell'ambito sentimentale invece, mia moglie può confermare che l'ho sedotta anche con un po' di cucina.
 
Ha funzionato?
Se oltre all'invito a cena il piatto è anche buono, sicuramente lo apprezzano di più.
 
Regaleresti una ricetta alle donne rosa shokking?
Sicuramente, non ci sono segreti in cucina. Il segreto è non aver segreti. Vi regalo quella della Ricciola con Indivia e Agrumi.
 
Tag:  Nazzareno Menghini, Le Jarden dell'Hotel De Russie, Ricciola con Indivia e Agrumi, Chef, Ricette

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni