Melancholia di Lars Von Trier

Quando il nostro pianeta sparirà, nessuno sentirà la nostra mancanza

di Andrea Tonetti

Pubblicato sabato, 29 ottobre 2011

Rating: 4.7 Voti: 15
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Scene da un matrimonio. Quasi nessuno sembra felice in questo giorno di festa.
La sposa inizia a dare i primi segni di una depressione che la devasterà.
Tradisce il marito che, a fine festa, se ne va.
La ex sposa, sempre più depressa, trova ospitalità a casa della sorella, a sua volta sposata e con un figlio.
Uscirà dalla depressione solo nell'attimo in cui il mondo finirà.
 
L'ultimo film di Lars Von Trier si apre svelando il finale, così da permettere allo spettatore di concentrarsi sulle vite dei protagonisti, senza covare il dubbio su quanto potrebbe accadere alla fine.
 
I primi 10 minuti sono costituiti da una sequenza di immagini filmate a rallentatore, molto simili a quadri in movimento di rara bellezza, come anche le riprese nello spazio, che ricordano quelle di The Tree Of Life di Malick.
 
Sembra quasi che oggi si debba andare al di fuori del mondo per poter trovare idee che non siano ancora state trasposte in film.
 
Tutta la parte del matrimonio è lunga, noiosa e ripetitiva ed è così che deve essere. D'altronde i matrimoni sono proprio questo: lunghi, noiosi e ripetitivi. La lenta perdita del senno della protagonista, Justine, è angosciante tanto quanto gli squallidi personaggi che la circondano: il marito, il padre, la madre e il datore di lavoro. Il marito, incapace di reggere e di comprendere la situazione, la abbandona. Non sarà l'unico uomo ad andarsene in un momento di difficoltà.
 
La seconda parte ha come titolo il nome della sorella di Justine, Claire. L'avvicinarsi sempre più rapido della tragedia fa risaltare lo sconforto in una donna che vorrebbe controllare tutto della sua vita: marito, figlio, servitù, casa e anche la malattia mentale della sorella. Quando si renderà conto di non riuscirci, darà finalmente sfogo a una disperazione covata per troppo tempo.

Le due donne, rimaste con l'unico uomo che ancora non sia fuggito, troveranno la loro pace interiore scappando dalla depressione solo nel momento della morte.
 
C'è veramente tantissimo Von Trier in questo film. Il primo capitolo, Justine, ricorda tantissimo il Festen da lui prodotto e la seconda parte, quella della depressione e della morte come momento di felicità, sono chiaramente il riflesso del suo stato interiore di persona, sofferente da sempre del male di vivere. Malessere che ha messo in quasi tutti i suoi film, sicuramente in quelli più riusciti.
 
Melancholia è un film che arriva dopo i titoli di coda, la forza violenta delle immagini finali rimane addosso allo spettatore per parecchie ore. E una volta lavata via lascia, a chi lo ha percepito, il senso conclusivo e definitivo del film, che per me è racchiuso in una frase detta al telefono:
"Credi che abbia paura di un pianeta?".
Assolutamente da vedere.


Melancholia
regia di Lars Von Trier

cast: Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Kirsten Dunst, Charlotte Rampling, Udo Kier, Stellan Skarsgård, Alexander Skarsgård, John Hurt, Brady Corbet
genere: drammatico
durata: 136 min
uscito in Italia: 21 ottobre 2011
 
Tag:  Melancholia, Lars Von Trier, Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, matrimonio, depressione

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