Fetish e BDSM. Tutta la verità!

Latex, pelle, manette, tacchi a spillo e frustini. Tutto qui? La risposta nelle parole di Miss Daemonia

di Andrea Tonetti

Pubblicato giovedì, 19 maggio 2011

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Da qualche anno due termini fanno sempre più spesso la loro apparizione nel mondo della cultura, della moda e dello studio dei fenomeni sociali: Fetish e BDSM
Ricercarli su wikipedia o su internet porterebbe immancabilmente a ricavarne un'idea riduttiva, distorta e probabilmente negativa di entrambi. 
Un'identificazione troppo sessuale o legata a delle deviazioni - parola sempre usata con accezione negativa - ne ridurrebbe il raggio e porterebbe ad illuminare solo una parte di ciò che i due concetti nascondono.
Ho deciso di scrivere questo articolo perché spesso chi si interessa a questo tipo di pratiche, o chi fa parte di un certo tipo di mondo, viene immediatamente “etichettato” come pervertito, un po' come troppo spesso la parola “omosessuale” viene equiparata a maniaco o, peggio ancora, a pedofilo dimenticando che il male e i mostri si annidano in ogni ambiente in egual misura.
Vista la mia limitata esperienza in materia ho deciso di far parlare di questo argomento un personaggio piuttosto famoso sul web e che ritengo essere una vera autorità in questo campo, una persona che conosco lateralmente e che ha sempre creduto in quello che fa e lo ha fatto senza nascondersi.
La sua notorietà l'ha portata spesso in televisione ed è nota per aver organizzato varie performance ed animato numerose feste in tutta la nazione.
Il suo nome è Miss Daemonia e mi ha molto gentilmente concesso questa intervista.
Di comune accordo abbiamo deciso di non parlare delle pratiche Fetish o BDSM perché non era mia intenzione, e nemmeno la sua, pubblicare l'ennesimo articolo da guardoni, quelli li trovate in edicola tutte le settimane. 
 

Che cosa sono per lei Feticismo e BDSM?
Il Feticismo e il BDSM sono due realtà apparentemente molto legate ma in verità molto differenti. 
Il feticismo racchiude la passione verso uno o più dettagli, una passione che diventa totalitaria e fonte di estremo piacere.
Da qui nasce appunto il feticcio, l'oggetto che - proprio in seguito al piacere sia mentale che fisico che esso genera - si trasforma in qualcosa di sublime, eccitante, verso cui nutrire reale adorazione. Nel mondo del "Fetish" - che definiamo così, comprendendo sia il feticismo appena descritto che un vero e proprio stile di vita e look - possiamo trovare tra le forme di feticismo più comuni e diffuse quelle del piede femminile, delle scarpe con tacchi a spillo, calze velate estremamente sensuali, tessuti particolari come il Latex o la Pelle. Ma in realtà qualsiasi cosa può divenire feticismo: i capelli, le mani, le unghie lunghe e curate. 
In genere tutto ciò che contribuisce alla Bellezza, può esser isolato e contestualizzato fino a divenire un vero e proprio oggetto di culto e devozione. Ecco perché spesso il Feticismo viene accostato al BDSM (che invece è una "disciplina" che comprende dei ruoli ben definiti tra chi lo pratica - l'acronimo significa infatti Bondage, Domination, Sadism and Masochism oppure Bondage, Dominazione, Sadismo e Masochismo -), ovvero la devozione verso la Bellezza estrema esaltata da questi dettagli, fino a portare colui/lei che venera, verso un atteggiamento passivo e sottomesso, disposto ad esser anche umiliato e sfruttato, pur di avere la possibilità e quindi il piacere/onore di godere di tale adorazione. Per me entrambe le sfumature che ho appena cercato di descrivere in sintesi, sono state negli anni ogni cosa: un piacere, una passione, una ricerca, un percorso interiore, un'evoluzione, un lavoro, un divertimento, un confronto, uno sfogo, e anche - in certe circostanze - sofferenza. Insomma, per 10 anni sono stati i due aspetti più significativi della mia vita e personalità.
 
