“Non dite che col tempo si dimentica”

Storie d’amore, arte e identità spezzate, sullo sfondo dell’esotica Tunisi dell’epoca fascista. Passioni e tragedie che irrompono nel presente per essere ricordate

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Courtesy of Marsilio Editore

Milano, 2008. Tunisi, 1938. Due storie lontane nel tempo e nello spazio quelle raccontate da Daniela Dawan in “Non dite che col tempo si dimentica”, storie che scorrono parallele lungo le pagine inseguendo un punto di contatto, quel legame che il destino, ma anche il caso, si è riservato di unire i personaggi del romanzo.

Durante gli anni del fascismo, quando le leggi razziali cominciavano a mietere le prime vittime, uno stimato medico ebreo residente a Tunisi, Cesare Orvieto, vede la realtà a cui appartiene, così come ogni sua certezza, crollargli addosso. E la comunità italiana, di cui è sempre stato convinto sostenitore, dall’oggi al domani si rivolta contro di lui, dapprima negandogli il diritto di esercitare la sua professione, per poi strappargli di dosso la sua stessa identità.

All’interno della sconfinata tragedia umana che coinvolse il popolo ebreo, si assiste quindi al dramma personale di uomo abbandonato da tutti alla sua triste sorte. Ma anche alla storia di amori appassionati e sofferti vissuti da donne, tutte artiste, che dal loro innato talento traggono passione, forza e sensualità. E viene naturale leggere e interpretare queste figure femminili attraverso la loro arte, che condiziona e determina incontri e scelte. Così Corinna, moglie di Cesare, un tempo meravigliosa ballerina classica, è sfiorita insieme alla sua dedizione per la danza. Mentre, di contro, l’eccellente pianista Augusta Levi, grazie al trasporto con cui interpreta e si identifica con la sua musica, ha conquistato il medico italiano diventandone l’amante.

Poi ancora una pianista, Anna Orvieto, e un altro amore travolgente, di nuovo nato grazie al trasporto dell’arte. Ma questa volta lo scenario è quello di Milano, esattamente settant’anni dopo i fatti di Tunisi. Una storia nella storia, quindi, dove il passato e il presente si ricongiungono sulla scia di frammenti di ricordi e inaspettate coincidenze, che offrono finalmente ad Anna la possibilità di riordinare i vecchi tasselli di un puzzle fino a quel momento, per lei, avvolto nel mistero.


Con “Non dite che col tempo si dimentica” Daniela Dawan ha segnato un successo di pubblico e di critica ragguardevole, facendo il suo ingresso nella letteratura italiana direttamente dalla porta principale. Emozionanti le vicende raccontate e i personaggi che le vivono, delicata ed elegante la scrittura, questo è un libro che, una volta letto, col tempo non si dimentica.



“Non dite che col tempo si dimentica”
di Daniela Dawan
2010, Marsilio
pp. 151 € 15,00


Leggi anche l’intervista per MRS all’autrice in MORSI DAL TALENTO
E le prime pagine di “Non dite che col tempo si dimentica” in LA SBIRCIATINA



Potrete inoltre incontrare Daniela Dawan e acquistare il suo libro nel corso dell’aperitivo letterario organizzato da MRS:
“Scrittrici, scrittori e romanzi per l’estate 2010 da leggere sotto l’ombrellone”

Giovedì 1 luglio 2010
dalle ore 18.30
Hotel Nhow
(Via Tortona 35, Milano)
 

 


Tag:  Daniela Dawan, Marsilio Editore, fascismo, Tunisi, aperitivo letterario

Commenti

18-12-2011 - 14:58:19 - anonimo
E’ un romanzo molto, molto bello, pieno di atmosfere, il mondo della musica ( le due pianiste suonano Chopin) Tunisi, i Suk, i profumi, le luci ed i suoni, la vita di quella sponda del mediterraneo. La sofferenza di molti fascisti di religione ebraica. E’ l’opera prima della Dawan, ma sono certa che di quersta scrittrice sentiremo ancora parlare. Il libro merita di essere letto. Anna Balducci
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