Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano

Una storia d'amicizia e disperazione. L'amore incondizionato e tragico di due adolescenti. La sopravvivenza al degrado e alla solitudine. Questo romanzo segna un esordio di cui si sentirà a lungo parlare

di Carlotta Pistone

Pubblicato venerdì, 25 maggio 2012

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Courtesy of Longanesi
Non lasciatevi ingannare dalla copertina. Il titolo? Fuorviante. Se poi qualcuno vi parla della solita storia di adolescenti tormentati, allora i casi sono due: quel qualcuno o non ha letto questo libro, oppure non ha letto la maggior parte di quelli che sono usciti negli ultimi anni su storie adolescenziali difficili. Perché quella che racconta Valentina D’Urbano ne Il rumore dei tuoi passi è tutt’altra storia, una storia di quelle che ti catturano, che ti si insinuano dentro per la potenza narrativa che irrompe delle parole di chi l’ha scritta.

Beatrice e Alfredo sono cresciuti insieme in una borgata che pare una prigione, fatta di casermoni occupati da derelitti della società, sospesa come un’isola di cemento e degrado sopra una città che non viene mai nominata. Perché non importa dove si trovi La Fortezza, da lì intanto la maggior parte di chi vi abita è destinato morirci, mentre il mondo circostante se ne tiene bene alla larga.
 
Ma in fondo i ragazzi della Fortezza non conoscono nessun’altra realtà. E così imparano a condividere ogni minuto, ora, giorno, ogni anno della loro povera giovinezza, adeguandosi a regole non scritte e sopravvivendo a un’esistenza fatta di nulla, senza obbiettivi e senza vie di fuga.
 
Poi ci sono Beatrice e Alfredo. Loro sono inseparabili, tutti li chiamano "i gemelli". Non c’è alcun legame di sangue a unirli, ma qualcosa di più profondo che li rende complementari da sempre: laddove uno è carente, l’altra eccede, di fronte alla fragilità e all’arrendevolezza di lui, lei reagisce con una forza e un coraggio tali da sfociare in rabbia.
 
Lei ha una famiglia vera e, soprattutto, una mamma, che diventa un po’ anche quella di Alfredo, così come un po’ suoi diventano anche la casa e il letto di Beatrice. Il suo unico rifugio per tanti anni. Perché lui la mamma non l’ha più e in compenso si ritrova un padre alcolizzato che i figli sa solo prenderli a botte, fino quasi ad ammazzarli.

Un’amicizia simbiotica, la loro, che presto si trasforma in un amore ossessivo e possessivo, necessario a entrambi come l’aria che respirano, un sentimento violento e rancoroso, privo di equilibri, al di sopra di ogni comportamento e manifestazione razionale. E ancora una volta è Beatrice, combattiva e disperata, a portarsi sulle spalle la debolezza di Alfredo, a sacrificarsi per cercarlo là, dove lui si è perso. Perché non può farne a meno: lui è un pezzo di lei, che nemmeno la morte si porterà via.  
 

Non c’è un lieto fine nel romanzo d’esordio di Valentina D’Urbano - così come lieto non è l’inizio -, ma uno spiraglio di speranza sì, che però non basta ad allentare il nodo che ti si ancora alla gola quasi subito e che non accenna a sciogliersi a libro concluso. E nemmeno dopo, per un po’.
 
La storia de Il rumore dei tuoi passi la si vive tutta, intensamente, attraverso le parole con cui la giovane autrice dà voce alla giovane protagonista. Per mezzo dello sguardo di Beatrice, e accanto ad Alfredo, si impara a conoscere La Fortezza e le sue leggi, al loro fianco quella realtà che sta al di fuori è estranea, fa paura. Ci si affeziona a lui e si ammira lei. A volte li si vorrebbe prendere a schiaffi entrambi. E di certo, per lungo tempo, sarà impossibile non pensare a questo bellissimo, tragico amore.


di Valentina D'Urbano
2012, Longanesi
pp. 319  € 14,90


Valentina D'Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l'infanzia. Il rumore dei tuoi passi è il suo primo romanzo.


Leggi l'intervista all'autrice in MORSI DAL TALENTO
Tag:  Il rumore dei tuoi passi, Valentina D'Urbano, Longanesi, esordio, amicizia, degrado, amore selvaggio, IoScrittore

Commenti

25-05-2012 - 13:35:43 - Andrea Tonetti
Ho letto Il rumore dei tuoi passi tutto di un fiato. Alcuni su internet hanno scritto che è "l'ennesimo romanzo adolescenziale" e penso che o non hanno capito niente o hanno avuto un'infanzia difficile. Io un'infanzia come i protagonisti non la augurerei a nessuno. Il libro è scritto benissimo ed è talmente emozionante che in alcuni punti toglieil fiato. Ci sono un paio di descrizioni delle emozioni della protagonista che non riesco a togliermi dalla testa. Una copia di questo libro finirà accanto ad uno dei miei libri preferiti: La solitudine dei numeri primi. Era dai tempi di Nessuno si salva da solo, della Mazzantini, che un libro non mi riusciva a trasmettere delle emozioni così forte. Bravissima l'autrice e bravissimo l'editore. Chi lo critica non ha né ragione né torto: non lo ha semplicemente capito.
02-07-2012 - 12:42:14 - olga de gregorio
NON HO LETTO IL LIBRO DI VALENTINA, MA LO LEGGERO' IL PRIMA POSSIBILE. MI HA COLPITO L'ASSONANZA DEL TITOLO CON QUELLO DI UN MIO LIBRO DI RACCONTI USCITO ANNI FA. NATURALMENTE IL MIO " IL RUMORE DEI PASSI " HA TUTT'ALTRO SCENARIO , MA MI PIACE QUESTA COMUNANZA CON QUESTA GIOVANE SCRITTRICE CHE, PER I COMMENTI CHE HO LETTO SULLA SUA CAPACITA' DI TRASMETTERE EMOZIONI, AVRA', E GLIELO AUGURO DI CUORE, UN FUTURO DI SUCCESSI
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