Qual è, nella sua opinione, l'idea che queste due parole generano nell'immaginario collettivo?
Per rispondere a questa domanda ci sarebbero da dire troppe cose. Non vi è , ovviamente, un'unica idea "catalogabile" in un immaginario collettivo. Ci sono tantissimi filoni di pensiero. Principalmente, ovvero per la maggior parte dei casi, si ha un'interpretazione errata e distorta di questo ambiente. Il motivo di tale fraintendimento è più che altro legato all'ignoranza (letteralmente, ovvero all'ignorare/non conoscere, che è palesemente diffusa a tal proposito) che porta, tra il vociferare e l'ironia, messaggi superficiali e senza fondamento. Spesso infatti si crede che il Sadomaso sia qualcosa di terribile che debba inevitabilmente sfociare nella patologia, qualcosa per malati, mentalmente insani, qualcosa per chi non è in grado di "omologarsi" al profilo comune e "normale" che socialmente va per la maggiore. In realtà, sia nel caso del Fetish che del BDSM, si tratta come sempre di una scelta, di un modo di esprimere se stessi, le proprie preferenze, e come per ogni mezzo d'espressione lo si fa attraverso più canali: l'abbigliamento, la sessualità, il comportamento, i legami, l'economia, i sentimenti. Ci sono pratiche BDSM molto cruente e dolorose, contratti di schiavitù, torture, negazioni e premi, ruoli di totale sottomissione verso una Padrona o un Padrone, ma sono tutte scelte che si fanno liberamente, con lucidità. Io non ho mai avuto intenzione di convincere nessuno ad accettare questo mondo "di nicchia" se non lo si voleva, ma non ho mai permesso a nessuno di criticarlo a priori, specialmente senza sapere di cosa si stesse parlando. E in ogni caso, ritengo che sia superfluo tentare di spiegarlo a parole, perché l'unico modo per comprendere tutto questo, è l'istintiva pulsione, viscerale, l'attrazione verso questa realtà.
Vi sono poi persone di una "scuola" più tradizionalista che pensano il BDSM non debba in alcun modo essere accostato al Fetish, perché esso ha un codice rigoroso, un suo dizionario e regolamento, e non va confuso con la "moda del momento". Io personalmente sono a favore della libertà d'espressione: se si vuole vivere il Fetish "giocando" a fare BDSM è giusto farlo, se si vuole invece prendere più seriamente e in maniera rigorosa il rapporto con La/Il propria/o Padrona/e allora va bene allo stesso modo. Ciò che importa davvero, è che ci sia sempre sincerità in ciò che si sceglie di essere, di vivere e di mostrare.

Secondo lei in quale modo è cambiato, se è cambiato, l'approccio nei confronti di questi due fenomeni negli ultimi anni?
A differenza di molti, io non credo sia cambiato proprio nulla. L'unico cambiamento, se proprio vogliamo definirlo così, è lo "sdoganamento" di questo ambiente. Ma a me viene solo da pensare che sia un bene: su internet si trovano molte più communities rispetto ad un tempo, ci si può scambiare pareri, organizzare incontri, partecipare a feste, comprare prodotti, acquistare video, chattare con persone che condividono gli stessi interessi, ecc... Questo sicuramente ha permesso a molti timidi di uscire allo scoperto e fare "outing" - e ne ho conosciuti tanti -, ad altri di scuotere la testa e ritenere che tutto si sia un po' contaminato.

In percentuale, in base alla sua esperienza, quanti secondo lei possono considerarsi veri “puri” di questo mondo e quanti lo fanno per moda o magari per ottenere altro?
Come ho già detto prima, non mi è mai interessato indagare sulla "purezza" di chi sente di appartenere a questo mondo. E poi, bisognerebbe dare una definizione di purezza contestualizzata, e chi potrebbe farlo? Purezza in base a cosa? Credo solo che bisognerebbe essere più elastici, come ad esempio avviene in altri Paesi come l'Inghilterra, la Germania, gli USA, dove non ci si pone nemmeno la questione, ma si vive la propria passione con gioia e divertimento, senza complicarsi eccessivamente la vita. 

So che alle feste esiste un “dress-code” più o meno rigido. Può spiegarci in cosa consiste e come mai si è scelto di dare alle feste una regola di abbigliamento?
Il Dress Code è un codice di abbigliamento che viene usato per dare la possibilità ai partecipanti di sentirsi liberi di vestire nei modi più bizzarri e affini ai loro ruoli senza sentirsi fuori luogo, come altrimenti sarebbero in altri contesti non a tema. In questo modo, quindi, le persone che invece parteciperebbero per curiosare e magari fraintendere (criticare, deridere, offendersi...) sono necessariamente escluse dall'evento. Ed è giusto così, a parer mio un po' come quando in azienda è richiesto un abbigliamento ordinato e sarebbe fuori luogo presentarsi vestiti di pelle e borchie, no?
 
La moda di quest’anno ha avuto chiari rimandi BDSM: è un segnale di interesse o semplice mancanza di idee?
Penso che lo sdoganamento, a cui accennavo poco sopra, abbia contribuito a creare nuovi profili nei messaggi dell'immagine pubblicitaria, televisiva e nella moda in generale. D'altronde non esisterebbero così tanti feticisti della scarpa con il tacco a spillo se questa non esaltasse la bellezza di una donna. Così l'immagine di una donna autoritaria, di un uomo ai piedi della Bellezza (femmina per definizione!) e di accessori in pelle, il gusto malizioso e piccante di immagini di frustini e manette, hanno conquistato l'interesse del pubblico che a quanto pare si riconosce in questi desideri e pensieri, siano essi proibiti o consoni… alla fine poco cambia.

