La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Una storia inesistente e una fotografia magistrale: ecco l’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino

di Andrea Tonetti

Pubblicato venerdì, 7 giugno 2013

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Ex scrittore, giornalista, scapolo, affascinante, noto, cinico e senza freni: questo è Jep Gambardella.

Annoiato e praticamente nullafacente, arrivato a Roma da Napoli, si è subito inserito nella vita mondana della capitale. Il suo sogno è quello di diventare il Re delle feste e della vita notturna, un Re talmente potente da poter rovinare le feste di tutti.

Circondato da mostri veri e da intellettuali veri o no, nobili a noleggio, cardinali cuochi e soprattutto da gente falsa, falsa come lui.

Jep Gambardella non si rende conto della vita che gli scorre davanti, troppo impegnato a esserci sempre e comunque, là dove il bel mondo si incontra.

Ignora la verità sul suo vicino di casa, si accorge di essere diventato "vecchio" quando le persone intorno a lui muoiono o tornano alle origini.

Per la prima volta nella sua squallida vita esce l'uomo che inizia a farsi delle domande sui massimi sistemi della vita.

La soluzione possibile sarà una sola.

Che cos'è La Grande Bellezza? E' la vita.

La vita di una certa borghesia romana, sempre al limite tra nobiltà e cafoneria, un limite che spesso e volentieri attraversa per non tornare più.

Al centro di tutto c'è lui: Jep Gambardella. Lui che come un uomo-porco odia il fango e la merda ma non può fare a meno di rotolarcisi.

Uomo potentissimo, talmente distratto dall'ossessione di "esserci sempre e comunque" da non sapere che il suo vicino di casa è un uomo, a modo suo, famoso.

Jep conosce tutti e tutti conoscono Jep, una festa non è una festa se non c'è lui. Senza di lui non si balla nemmeno La Colita, non si iniziano discussioni, non si invitano persone. Jep ha il potere di far riuscire e, soprattutto fallire le feste. Una sorta di vendetta? Forse, perché non sappiamo nulla o quasi del suo passato.

Scapologico all'inverosimile, ama le donne ma solo per qualche ora, fa di tutto porzione singola, sa tutto di tutti, ma non viceversa, e questo lo rende potente. Affascinante, ricco, la sua unica parvenza di amica è la sua domestica.

E intorno a lui c'è un mondo che si chiama Roma, una città mai così bella, mai così ben fotografata da un regista che compone scene come se fossero quadri con luci meravigliose e trovate geniali.

Jep ci sguazza in questa città, la conosce perfettamente, è il suo regno e la sua corte è composta da personaggi bizzarri, macchiette di un universo mondo che tutti, bene o male, conosciamo: il venditore di giocattoli mandrillo (Buccirosso), la spogliarellista per motivi di salute (Ferilli), lo scrittore fallito eternamente rimbalzato dall'attrice di cui è innamorato (Verdone), l'ex proprietario di night, la direttrice nana, la santa di 104 anni, l'intellettuale che non parla mai ma ascolta, il mastro di chiavi (Pasotti), il figlio pazzo (Marinelli), la milanese che "mi piace Roma, però i Romani..." (Ferrari), la human performer (chiara parodia di Marina Abramovich), la bambina pazza con il talento per la pittura astratta, e talmente tanti altri che non li ricordo tutti.

Tutti bravi però.

Jeb Gambardella è Toni Servillo, uno che renderebbe indimenticabile anche un cinepanettone, che qui è come sempre al top della sua bravura: cattivo, viscido, menefreghista e per questo estremamente simpatico.

Cosa non funziona in La Grande Bellezza? Non c'è un filo logico e manca la storia.

Tutto il "racconto" è un susseguirsi di episodi slegati: Jep/Ferilli, Jep/Verdone, ecc… e questo rende le 2 ore e mezza di durata decisamente lente e pesanti, compensate però dalla bellezza delle immagini.

Paolo Sorrentino dimostra un talento da fotografo mancato, girando il suo film con la sceneggiatura più debole, difetto che non avevano i suoi precedenti.

Un film forse ispirato a La dolce vita di Fellini che, visti gli anni che sono passati, forse aveva bisogno di una versione 2.0, e se questo era ciò che si voleva ottenere, allora Sorrentino ha fatto centro.

Comunque la pensiate vale almeno una visione.


La grande bellezza
regia di Paolo Sorrentino

Con: Toni Servillo, Carlo Verdone, Carlo Buccirosso, Sabrina Ferilli, Pamela Villoresi
Genere: Drammatico
Durata: 150 min
Uscito al cinema: martedì 21 maggio '13

Tag:  La grande bellezza, Paolo Sorrentino, Toni Servillo, borghesia romana, cafoneria, vita

Commenti

19-06-2013 - 21:21:54 - Bellezza
Direi pero' caro TOnetti, che ti sei perso il centro del film. La grande bellezza non e' la vita mondana ma piuttosto quella pura estatica meraviglia che LEI, l'unica donna che Jep ha amato, gli ha mostrato sul faro quella notte da adolescente. E" quella la bellezza che lui ha visto, ricercato e mai piu' trovato...dopo che lei lo ha lasciato, lui non ha piu' scritto...e quando la Santa gli dice "Perche' le radici sono importanti!" lui tornera' appunto a quel faro....per ripartire da capo, da dove si era interrotto...e cosi' inizia il romanzo. Insomma, dire che la tua critica e' piuttosto...scarsa...non hai colto la Grande Bellezza del film...
30-06-2013 - 12:42:59 - Andrea Tonetti
I punti di vista sono punti di vista, non verità assolute. Ognuno di noi va a vedere un film e gli attribuisce un significato personale conseguente a ciò che ha sentito guardandolo. Non si può definire una critica "scarsa" perché l'dea di chi scrive è diversa da quella di chi legge. Al limite si può dire "non sono d'accordo". Per esempio io non sono d'accordo con ciò che hai scritto tu, sopratutto perché personalmente ritengo che, anche se uno coglie la Grande Bellezza, il film rimane, sempre secondo me, ciò che è: un film senza sceneggiatura ma con delle bellissime immagini.
08-11-2013 - 20:24:07 - paolo s.
splendido film , con punti di eccellenza come se piovesse ...un nuovo colore ...
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