La luce alla finestra di Lucinda Riley

Un libro che ti incatena alla storia che racconta e fa trattenere il fiato fino all’ultima pagina

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Courtesy of Giunti Editore
Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico – Paul Sweeney

Ecco, arrivata a pagina 513, dopo tre giorni di lettura assidua, avevo sentimenti contrastanti. Tristezza in primis perché il libro era terminato. Gioia perché potevo tornare ad apprezzare la compagnia di chi stava con me, che avevo bellamente trascurato colmando ogni minuto libero con la lettura e arrivando perfino a chiudermi in bagno per terminare un capitolo e scoprire cosa fosse successo dopo il punto in cui mi ero fermata. Sì, perché questo è un libro che cattura il lettore fin dalle prime pagine e lo trascina dentro la storia, senza possibilità di richiuderlo semplicemente e non pensarci più. È un libro che ti entra dentro, e si palesa in momenti in cui meno te l’aspetti con i suoi personaggi, quasi fossero reali.


Le storie raccontate sono due e viaggiano in parallelo, intrecciandosi fino a ingarbugliarsi per poi districarsi e aprirsi in un finale che non passa certamente inosservato.

Èmilie de la Martinières si trova al capezzale della madre morente. Una madre, regina indiscussa della scena mondana parigina, della quale ha sempre subito il giudizio, che l'ha condizionarla fin da piccola, privandola della fiducia in se stessa.

“A volte ti guardo mia cara, e faccio fatica a credere di averti messa al mondo io!”

Ora Èmilie ha trent’anni ma sente ancora la freddezza e il distacco che la madre le ha riservato per tutta la vita come un fardello di cui non riesce a liberarsi. Proprio per questo motivo, scaturiscono in lei sentimenti contrastanti quando si rende conto di essere l’unica erede del sontuoso castello di famiglia situato nel Sud della Francia.

“Era stato il suo santuario, un luogo di pace, un rifugio sicuro, quella tranquillità era impressa in maniera indelebile nel profondo del suo animo”.

Un castello che nasconde risposte a molti degli interrogativi che pendono sul suo passato: un passato di dolore ma anche di speranza, un passato decisamente non comune.

Un incontro che sembra fortuito, una stanza segreta, una biblioteca di libri antichi, un vecchio taccuino ritrovato appartenente alla zia Sophia, la cui tragica storia d’amore ha segnato irrimediabilmente la storia della sua famiglia. Ecco gli ingredienti di questo accattivante romanzo che si snoda tra il presente e un passato a cavallo tra il 1944 e 1945.

Il primo vede come protagonista Èmilie che, subito dopo la morte della madre, conosce Sebastian, il proprietario di una galleria d’arte londinese, il quale si offre di aiutarla consapevole del momento di crisi che la donna sta attraversando. I due, piano piano, si avvicineranno fino a diventare qualcosa di più l’un per l’altra e, pochi mesi e un matrimonio dopo, lei si trasferirà nella tenuta inglese del marito per scoprire ben presto che spesso le apparenze ingannano.

Il passato invece racconta la storia di Constance, un agente segreto della SOE britannica durante la seconda guerra mondiale, inviata come spia in Francia. Per una serie sfortunata di vicende si ritrova a dover abbandonare quasi subito i panni di spia per indossare quelli più (a lei) inadeguati di cugina di Édouard de la Martinière, padre di Émile, importante anello nel meccanismo della Resistenza. Conoscerà così la sorella di Édouard, Sophie, con la quale stringe una bellissima amicizia. Sarà proprio il racconto delle vicissitudini di Constance e di Sophie a scandire il racconto e a creare una tensione che si evolve pagina dopo pagina, attribuendo a ogni personaggio un significato importante nella storia e delineandone le caratteristiche in modo tanto sottile da creare subito empatia con il lettore.

Le due donne, Èmile e Sophie, si vedranno accomunate dalla caparbietà con cui affrontano l’amore che irromperà nelle loro vite cambiandole profondamente. Due donne che, sebbene appartenenti a due epoche differenti, sono legate dall’amore per la vita e da un uomo che il destino ha scelto per loro.

Le due storie, presente e passato, si intersecano e procedono praticamente a pari passo, fino a determinare una evoluzione nella protagonista, che si trasforma da bambina troppo cresciuta, a donna.

“Si rese conto che la bellezza scoperta quella mattina la circondava da anni, ma lei non era mai stata capace di apprezzarla o darle valore. In quel momento anziché vedere la propria eredità e la propria discendenza come un peso di cui liberarsi, sperimentò i primi fremiti di entusiasmo”.

Un romanzo indimenticabile, che incanta e cattura. Lucina Riley ha la capacità di brillare nella narrativa romantica portando in scena un’altra storia d’amore e di passione che si districa sapientemente tra due diversi piani temporali, travolgendo irrimediabilmente il lettore.

Lucinda Riley è nata in Irlanda e ha trascorso molti anni della sua infanzia in Thailandia, grande fonte di ispirazione per questo romanzo. Dopo una felice carriera come attrice teatrale e televisiva, da tempo si dedica unicamente alla scrittura. Vive in Inghilterra, nel Norfolk, con il marito e i suoi quattro figli. Il giardino degli incontri segreti è un bestseller internazionale che ha venduto fino a ora 1 milione di copie ed è stato tradotto in oltre 20 Paesi, pubblicato da Giunti a maggio 2012. Sempre per Giunti è uscito Il segreto della bambina sulla scogliera.



16 gennaio '13, Giunti editore
pp. 528
Prezzo di copertina € 14
Tag:  La luce alla finestra, Lucinda Riley, Giunti editore, seconda guerra mondiale, passato e presente, amore

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