L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi

Dagli anni 70 agli anni zero, l'Italia vista attraverso gli occhi di un protagonista onesto ma non ingenuo

di Andrea Tonetti

Pubblicato venerdì, 29 novembre 2013

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Roma, anni 70.
Ernesto Marchetti, schiappa a scuola e nello sport, lavora con il padre come decoratore. Innamorato di Angela, la sposa e lascia l'attività di famiglia dopo un litigio con il padre.

Grazie a una raccomandazione, Ernesto finisce a fare il cuoco in un asilo.

La sera della vittoria dei mondiali annuncia di voler lasciare il lavoro, che odia, per aprire un'impresa di traslochi con l'amico Giacinto.

Giacinto, fidanzato con Mara, lo abbandona qualche anno dopo per un posto alla Multivision, società pubblicitaria, per il partito Socialista.

I socialisti crollano e Giacinto viene arrestato con il titolare della società.

Ernesto, che non ha mai interrotto i contatti con Il Maestro, un pittore moderno, riprende a trasportare le sue opere.

Gli anni passano, Ernesto si ammala e guarisce. Giacinto è andato a Milano a lavorare per il nuovo partito di Berlusconi e il figlio ha ormai 19 anni.

Nel 2013 Ernesto e la moglie sono in pensione. Fanno le comparse per una fiction e stanno per diventare nonni. Hanno anche vinto 500.000 euro ma non possono incassarli. Forse, però, non ne hanno bisogno. In fondo in fondo cosa manca loro per essere felici?

Il nuovo film di Giovanni Veronesi è una commedia agrodolce, quasi una microanalisi sociale degli eventi che hanno segnato l'Italia.

Come il Titta di Fellini, il protagonista Elio Germano, attraversa 30 anni di storia italiana. Dal boom economico degli anni 70, all'ascesa dei socialisti, alla Milano da bere, fino a mani pulite, Berlusconi e i gratta e vinci. La vita complicata di un uomo semplice ma profondamente onesto che cerca, come tutti, di arrivare alla fine nel migliore dei modi possibili.

Tutti bravi gli attori. Dove Elio Germano non delude, Ricky Memphins dimostra di avere ancora molto da imparare. Un sempre ottimo Sergio Rubini è la ciliegina sulla torta. Alessandra Mastronardi tiene il passo nel suo primo ruolo importante. Ottimi i non attori: Ubaldo Pantani, Virginia Raffaele e Maurizio Battista. Menzione d'onore per Alessandro Haber.

Visto in una sala con età media da geriatria ma piena come un uovo, L'ultima ruota del carro è un film che strappa qualche risata, e non riesce ad essere drammatico nemmeno quando ci prova. Film romano sui romani che vogliono rimanere romani e quelli che vorrebbero essere milanesi prima e internazionali poi.

Proprio sul contrasto tra l'onesto Ernesto e il furbo Giacinto sta tutta l'analisi della nostra società, fatta di persone che provano a farcela nonostante tutto, e altre che il nonostante tutto vogliono poterlo influenzare.

E' questo paese, sono passati 30 anni e non è cambiato un bel niente. Forse non serviva un film a ricordarcelo, forse serve un film per ricordarlo a chi 30 anni fa non c'era ancora.

Veronesi ha fatto anche di meglio.


L'ultima ruota del carro
regia di Giovanni Veronesi

Con: Elio Germano, Ricky Memphis, Alessandra Mastronardi, Virginia Raffaele, Ubaldo Pantani
Genere: Commedia
Durata: 113 min
Uscito nelle sale: giovedì 14 novembre '13

Tag:  L'ultima ruota del carro, Giovanni Veronesi, Elio Germano, Ricky Memphins, società italiana, onestà, commedia agrodolce

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