Il BDSM è più maschile o femminile? In proporzione esistono più master/mistress o slaves?
Se consideriamo il BDSM a livello mondiale, non credo vi sia grande differenza tra i generi. In Italia invece le cose cambiano molto rispetto a tutto il resto del pianeta, come sempre d'altronde. Qui ancora la sottomissione femminile è legata strettamente ad un rapporto
sessuale/sentimentale con il Master, cosa invece molto diversa per i Submissive men (o slave, sub ) e le Mistress che sono tantissimi e in continua crescita. Il motivo, secondo me, è solamente l'inibizione ancora molto sentita del genere femminile, ovvero un senso di vergogna nei confronti dell'ufficializzazione di un tale ruolo.

Cosa consiglierebbe a chi fosse incuriosito da questo mondo ma avesse un po' paura di avvicinarcisi?
Di mettere da parte la paura e affrontare la propria curiosità in modo maturo, genuino, ma con un po' di coraggio. Non c'è davvero nulla di male nel fare ciò che si vuole, anzi, sono più che convinta che reprimere i propri impulsi e la propria volontà sia l'unico reale modo per dirigersi
verso quella patologia che molti temono.

Abbiamo di comune accordo deciso di non parlare delle pratiche ma vorrei che spiegasse almeno quali sono le regole da rispettare sempre?
Ci possono essere regole prestabilite, o non essercene. Tuttavia, è sempre obbligatorio conoscere i limiti della persona che assumerà il ruolo passivo e sottomesso, e ovviamente rispettarli. C'è chi per facilitare quest'obbligo inserisce nel contesto di pratiche l'utilizzo di safe-word, ovvere parole stabilite in precedenza che vengono poi utilizzate quando la persona è al
limite della sopportazione e non può andare oltre, in modo tale che la parte dominante possa fermarsi. Altre persone ancora definiscono sin da subito cosa si potrà fare e cosa no, i diritti e doveri delle due parti, talvolta anche degli orari o dei giorni, delle soglie economiche, o limiti/regole di qualsiasi altro tipo. Come dicevo prima, ciò che importa è che si rispetti
sempre la volontà dell'individuo, perché sia quella di dominare che di sottomettersi è SEMPRE una scelta libera e consapevole. 

Tutti i suoi amici condividono le sue passioni? Se non tutti le condividono, come si pongono gli altri nei suoi confronti?
Ovviamente non tutte le persone che mi conoscono condividono le mie passioni, il mio passato, le mie scelte. Negli anni ho anche riscontrato molte difficoltà confrontandomi con le opinioni altrui, specialmente quando queste divergenze si presentavano in famiglia, o nelle relazioni sentimentali, o ancora nelle frequentazioni. Tra le persone che non condividono questo mondo e queste scelte, le reazioni generalmente sono due: o si cerca di banalizzare la mia personalità, o si cerca di sopraffarla. In entrambi i casi, quando è capitato, la relazione ha avuto una durata piuttosto breve…
A tal proposito, vorrei aggiungere che io - come chiunque - non sono solamente il riflesso dell'immagine che gli occhi vedono. Oltre la singolarità o normalità delle nostre preferenze e passioni, ci sono quelle sfumature di carattere, sensibilità, intelligenza, curiosità, che
caratterizzano la persona. E' piuttosto stupido crearsi pregiudizi o aspettative in base a ciò che l'occhio vede, credendo di avere il dono della veggenza e comprendere subito tutto di qualcuno in questo modo. Quando questo avviene, io preferisco sempre allontanarmi da tali atteggiamenti.

Ha qualche lettura da consigliare a chi ne volesse sapere di più su questi argomenti?
Se l'intenzione è quella di saperne di più, consiglio di partecipare a qualche evento, di conoscere persone e di sperimentare il ruolo che si sente più affine. In ogni caso, oltre ai classici come "Histoire d'O" o "La Venere in Pelliccia", ritengo siano più divertenti ed esplicativi i fumetti, partendo da Manara fino all'ancora attuale Blue.
Tag:  Fetish, BDSM, Miss Daemonia, desiderio, oggetto, pregiudizi, abbigliamento

