Sotto una buona stella di Carlo Verdone

Tempi di crisi, responsabilità, figli a carico e mancanza di ideali nel nuovo film di Verdone

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Federico Picchioni, separato, due figli e una fidanzata, apprende la notizia della morte della ex moglie proprio il giorno del compleanno della sua fidanzata.

Arrivato in ritardo all'ospedale viene investito dall'odio del figlio e della figlia, madre di una bambina di colore.

I tre, senza madre e senza casa, sono costretti a trasferirsi nel lussuoso appartamento del padre creando una crepa nel suo equilibrio perfetto e causando l'abbandono da parte della fidanzata.

Come se tutto questo non bastasse, la cameriera si infortuna e Federico perde il lavoro a causa di un'indagine della guardia di finanza. Tutto sembra crollargli addosso, ma l'arrivo di una vicina, tagliatrice di teste di giorno e buona samaritana di notte, porterà un po' di positività nella vita negativa di Federico.

I figli, in preda ad una crisi che morde, fuggiranno all'estero e il padre scoprirà che c'è sempre qualcosa per cui valga la pena vivere.

In tutta sincerità durante la visione del film, e anche alla fine, ho pensato che Verdone avesse girato la peggior pellicola della sua vita.

Abituato ad un regista/attore che ha sempre cercato di far ridere sfottendo le manie degli italiani oggi ha esaurito i motivi per ridere e cerca, non sempre riuscendoci, a far pensare.

È per questo che il significato più profondo, quello che va oltre i soliti siparietti che fanno sorridere e non ridere, oltre il pessimo autodoppiaggio dei protagonisti, oltre la brutta qualità della pellicola e le performance recitative da soap opera, viene fuori solo dopo qualche giorno dalla visione.

Sotto una buona stella parla della crisi. Della crisi che attanaglia questo paese da troppi anni. Mostra le difficoltà di un uomo onesto in un mondo di squali, quello della finanza; l'impossibilità di trovare un lavoro, la pochissima importanza che viene data alle forme d'arte, come nella scena del provino, alla cultura e fa anche un mea culpa attraverso le parole del protagonista.

Dopo qualche giorno dalla visione è riuscito anche a convincere me, che sono notoriamente un ipercritico, non di essere un bel film, cosa che non è, ma di lanciare un messaggio triste, pessimista e negativo, in qualche modo anche angosciante di ciò che questo paese è diventato e rischia sempre più di rimanere: un paese per vecchi in cui nulla funziona se non in modo approssimativo.

Tea Falco non so chi la consideri un'attrice, eppure l'ha voluta anche Bertolucci. La Cortellesi, invecchiata e magrissima, è sempre troppo macchiettistica. Carlo Verdone, reduce da La Grande Bellezza di Sorrentino, rimane un buon caratterista e, forse, un attore drammatico mancato. Il migliore è forse il quasi esordiente Lorenxo Richelmy nel ruolo del figlio musicista.

Largo ai giovani con la canzone dei titoli di coda, omonima, scritta e cantata da Michele Bravi, vincitore di X Factor.


SOTTO UNA BUONA STELLA
Regia di Carlo Verdone

Con: Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Tea Falco, Lorenzo Richelmy, Eleonora Sergio
Genere: Commedia
Durata: 106 min
Nelle sale italiane dal 13 febbraio '14

Tag:  Sotto una buona stella, Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Tea Falco, Lorenzo Richelmy, commedia, crisi economica

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