The Social Network

Presentato in anteprima al festival di Roma, esce il film che racconta la genesi di Facebook

di Alessandra Basile

Pubblicato venerdì, 12 novembre 2010

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In una sera d'autunno del 2003, dopo essere stato lasciato dalla findanzata, lo studente di Harvard Mark Zuckerberg siede al suo computer e inizia con passione a lavorare ad una nuova idea. Passando con furore tra blog e linguaggi di programmazione, quello che prende vita nella sua stanza si tramuta ben presto in una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione. E anche se, in soli sei anni e con 500 milioni di amici, Mark Zuckerberg è diventato il più giovane miliardario della storia, per lui il successo rappresenterà diverse complicazioni, sia personali che legali.
 
Sembra, infatti, che l’idea iniziale del più importante social network ad oggi esistente al mondo, sia stata sviluppata da Mark dopo aver avuto l’incarico dai due ricchi gemelli Winklevoss, ossia quello di programmare il sito “Harvard connection”: un network dove i soli studenti di Harvard avrebbero avuto l'opportunita' di scambiarsi notizie su di sé, sui propri hobbies e preferenze sessuali. Ma dove sarebbero riusciti ad arrivare i Winklevoss senza Mark? E quanto Mark aveva già in mente, considerando la sua incredibile conoscenza di internet e della programmazione? Questo è ciò che deve essere dimostrato con abili schermaglie legali.
 
Una certezza è che il progetto di Mark ebbe inizio proprio dal contatto con i due ragazzi : prima come “the Facebook”, che in meno di un anno ha creato centinaia di migliaia di “adepti” nelle maggiori università americane, e poi come "Facebook", grazie ad un geniale suggerimento di marketing dell’altrettanto geniale e giovanissimo cofondatore di “Napster”, Sean Parker. 
Sean, appena entrato nel team, arricchisce il progetto con le sue conoscenze finanziarie e da’ a Mark il consiglio che, forse, segna la sua vita: “Un milione di dollari è figo, ma sai cosa è più figo? Un miliardo di dollari!”. Il salto di qualità dell’impresa, però, non ci mette molto a mietere altre vittime, ed ecco che il grande amico ed iniziale finanziatore del progetto, Eduardo Saverin, viene abbandonato da Mark e, per mano di esperti avvocati, lasciato con una ridottissima percentuale della torta. Questa è la scelta che colpisce sicuramente di più il pubblico a danno del protagonista. Infatti, per quanto a questa giovane mente si riconoscano elevate doti creative, informatiche e cerebrali sembra che gli manchi totalmente l’empatia con i propri amici (pensare che adesso ne ha così tanti!).  Ed ecco che scatta la seconda causa legale...
 
Il film è ben diretto dal bravo David Fincher, già regista del capolavoro del ‘95 “Seven”, ben scritto dal navigato sceneggiatore Aaron Sorkin che molti vedono già candidato all’Oscar, e ben interpretato da un gruppo di giovani attori, tra cui si fa notare Justin Timberlake nel ruolo dell’istrionico Sean Parker.
 
Chi invece fosse interessato all’intrecciarsi delle relazioni umano-sociali e, perché no, sessuali che nascono su Facebook, dovrà aspettare ancora.. O forse neanche troppo.
 
Tag:  Facebook, Mark Zuckerberg, Justin Timberlake, Sean Parker, David Fincher

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