E ora parliamo di Kevin di Lybbe Ramsay

Sembra un horror ma non lo è, purtroppo

di Andrea Tonetti

Pubblicato giovedì, 23 febbraio 2012

Rating: 5.0 Voti: 20
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Eva, madre di due figli, ha sempre avuto problemi di comunicazione affettiva con il figlio maggiore, Kevin.
 
Abbandonata da un marito assente e che non le crede, non trova nessuno disposto ad accettare il fatto che il figlio sia disturbato, difficile e pericoloso.

Ha ragione. Infatti Kevin, all'età di 16 anni, compie una strage nella palestra della scuola uccidendo diversi studenti con il suo arco.
 
Sono passati due anni e Eva è sola, sola con il suo dolore, con i suoi sensi di colpa e il suo unico diversivo è andare a trovare il figlio in carcere.

Tormentata dai genitori dei ragazzi morti e distrutta per tutto ciò che è accaduto, cercherà di aggrapparsi all'unica cosa che le da la forza di andare avanti: cercare di capire perché Kevin abbia deciso di compiere un gesto così estremo.


E ora parliamo di Kevin è un film angosciante, sporco e cattivo.
 
Si apre con la Tomatina, la famosa battaglia dei pomodori di Valencia, quasi una metafora del sangue che scorrerà in seguito.
 
Tilda Swinton è completamente ricoperta di succo di pomodoro, un colore che la sporcherà per tutto il film: vernice, marmellata e sangue, quel sangue che non riesce a togliersi di dosso nemmeno dopo averlo lavato via.
E' perfetta, Tilda Swinton, nel ruolo di madre distrutta, perennemente in lutto, magra, emaciata e sporca. Una donna finita che cerca in ogni modo di andare avanti.

E sono bravissimi anche gli attori che interpretano Kevin nelle varie età: neonato, bambino e adolescente. Tutti e tre inquietanti, antipatici, strafottenti e senza empatia. Il padre, interpretato da John C. Reilly, come in tutti i suoi film, fa la parte del cretino che non capisce la gravità della situazione.
 
Quasi un horror, terribilmente attuale, che spaventa ancora di più perché estremamente reale: Kevin non è il Damien di The Omen, è un adolescente come tanti, disturbato, che vuole essere amato e che tenta di urlare il suo bisogno di amore compiendo un atto che non potrà mai essere dimenticato.
 
Forse un po' forzato nella mancanza di una presa di posizione da parte dei genitori: se tuo figlio uccide il cincillà della sorella, le brucia un occhio con l'acido e ordina un numero imprecisato di lucchetti per la bicicletta, senza possederne una, allora è il caso di smettere di farsi delle domande e cercare delle risposte.
 
Se si tralascia questo ultimo particolare, preoccupante ma reale in molte famiglie moderne che tendono a giustificare tutto, il film risulta un ottimo prodotto che, come prevedibile, non farà grandi incassi vista anche la distribuzione minimale nelle sale italiane.


E ORA PARLIAMO DI KEVIN
Titolo originale: We need to talk about Kevin
Regia di Lybbe Ramsay
Con: Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller
Durata: 112 minuti
Genere: drammatico
Nelle sale italiane da: venerdì 17 gennaio 2012

Tag:  E ora parliamo di Kevin, Lybbe Ramsay, Tilda Swinton, strage, disturbo, famiglia, tormento, senso di colpa, piccola distribuzione

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