Cinquanta sfumature di grigio di Sam Taylor-Johnson

Trasposizione dell'omonimo libro bestseller riesce, senza impegnarsi, a essere peggio della versione scritta

di Andrea Tonetti

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2015

Rating: 3.4 Voti: 10
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
C’è una, una sfigata galattica, una che per dire 10 parole fa 10 pause, che sostituisce la sua coinquilina per un’intervista a Mr. Grey, un imprenditore sotto i 30 che ha costruito un impero. Inizia bene l’intervista, lei entra, inciampa e crolla sul pavimento quasi a dire: prendimi sono tua. Lui la tira su, la guarda in tutto l’orrore dei suoi vestiti fuori moda e fuori luogo, e le regala una matita con sopra il suo cognome. Lei prende la matita, e siccome è innocente, inizia a mordicchiarla e succhiarla. Lui la guarda, lei si morde il labbro, lui impazzisce e la vuole. Da quel momento inizia lo stalking che lei, ingenua e inesperta, scambia per amore, anche perché l’amore porta parecchi vantaggi: mica è un operaio della Fiat, Mr Grey. Ma lui ha un segreto, che in confronto alla verginità di lei potrebbe essere roba da asilo: non fa l’amore, scopa forte! Come Pippo! Lui ama il sadomaso perché un’amica di sua madre lo ha sottomesso per anni, all’insaputa del genitore. Mr Grey ha un Dungeon, perché si chiama così, e non sala giochi come nel film, dove ha portato ben 15 donne in 27 anni della sua vita: un record. In questo Dungeon tortura le sue compagne con fruste e altri oggetti interessanti; Mr Grey gioca, ma è prudente e ha fatto preparare un contratto dal suo avvocato, una cosa molto romantica in cui si elencano le cose che si possono fare e non fare. Però con questa qui è diverso, la sua verginità, il suo essere totalmente deficiente, il suo vestirsi in maniera ridicola, la sua mutanda di pelo e la totale assenza di qualsiasi preliminare creano una crepa nell’indole master di Mr Grey. Cosa fare? Difficile deciderlo. Intanto le facciamo ancora qualche regalo, poi la portiamo in giro con la Audi R8, in elicottero, a conoscere la madre e la continuiamo a seguire ovunque lei vada senza permesso: forse alla fine firmerà sto benedetto contratto e si prenderà ste mazzate. Niente da fare, non firma, però qualche scopata gliela lascia fare a Mr Grey il quale, master sì, ma non disdegna il sesso su e giù. Però non c’è intesa, non c’è romanticismo, lui scopa forte, lei vuole fare l’amore con la A maiuscola. C’è un solo modo: dare a Mr Grey ciò che vuole. Cosa vuole Mr Grey? Frustarle il sederino con una cintura di Prada. 6 frustate e via. Poca roba, ma troppa se hai 21 anni ed eri vergine. Allora niente Mr Grey, non così, niente elicottero, R8, ultimo modello di computer, niente soldi… il mio culo frustato non ha prezzo. Me ne vado. Per sempre? Dal cinema speriamo proprio di sì.

125 minuti per raccontare quello che avete letto sopra. Un film talmente brutto che non si riesce nemmeno a distruggere: basta raccontarlo tale e quale. Trionfo del pruriginoso e del famolo strano, perché di SM nemmeno l’ombra. E' il film più brutto che io abbia mai visto dai tempi di A serious man dei Cohen. Ispirato all’omonimo libro bestseller per le casalinghe di Voghera, Cinquanta sfumature di grigio non avrà nemmeno l’onore di venir parodiato in futuro perché si sotterra già da solo, avendo anche la spocchia di prendersi sul serio, con dialoghi che vanno oltre il ridicolo e situazioni che nemmeno Ai confini della realtà: Mr Grey ha 27 anni ed è a capo di un impero (una sorta di Zuckerberg), pilota l’elicottero, appare in ogni dove senza preavviso, scopa forte ma è sempre nella posizione canonica lei sotto lui sopra, un paio di volte pecorina, dice di praticare il BDSM ma alla fine sono 4 scudisciate, una sculacciata e qualche cordino di colore rosso. La protagonista, AnastasiaSteel di acciaio non ha nulla: slow come pochi, vergine a oltranza, lacrime in tasca e, soprattutto, scarpe improponibili da chiedersi chi abbia curato i costumi di questo capolavoro.

Se volete andarlo a vedere andateci con qualcuno che non lo voglia prendere sul serio, cercate di divertirvi perché in quanto a spunti da commentare siamo quasi in territorio Rocky Horror Picture Show. Vi consiglio di guardare il film come se fosse un film comico, allora forse in questo modo non avrete la sensazione di aver buttato i soldi del biglietto. I due attori sono veramente due acciughe: lei, figlia di Don Johnson e Melanie Griffith quando beveva, è più bella nuda che vestita, mutanda di pelo a parte, e ha la stessa espressività di una penna Bic. Lui non è bello e non è capace nemmeno di interpretare uno monoespressivo, e quando un attore non sa nemmeno fare l’espressione senza espressione non è degno di essere definito attore.

Se ci dovete andare andate per la compagnia, non per il film. Vengono i brividi a pensare che ci siano pellicole che non vengono prodotte e poi si investano soldi per una schifezza come questa. Ma si sa che da quando è stato sdoganato, il sadomaso tira, peccato che qui ci sia solo noia e quella, da che mondo e mondo, non tira mai.


Cinquanta sfumature di grigio
regia di Sam Taylor-Johnson

Cast: Jamie Dornan, Dakota Johnson, Luke Grimes, Victor Rasuk, Jennifer Ehle
Genere: Erotico
Durata: 125 min
Nelle sale italiane da: giovedì 12 febbraio '15

Tag:  Cinquanta sfumature di grigio, Sam Taylor-Johnson, Jamie Dornan, Dakota Johnson, Luke Grimes, Victor Rasuk, Jennifer Ehle

Commenti

30-03-2015 - 16:55:00 - anonimo
Un film può non piacere e questo infatti non è piaciuto neppure a me, ma una recensione dovrebbe essere più oggettiva. Io questa la trovo pessima...
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni