Carnage di Roman Polanski

Difficoltà relazionali e parole in libertà nel nuovo “capolavoro” di Roman Polanski

di Andrea Tonetti

Pubblicato mercoledì, 28 settembre 2011

Rating: 4.1 Voti: 15
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New York.
Due adolescenti litigano in un parco.
Uno dei due colpisce l'altro con un bastone e gli procura una ferita alla bocca, oltre alla rottura di 2 denti.
 
I genitori della vittima invitano a casa loro i genitori dell'altro ragazzo per scrivere una memoria.
La prima coppia è formata da Penelope e Michael. Lei aspirante scrittrice, lui rappresentante di articoli per la casa. La seconda coppia è formata da Nancy e Alan. Lei agente finanziario, lui avvocato.
 
Dopo aver scritto la memoria la loro conversazione continua passando da un caffè, ad un pezzo di torta, ad un altro caffè, per finire con una bottiglia di Whisky.

Decisamente ubriachi daranno sfogo ai loro peggiori pensieri in merito a ciò che è successo. E anche a riguardo dei rispettivi matrimoni.


Non è facile trasferire sullo schermo una piéce teatrale claustrofobica come questa.
Tutto si svolge in 2 stanze con 4 attori. Tutti gli attori sono bravissimi, con un Christoph Waltz, perennemente al telefono, assolutamente superiore agli altri.
 
E non si può pensare a una svolta nella sceneggiatura con una vomitata in salone della Winslet, la parte da scemo - come sempre - di John C. Reilly e Jodie Foster poco credibile nel ruolo di moglie.
 
Il film è un continuo dialogo in cui tutti parlano, parlano, parlano e non fanno altro che parlare. Ed è anche pieno di banalità, visti gli argomenti dei dialoghi.

Non fa mai ridere. Nemmeno sorridere. E purtroppo, visti gli attori di alto livello e un regista come Polanski, riesce solo ad annoiare.

Sala semivuota allo spettacolo delle 18 e 30.
Forse è un film che mi sarei aspettato da Woody Allen.
Secondo il mio modesto parere da evitare, soprattutto a prezzo pieno.


Regia di Roman Polanski

Cast: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. Reilly
Genere: drammatico
Durata: 79 min
Uscito in Italia: 16 settembre 2011

Tag:  Carnage, Roman Polansky, Festival del Cinema di Venezia, Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. Reilly

Commenti

28-09-2011 - 09:49:17 - luca
riuscire a fare un film del genere, 79 minuti in presa diretta di incontro fra i 4 senza alcun taglio temporale, dentro 4 mura e un bagno, con quella tensione che non perde d'intensità, mai, mai, è solo da maestri. per non parlare della qualità delal recitazione. da vedere ovviamente in versione originale. ma anche doppiato non è malvagio. nomination sicura per la foster. peraltro il film sta andando molto bene.
28-09-2011 - 11:00:55 - Andrea
Allora sarò io che non ho sentito la tensione. D'altronde ho detestato anche film come: - A serious man dei Cohen - Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni - Vicky, Cristina e Barcellona - A single man Mi piacciono i film drammatici ed impegnati, quelli da intellettualoidi a tutti i costi proprio no. Oltretutto questo film cosa doveva fare? Ridere? Piangere? Pensare? Non riesce a fare nessuna delle tre cose. Eppure Polanski mi era piaciuto molto con il suo Luna di fiele.
28-09-2011 - 15:52:41 - luca
è chiaro che qui mette in scena la sua vita. ciò che gli sta accadendo da 30 anniu, la faccenda di indistinguibilità fra vittima e carnefice. luna di fiele non è certo il riferimento per questo film, quanto piuttosto rosemary's baby che non so se hai visto, in cui gli ambienti, la claustrofobia sono personaggi alla pari degli attori. non c'è dubbio che sia un capolavoro. non facile come tutti i capolavori. ma tant'è. e sinceramente io ho riso parecchio. "l'altro giorno in tv ho visto la tua amica Jane Fonda, e subito dopo volevo comprarmi un manifesto del Ku Klux Klan"
28-09-2011 - 18:20:38 - Andrea
Ridere? Io non ho nemmeno sorriso...l'unica scena che poteva far ridere, il vomito della Winslet, è stata disgustosa. Non concordo con l'interpretazione del fatto che il film rifletta la vita del regista e, anche se sembrerà assurdo, penso che ciò che gli sta accadendo da 30 anni sia cosa buona e giusta. Luna di fiele non sarà il termine di paragone per questo film, concordo, però è il mio termine di giudizio del regista: quello mi piacque, questo no.
28-09-2011 - 18:42:37 - luca
la scena del vomito è fenomale. il vomito sul finto buonismo. sul politically correct. sulle apparenze.
28-09-2011 - 20:06:45 - Andrea
Ma pensa te se devo andare al cinema per capire che una che vomita è, in realtà, simbolica del vomito sul finto buonismo, sul polically correct e sulle apparenze. Devo cominciare a rivalutare le scorregge e i rutti di De Sica nei cinepanettoni...e pensare che ho sempre creduto che fossero solo rutti e scorregge.
01-10-2011 - 11:47:58 - luca
un po' come la bestemmia ne l'ora di religione di bellocchio.
Di' la tua


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