Valentino Marcattilii

Direttamente dall'edizione 2010 di Identità Golose, Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato lunedi, 31 maggio 2010

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Foto Brambilla - Serrani courtesy of Identità Golose
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?
E' legato all'infanzia.
La merenda con una fetta di pane abbastanza vecchio, bagnato in acqua e aceto con il pomodoro spremuto sopra e un filo d'olio. Era la merenda di quando non c'erano i "Buondì", diciamo, ed era buonissima.

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
Sono della Vergine, quindi direi abbastanza tranquillo, non è colpa nostra. Mi piace avere ordine intorno.

Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Sicuramente l'olio.
Olio e parmigiano che sono "insaporitori" naturali.

E quello che cerchi di usare il meno possibile?
Perché non piace a me, nessuno. Della cucina mi piace tutto, dalle frattaglie ai grandi pezzi di carne nobile, dai pesci più poveri a quelli più importanti. Cerco di usare poco il sale per far risaltare i sapori della materia prima. Cerco di usare poco anche il burro perché sono in una regione in cui il burro, una volta veniva usato anche un po’ troppo, ma vengo da una regione, gli abruzzi, dove veniva usato prevalentemente l'olio, di conseguenza l'olio prevale.

Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
Fintanto che ho avuto le gambe per correre, correvo dietro al pallone o alla pallina da tennis. Adesso mi dedico a leggere e ad oziare, oppure gioco a carte con gli amici.

Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi sceglieresti?
E' troppo facile. Il mio maestro, Bergese. Non solo per tutto quello che mi ha insegnato, quanto piuttosto per il piacere di poter trascorrere insieme quei pomeriggi o quelle serate in cui mi raccontava le storie di quando aveva lavorato nelle case private. Quei racconti, da soli, erano lezioni di vita preziose.

Qual è il tuo motto?
Vivi e lascia vivere. Io sono in pace con tutti e non mi arrabbio con facilità.

Quale consideri il tuo più grosso successo?
Se parliamo di piatti, sicuramente quello che ho presentato qui a Milano (ndr: ad Identità Golose.) che è "l'uovo in raviolo", il nostro piatto bandiera. Ma ci sono tanti altri piatti che io amo.

Il momento più felice della tua vita?
Sono tanti. quasi tutti legati alla vita privata e alla sfera familiare.

Per quale personaggio storico avresti voluto cucinare?
Ho cucinato per tante persone. La prima persona importante per cui l'ho fatto fu Yuri Gagarin, tanti anni fa, quando feci uno stage in Francia e la proprietaria de La Pyramide, Madam Point, mi chiese di cucinare per lui un piatto romagnolo. Fu una bella emozione. Ho cucinato per attori e politici, però Yuri Gagarin negli anni settanta era "l'uomo che era stato sulla luna".

A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
Beh, ce ne sono tanti, sicuramente uno con i baffetti, che non era italiano.

La tua più grossa stravaganza?
Non credo di avere delle stravaganze. Ho fatto sciocchezze nella mia vita, ma non è stravaganza. Quelle si fanno o per cuore o per altre cose.

La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
Picasso, mi piace molto.

E il compositore?
Io sono cresciuto con i Beatles, quindi sicuramente loro. Ho avuto inoltre il piacere e l'onore di frequentare, anche giocando a carte amichevolmente, un mio corregionale, Pavarotti, ai tempi in cui vivevo a New York. Sentire Pavarotti cantare è da brivido.

L'ultimo libro che hai letto?
Lo sto ancora leggendo. E' "il Sangue è Randagio" di James Ellroy. e racconta di una realtà americana così lontana da noi, che mi fa tornare in mente gli anni 90 vissuti con il San Domenico a New York.

Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
Il tema musicale che fischio spesso è "per Elisa" di Beethoven.
E' una colonna sonora che mi porto dietro, non dico giornalmente ma quasi. Si fischietta facile.

Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
In Italia ce ne sono poche ma brave. La signora Santini al Pescatore e la signora Vallazza hanno tre stelle Michelin. Sono ad altissimo livello, bravissime. Il motivo per cui ce ne sono così poche, e brave, dipende dal fatto che è un lavoro faticoso, che ti fa sacrificare la famiglia. Una cuoca con dei bambini, penso sia una gara dura.

Hai mai usato una delle tue ricette per sedurre?
Certamente sì

Ha funzionato?
A volte si a volte no.

Regaleresti quella che ha funzionato alle donne rosa shokking?
Sicuramente. L'uovo in raviolo, tra l'altro, e anche afrodisiaco, quindi è il massimo.
Legga più: Uovo in raviolo
Tag:  Valentino Marcattilii, Uovo in Raviolo, San Domenico, Chef, Identità Golose

Commenti

01-06-2010 - 12:07:00 - anonimo
W Valentino e W il San Domenico!!!
Di' la tua


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