Il Cigno Nero di Darren Aronofsky

Non balla la morte del cigno ma il cigno della morte

di Andrea Tonetti

Pubblicato venerdì, 25 febbraio 2011

Rating: 4.6 Voti: 74
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Nina è una giovane ballerina di New York.
La danza è tutta la sua vita. Abita con la madre, una ballerina in pensione che ha rinunciato alla carriera per diventare mamma.
Nina è alla continua ricerca della perfezione e non è mai contenta di sé stessa, pur essendo già praticamente perfetta.

Il direttore artistico della sua compagnia congeda la precedente prima ballerina e sta cercando la nuova interprete per Il Lago dei Cigni.
Nina sarebbe perfetta per vestire i panni del cigno bianco ma le manca la sensualità e la malvagità del cigno nero, qualità essenziali per poter avere la parte.
La sua rivale è Lily, ballerina non eccellente nella tecnica, ma dotata di carisma ed estremamente passionale.

Durante questa sfida alla ricerca della perfezione Nina comincerà ad esplorare il suo lato oscuro, un viaggio che si rivelerà senza ritorno.

Inizia il film, un fotogramma bianco, bianco come la purezza, bianco come la perfezione, bianco come la pelle di Natalie Portman, candida, magrissima con i capelli perennemente raccolti, senza trucco: un angelo.

La sua devozione l'ha trasformata e le ha fatto perdere femminilità, sensualità e agent provocateur, tutti lati del suo carattere che vengono fuori ad intervalli irregolari e la trasformano da angelo in demone: violenta, aggressiva, sexy, provocante e senza scrupoli.
La piccola bambina che vive nella stanza rosa contornata di pelouche e carillon sta morendo piano piano per lasciare il posto ad un alter ego maturo, consapevole, ribelle e incredibilmente affascinante.

Parla proprio di questa dualità Il Cigno Nero e lo fa a tempo di musica, una delle più belle del mondo, con l'alternarsi di momenti casti a momenti scabrosi, usando il contrasto di colori opposti e ipnotizzando gli spettatori con movimenti di macchina che seguono quelli delle ballerine. La dualità è espressa anche dalla presenza quasi costante di specchi che riflettono l'immagine della realtà e l'immagine dell'immagine, all'infinito, fino a creare il dubbio che ciò che vediamo sia il reale e non una sua proiezione.

Un perfetto film in stile Arofnosky, già regista di due capolavori come The Wrestler e Requiem for a Dream, che dirige la discesa agli inferi di una mente contorta e ci mostra come soffocare troppo il proprio lato oscuro per ricercare la perfezione possa portare alla follia.

Grandiosi tutti gli interpreti con una Natalie Portman da Oscar, talmente brava da trasformarsi completamente in una conturbante Mila Kunis (Lily).

Ottimo uso degli effetti speciali che rendono il balletto del cigno nero assolutamente indimenticabile.

Un film che, forse, non piacerà a tutti ma che vi consiglio di valutare dopo qualche ora dalla visione perché il finale aperto vi farà tornare con la mente alla storia di Nina.

Il Cigno nero è candidato a 5 Premi Oscar: miglior film, miglior regista, miglior attrice protagonista, miglior fotografie e miglior montaggio.


Il Cigno Nero

Titolo originale: Black Swan
Regia: Darren Aronofsky
Sceneggiatura: Darren Aronofsky, Mark Heyman, John McLaughlin
Attori principali: Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Winona Ryder, Barbara Hersshey,
Durata: 108 min
 
Tag:  ll Cigno Nero, Darren Aronofsky, Natalie Portman, Vincent Cassel, danza, perfezione, lato oscuro, Premio Oscar

Commenti

25-02-2011 - 15:25:20 - Dea
Splendido film, un mix di "colori non colori", forza e fragilità, trasgressione, perdizione e rigore.. Questa recensione è decisamente da "Cigno nero".
25-02-2011 - 16:48:17 - Carlotta
A me alcune scene hanno fatto un pò di impressione.. comunque ha ragione Andrea: è un film che si apprezza ancora di più a mente fredda, dopo un pò che lo si è visto..
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