Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek

Il regista Italo-Turco non fa pieno centro ma riesce comunque a far pensare con il suo stile delicato

di Andrea Tonetti

Pubblicato lunedi, 12 maggio 2014

Rating: 5.0 Voti: 6
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Lecce, 2000. Elena, cameriera di un bar, incontra Antonio, un meccanico omofobo, volgare, ignorante e rozzo. A distanza di poco tempo scopre che Antonio è il ragazzo della sua amica Silvia. Nonostante i due non si piacciano per niente, tra loro scocca la scintilla.

Passano 13 anni e Antonio e Elena sono sposati, hanno due figli e lei ha aperto un bar con il suo amico, gay, Fabio. Non sono felici, Elena è sempre stanca e rincasa tardi, Antonio ha varie amanti e la loro relazione sembra al tramonto.

Elena si ammala, un cancro al seno che richiede la chemioterapia. Inizia a fare dentro e fuori l'ospedale in cui conosce Egle, malata terminale.

Tutto tornerà dal punto in cui è iniziato per concludersi all'inizio come se fosse la fine.

Per esprimere la sensazione provata al termine delle proiezione del nuovo film di Ferzan Ozpetek posso usare questa frase: la scelta di Francesco Arca non è la cosa peggiore del film.

Io non ho capito di cosa parli Allacciate le cinture. Parla di gay? Di omofobia? Della carnazza che nulla a che vedere con i sentimenti? Dei maschi italiani fallocrati, traditori e grezzi? Della malattia? Della crisi delle famiglie?

Forse cerca di parlare di tutte queste cose insieme, ma non ne approfondisce nessuna. Troppa carne al fuoco non cuoce, resta cruda.

Ciò che delude di più è che la mano di Ozpetek si vede solo in due momenti, a mio avviso: il dialogo di spalle nella cucina e la scena di sesso in ospedale, o meglio fino a un attimo prima.

Il regista turco ha spostato Roma a Lecce e ha cambiato quasi tutti gli attori ma non riesce a fare il miracolo che gli riuscì con Ambra.

Francesco Arca è semplicemente enorme nel fisico ma minuscolo come capacità recitativa. Kasia Smutniak piange male ma dimostra di essere in grado di reggere tutto il film nelle sue mani. Le "sorelle" Elena Sofia Ricci e Carla Signoris sono le migliori. Scicchitano e Scianna bravi ma poco sfruttati, e Carolina Crescentini sempre con le solite occhiaie da panda monoespressivo. Assolutamente ridicola, scontata e molto ruffiana la scena in cui le due amiche si incontrano e chi doveva ascoltare una confessione, confessa prima che questa arrivi.

Due scene belle non fanno un bel film e Ozpetek, da Saturno Contro, sta avendo una parabola discendente iniziata con Mine Vaganti, passata per Magnifica Presenza (il migliore dei 3) e finendo con questo Allacciate le cinture (titolo senza spiegazione).

Speriamo si tratti della classica cantonata che capita anche ai migliori.

Alla prossima.


Allacciate le cinture
regia di Ferzan Ozpetek

Con: Kasia Smutniak, Francesco Arca, Filippo Scicchitano, Francesco Scianna, Carolina Crescentini
Genere: Commedia
Durata: 110 min
Nelle sale da: givedì 6 marzo '14

Tag:  Allacciate le cinture, Ferzan Ozpetek, Lecce, Francesco Arca, Kasia Smutniak, film, Francesco Arca, Kasia Smutniak

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni