Al circolo Arci Bellezza circola cultura, e non solo

A Milano, in Via Bellezza 16/A, si mangia, si balla e si sta in compagnia

di Elena Cappelletti

Pubblicato martedi, 26 marzo 2013

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Il circolo Arci Bellezza nasce agli inizi del ‘900 prima come Società di Mutuo Soccorso per l’educazione dei metallurgici (sulla facciata d’ingresso c’è ancora il nome originale) e poi come Casa del popolo. Nel 1976 diventa circolo Arci e oggi è una vera e propria Casa dei popoli e delle culture.

Tante e diverse, infatti, sono le iniziative che hanno sede all’Arci Bellezza: mostre, spettacoli, corsi di scacchi e balli (famoso quello di Tango Argentino), stimoli culturali diversi che possono arrivare o partire da un’ottima cena o un semplice pranzo. Già perché il circolo è anche osteria, o meglio, una trattoria a gestione familiare, che non ha grandi pretese ma assicura sapori genuini e porzioni generose.

Oltre a tutto questo, l’Arci Bellezza è anche un luogo senza pregiudizi, accogliente, semplice, dove ognuno può essere com’è o diventare qualcun altro. Ciò che importa è lo spirito d’aggregazione che regna e la confidenza con cui ci si aggrega.

Sabato sera, ad esempio, sono andata lì a cena per seguire poi la serata Disco anni ’70-’80. Lo stanzone era enorme, con due ventilatori sul soffitto, le pareti rosa scuro e una sorta di nicchia per il DJ, ricavata tra tende di velluto rosso. Sedie e tavoli di plastica, coperti da tovaglie di carta, erano disposti a ferro di cavallo intorno alla pista da ballo illuminata da tre luci: una blu, una rossa e una gialla. Il vino rosso arrivava dentro casalinghe caraffe di vetro, e sapeva di buono senza essere pregiato. L’età media sfiorava i 60 anni e questo aggiungeva al tutto una pacata e serena consapevolezza: divertiamoci e stiamo insieme, senza giudizi o smanie di apparenza.

All’Arci Bellezza conta ballare non come balli, conta essere presenti non il modo in cui si è lì. Perciò chi se ne frega se quello è completamente zuppo di sudore, se l’altro è scalzo e se la signora è andata o non è andata dal parrucchiere per la piega.

Oltre le porte della sala da ballo, poi, c’è l’entrata del circolo che rappresenta il cuore dell’edificio. E, come tutti i cuori, svela la parte più vera e bella: tanti vecchietti giocano a carte seduti ai tavoli senza curarsi di ciò che accade intorno, il barista smista caffè e amari al bancone affollato, mentre vari tipi di torte fatte in casa aspettano dietro la vetrina di essere gustate. Tante Luisone di “benniana” memoria, queste però nient’affatto pericolose! Stazionano, poi, a guardia della porta d’ingresso, un flipper e un frigo dei gelati, uno di quelli a pozzo con i vetri scorrevoli, che accendono subito una luce su anni infantili ormai passati, i miei. Davanti, il cortile per le sere d’estate, quando l’aria è tiepida anche sul tardi e stare fuori è meraviglioso. Quando essere al circo Arci Bellezza è, come sempre, una bellezza. 
Tag:  Arci Bellezza, circolo arci, spettacoli, mostre, tango

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