E' stato il figlio di Daniele Ciprì

Se sei disperato e povero puoi trarre vantaggio anche dalla morte

di Andrea Tonetti

Pubblicato venerdì, 11 gennaio 2013

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Palermo, oggi. Un uomo seduto nella sala d'attesa delle Poste intrattiene i presenti raccontando una storia.

Palermo, 1970. La famiglia Ciraulo appartiene al sottoproletariato.

Il padre, Nicola, lavora saltuariamente ai cantieri navali. La moglie Loredana fa la casalinga. Il figlio più grande, Tancredi, è un perdigiorno e la sorella, Serenella, va alle elementari. Con loro vivono anche i nonni, Fonzio e Rosa.

Serenella viene uccisa da un proiettile vagante durante un agguato mafioso. Dopo la disperazione i Ciraulo scoprono che possono ricevere un risarcimento dallo Stato.

Lo ottengono ma i soldi tardano a venire. Si rivolgono a uno strozzino. Quando i soldi arrivano, restituito il dovuto allo strozzino, il rimanente basta giusto per comprare una macchina: una Mercedes nuova che viene venerata come una divinità.

Una notte Tancredi sottrae la macchina al padre e ha un incidente. Questo episodio segnerà la rovina della famiglia.

Daniele Ciprì, senza il fido Maresco, ha girato un film che mette a nudo le mostruosità di un certo tipo di Italia. Mostruosità non solo fisiche che sono tutt'altro che anacronistiche.

La povertà dei Ciraulo, i loro rituali, le loro litigate sono ancora oggi riconoscibili in tutto il nostro bel paese. Come lo è la venerazione degli oggetti posseduti, il loro ruolo di status symbol e mezzo di elevazione sociale.

Tra attori trasformati e irriconoscibili, svetta un gigantesco Toni Servillo e tutti diventano delle macchiette... quasi una versione a colori di quel Cinico TV che ha reso famoso il regista. Quasi una versione moderna di Brutti, sporchi e cattivi.

Parlato in un Siciliano a volte incomprensibile, è un film talmente reale da risultare surreale, grazie ad alcuni colpi di genio, come lo strozzino dalla doppia personalità psichica e fisica, la giornata al mare e la prostituta cinematografica.

Forse Ciprì ci ha voluto dire che il cinema di oggi, come quello di ieri, è un bordello?

Da non perdere, se non lo trovate in sala cercate il DVD.

E' stato il figlio
Regia diDaniele Ciprì
Con: Toni Servillo, Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco
Genere: drammatico
Durata: 90 min
Nelle sale: 14 settembre 2012

Tag:  E' stato il figlio, Daniele Ciprì, Palermo, disperazione, povertà, status symbol, Toni Servillo

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