Commenti

20-05-2011 - 09:12:41 - LOVE LOVE LOVE
Tonetti ti vogliamo vedere con un look un po' BDSM:-))
20-05-2011 - 14:53:39 - Tonettina '67
Tonetti nudo!
20-05-2011 - 15:05:10 - Andrea Tonetti
Vi ringrazio per i commenti però l'articolo, se lo avete letto, non parla di me ma di Miss Daemonia. Poi la richiesta di vedermi nudo è un acquisto a scatola chiusa che è sempre rischioso...non ve lo consiglio.
20-05-2011 - 15:39:57 - heliopoli
Schiavo ormai da più di un decennio, posso confermare quanto Miss Demonia afferma, ma vorrei aggiungere che il BDSM rappresenta il più elevato grado di comunicazione tra due persone. Non è un argomento così semplice né da trattare né da concepire, al di là degli effetti scenografici e della morbosità delle pratiche. Sempre pronto ad un'intervista in una prospettiva del BDSM meno mediatica e più introspettiva.
20-05-2011 - 15:54:17 - Andrea Tonetti
Grazie Heliopoli per il commento. Mi piacerebbe sapere se trovi il mio articolo troppo mediatico perché il mio scopo era proprio quello di non fare un articolo sullo stile di alcuni giornali o trasmissioni televisive che trattano certi argomenti solo per il gusto morboso di lettori e spettatori. Concordo quando dici che il BDSM non è un argomento facile da affrontare perché è immenso e o se ne parla in termini "tecnici" o se ne parla in termini introspettivi. Personalmente più che il più altro grado di comunicazione tra due persone lo considero un rapporto in cui c'è un grado di fiducia reciproca come in poche altre situazioni umane. Grazie ancora per il commento.
20-05-2011 - 16:36:47 - heliopoli
È proprio l'aspetto comunicativo il lato più complicato da affrontare e da spiegare, se non si è vissuto di persona. La fiducia è un fattore importante ma non necessario, anche se i risvolti possono essere a volte pericolosi. Il BDSM è una trama sottile sulla quale si tesse la conoscenza tra due persone, talmente sottile e tenace da creare legami più forti di manette e catene.
20-05-2011 - 17:03:14 - Andrea Tonetti
Condivido ed è per questo che ho deciso di non affrontare quel lato dell'argomento per non rischiare di essere incompleto e/o dilungarmi. Credo comunque che in qualunque relazione, di tipo fisico, di tipo psicologico o entrambi la fiducia sia una componente necessaria e fondamentale...ma questo sono io.
22-05-2011 - 00:31:26 - anonimo
Esistono gradi di comunicazione altrettanto sottili e profondi e che non comportano lo sfiorare dei confini del "sano". Chi sente il bisogno di nutrire, seppur per gioco, la propria parte sadica o quella masochista, dovrebbe fermarsi a riflettere.Sono troppe le implicazioni che legano la sfera sessuale a quella psicologica e difficilmente il muro è così alto da manterle separate. Le relazioni più "corrette" sono quelle paritarie, dove non esiste un squilibrio di potere tra le parti. Infierire sul partner, verbalmente e/o fisicamente, godere della sua umiliazione, mi sembra più uno sfogo di frustrazione che una serena ricerca del piacere.Per rispondere a Heliopoli che dice :"talmente sottile e tenace da creare legami più forti di manette e catene." , il sesso, quello fatto bene, rende liberi, soprattutto a livello psicologico, non "schiavi".
22-05-2011 - 00:49:49 - anonimo
Ovviamente il mio commento non si riverisce all'attrazione verso un bel piede o alla predilezione di scarpe con il tacco alto o. La dimensione estetica non si discute (degustibus...) Mi riferisco piuttosto all'aspetto "comportamentale", rubando le parole di Miss Daemonia, a ".. pratiche BDSM molto cruente e dolorose, contratti di schiavitù, torture, negazioni e premi, ruoli di totale sottomissione verso una Padrona o un Padrone".
22-05-2011 - 01:39:13 - anonimo
"perché sia quella di dominare che di sottomettersi è SEMPRE una scelta libera e consapevole." Miss Daemonia hahahahahaha che ingenuità...come se fossimo liberi dal nostro inconscio e consapevoli delle nostre sovrastrutture, nochè capaci di dominarle( nel senso gestirle e controllarle)....se così fosse saremmo tutti "illuminati". Mi spaventa tanta superficialità...
06-06-2012 - 13:07:29 - Miss Daemonia
Io sono profondamente convinta che ogni individuo è potenzialmente in grado di raggiungere uno stato cosciente che gli permetta di agire LIBERAMENTE, essendo quindi capacedi valutare, accettare, scegliere ed agire. Io conduco la mia esistenza in questo modo e ti posso garantire che è più semplice di ciò che si pensa. E aggiungo che semplice non significa certo facile! Chi non segue tale percorso, probabilmente non lo farà mai o non ha ancora raggiunto il momento adatto, fatto sta che non può essere un problema mio :)
23-11-2012 - 22:13:09 - Nasha
Zozzonik
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