Il buco che ho nel cuore ha la tua forma di Eleonora Molisani

La giornalista Eleonora Molisani racconta pezzi di vita di gente apparentemente comune con le paure e i mostri che sono i mali del nostro presente. Verrebbe da chiamarle "storie di ordinaria follia" del Terzo Millennio, che attraverso una scrittura diretta e asciutta colpiscono come un pugno allo stomaco

di Carlotta Pistone

Pubblicato lunedi, 15 dicembre 2014

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Courtesy of Priamo & Meligrana
Quando ho iniziato a leggere Il buco nel cuore ha la tua forma non sapevo cosa aspettarmi. Pagina dopo pagina ne sono rimasta colpita, o meglio, spiazzata. Non sono semplici racconti, ma brevi stralci di vita altrui quelli con cui la giornalista Eleonora Molisani è riuscita a mettere nero su bianco i mali – non tutti ma un buon numero – del nostro millennio. Le tragedie di cui spesso – troppo spesso – i dettagli – molti e a volte non i più importanti – ci arrivano da giornali e telegiornali, così come i malesseri fisici o dell’anima, che non godono della spettacolarizzazione di tv o carta stampata, ma che possono portare a gesti estremi e sempre a tristi epiloghi. I protagonisti di questi pezzi di vissuto sono madri, padri, figli, mogli e mariti, fidanzati e amanti, ci sono i giovani e gli anziani, amici e sconosciuti, gente comune con esistenze apparentemente comuni, bombe umane che, più o meno consapevolmente, nascondono al loro interno una miccia. E basta una scintilla da cortocircuito o che qualcuno l’accenda, perché l’ordigno esploda.

Ma quali sono i mali del terzo millennio? C’è l’incomprensione, la diffidenza, l’indifferenza, la difficoltà nel dare ma anche nel ricevere, la difficoltà nel far sentire la propria voce ma anche nell’ascoltare quelle altrui, la perdita dei valori, la paura di essere giudicati e condannati, la paura della diversità, la cattiva informazione e la disinformazione, il desiderio di apparire a tutti i costi perché si teme di scomparire. Potrei proseguire chissà per quanto, oppure riassumere il tutto con un unico grande problema che oggi non risparmia più nessuno, un minino comune denominatore che nelle sue diverse sfaccettature ritorna in ognuno dei brani di Eleonora: l’incapacità di comunicare in modo efficace. Schiacciati da nuove tecnologie, social media, dal mondo che sta andando in pezzi e sulle cui schegge impazzite – o con le quali - noi dobbiamo sopravvivere, abbiamo smesso di comunicare davvero, e così siamo diventati una massa di gente estranea per gli altri, con gli altri, ma anche a noi stessi.

Il buco che ho nel cuore ha la tua forma, comunque, nulla ha a che vedere con un trattato di sociologia e se c’è una qualche condanna verso il nostro tempo, si fa sentire poi, in un secondo momento. Non ci sono vincitori o vinti in queste storie, non ci sono messaggi di speranza o happy ending. Quelle che si leggono, invece, sono come brevi testimonianze di fatti – purtroppo - quotidiani che in genere non ci toccano finché non capitano a noi, ma che Eleonora vuole far arrivare a tutti – e secondo me ci riesce -, come un pugno nello stomaco. Con una scrittura affettata e diretta, ridotta al minimo, perché non mira a conquistare ma a catturare, ogni racconto veicola una riflessione e costringe a soffermarsi per quell’attimo che oggigiorno non ci concediamo più su ciò che ci capita attorno, e infine a porsi una domanda: ma dove andremo a finire?

Eleonora nel suo libro non fa supposizioni in merito, i suoi personaggi e le vicende che lei fa vivere loro non guardano al futuro, ma si concentrano sulle paure del presente, sui mostri in carne e ossa e su quelli forse ancora più spaventosi che ognuno può scoprire avere annidati dentro di sé.


20 novembre '14, Priamo & Meligrana
pp. 98
prezzo di copertina € 12,00
formato kindle € 4,99
Tag:  Eleonora Molisani, Il buco che ho nel cuore ha la tua forma, Priamo & Meligrana, racconti, storie del terzo millennio, paure, mali, recensione

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