Volevo essere una vedova di Chiara Moscardelli

Chiara Moscardelli è tornata con il sequel di "Volevo essere una gatta morta"

di Silvia Menini

Pubblicato lunedi, 8 luglio 2019

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Courtesy of Einaudi
Chiara Moscardelli è tornata in libreria con un romanzo che riprende le esilaranti vicissitudini della protagonista di “Volevo essere una gatta morta” tinteggiando le pagine di una nuova sfumatura di comicità tipica della sua penna. Avevamo lasciato Chiara (la protagonista del libro) a trent’anni, sempre alla ricerca di un fidanzato che latitava, e ora la ritroviamo che ha quarantacinque anni e ancora single.

Avevamo forse dei dubbi? Sicuramente il dubbio c’era. Ma come è accaduto? Come è possibile che, a questa età, si ritrovi ancora senza uno straccio di uomo, senza figli e con una vita ben lontana da quella che madre e zie avevano prospettato per lei?

L’excursus degli ultimi dieci anni della vita di Chiara viene raccontato al lettore attraverso le sedute dall’analista e da una protagonista che ripercorre il suo trasferimento a Milano da Roma, il nuovo lavoro in una città a cui è costretta ad adattarsi, gli incontri amorosi che non vanno mai a finire come vorrebbe e il dover gestire le domande che le vengono poste sul perché non si sia ancora accasata. Come se la cosa dipendesse poi veramente da lei.

Come facciamo a capire che è il momento di voltare pagina? Certi giorni la decisione è impulsiva. Altri, ci pensiamo troppo e la pagina resta la stessa, per anni. È la paura a impedirci di girarla. Perché cambiare è difficile. Ma è anche l’aspetto piú bello dell’essere vivi.

Presa dall’esasperazione un giorno, durante una visita medica, decide di spacciarsi per vedova. Perché, come la Moscardelli stessa ha sostenuto svariate volte durante le sue presentazioni… tra l’essere una zitella e una vedova, la seconda opzione riesce sempre a zittire chi ti sta facendo la domanda indiscreta e a posizionarti in una sorta di “upgrade”. Del resto, non è certo colpa tua se tuo marito ha deciso di passare a miglior vita lasciandoti sola. No? L’importante è che qualcuno, ad un certo punto della sua vita, ti abbia scelta e sopportata…

In questo ultimo romanzo, l’ironia tipica della scrittrice fa sempre da filo conduttore, ma si evince una maggior introspezione e una consapevolezza crescente che porta la protagonista a realizzare che, forse, avere un fidanzato spesso non ci permette di vivere a pieno il presente o apprezzare i successi che si raggiungono man mano, sottovalutandosi e legando l’idea di successo nella vita a quella di una presenza maschile al proprio fianco. Si finisce così per vivere, nel frattempo, costellate da insicurezze e rimettendosi in discussione dopo ogni fallimento amoroso. È proprio lo psicologo a cui si è affidata che fa riavvicinare la protagonista alla propria femminilità, la aiuta a crescere e ad affermarsi anche come donna.

Sicuramente è un romanzo divertente, mai pesante, e capace di fornire anche spunti di riflessione molto importanti e che non vanno certamente sottovalutati. Che poi il lieto fine non è solo quello che viene raccontato nelle favole ma può essere diverso da caso a caso. E allora perché fossilizzarsi solo su un unico obiettivo nella propria vita?


21 Maggio 2019, Einaudi Stile Libero
Pagine 216
Prezzo di copertina €17,00
Tag:  Volevo essere una vedova, Chiara Moscardelli, Einaudi, Einaudi Stile libero, Volevo essere una gatta morta,

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