Quando scrivere vale più di tante altre cose

Cosa scatta nei blogger che scrivono senza scopo di lucro

di Fabia Tonazzi

Pubblicato sabato, 23 aprile 2011

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Nell’era del web 2.0 ormai tutti scrivono: adolescenti, giovani, ragazzi, adulti e anziani, tutti sembrano aver trovato un valido motivo per creare la propria pagina web o chattare nei forum.
Aziende, giornali, negozi, agenzie di viaggio e non solo, hanno un sito o un blog per essere raggiungibili da clienti e possibili acquirenti.

In rete capita facilmente di finire su un sito che non ci interessa cliccando qua o là. Il perché è semplice: gli annunci e le pubblicità abbondano ovunque. Vero, c’è un inquinamento tale di pubblicità che occorre fare attenzione che non si tratti di tentativi di fishing o imbrogli per truffare l’utente.

Tutti usano la rete come un mezzo di comunicazione, per mostrarsi, farsi conoscere, molti sopratutto per “guadagnare”.

Le chat per single e le pubblicità di trucchi e cosmetici, di arredamento per la casa, di automobili, di profumi, di libri o di ristoranti e siti come e-bay per vendere o scambiare merce sono un’infinità, e sembra che spesso si rivelino molto utili.

Si dice che la rete sia satura, che i contenuti diventano vecchi con rapidità e che non ci sia più fantasia nel scrivere articoli di qualsiasi genere e forma. Un caso per tutti riguarda l’universo femminile. In effetti i siti per catturare l’attenzione della donna sono davvero tantissimi, innanzitutto perché i giornali più famosi ne hanno uno ben fatto e sempre ricco di notizie dell’ultima ora. In secondo luogo perché la donna vuole potersi esprimere senza sentirsi etichettata se legge una rivista piuttosto di un’altra.
 
Scrivere è un dono, una passione, un’abilità che non tutti hanno e spesso una terapia che libera l’anima dalla routine, permettendo a chi scrive di sentirsi protagonista della sua vita. Scrivere è un rischio che ognuno di noi corre senza pensare, quando rappresenta molto più di semplici parole messe su carta.
 
Proviamo a pensare per un attimo a tutti quei romanzi epistolari che hanno fatto grande la storia:
Il diario di Anna Frank, Le lettere del giovane Werther, Le ultime lettere dello Jacopo Ortis. Questi sono solo i nomi più famosi. Si trattava forse di parole scritte tanto per raccontare qualcosa o hanno rivelato al mondo informazioni preziose tali da costituire un patrimonio culturale per tutti?
Smentiamo la voce di corridoio secondo la quale chi ha un blog tutto suo non rappresenti qualcosa di valore: sicuramente ci sarà un motivo in particolare per apprezzarlo, ma vorrei puntare l’attenzione e invitare a scoprire ogni blog come un libro di valore che si possiede per la prima volta. Sopratutto chi scrive senza scopo di lucro dimostra il senso della scrittura, dell’amore verso la propria lingua e la voglia di comunicare.
 
Secondo le ultime notizie, nel 2012 tutte le scuole italiane saranno in grado di avere a disposizione un collegamento internet WiFi. Bene! Sarebbe un motivo in più per proporre agli studenti la realizzazione di blog in cui discutere e trasferire informazioni utili tra i compagni delle diverse scuole, incentivando l’amore per la scrittura e scoprendo sul campo se si è tagliati per la carriera di giornalisti, insegnanti, ricercatori, o webdesigner! Si potrebbe parlare per la prima volta di una scuola che fonda la teoria alla pratica e stimoli la creatività del ragazzo.
 
Basta con i noiosi test psico-attitudinali pre-università che tutto dicono tranne la reale tendenza  dello studente a preferire materie scientifiche a quelle umanistiche!!!
Il tipo di test attuale confonde le idee ancora di più a tutti coloro che non sanno cosa vogliono diventare nella vita , miglioriamo il nostro sistema e valorizziamo le menti, l’intellighenzia dei giovani, superiamo le leggi nefaste di chi penalizza le borse di studio, diamo il giusto peso a ciò che scriviamo.
Cosa scatta in tutte quelle persone che scrivono per il gusti di scrivere e di raccontarsi?
 
Ci lamentiamo di quanto siano pochi i giornali venduti in Italia, di come la lettura sia stata sorpassata da tutto ciò che è virtuale o di quanto mal volentieri i giovani leggano un libro piuttosto che dedicarsi ad altro. Riscopriamo l’arte di saper scrivere, organizziamo fiere e concorsi accessibili davvero a tutti senza discriminazioni di titoli o provenienza sociale, restituiamo un’anima alle parole o molto più semplicemente cerchiamo di capire cosa ci spinge a scrivere.
I blogger di oggi sono gli scrittori del passato, ma cosa saranno i blogger del presente senza l’arte del saper scrivere?
 
Giorgio Bocca scrive sull’Espresso del 22 Aprile 2011: «Un ministro che promuove la secessione dall'Europa. E un capo di governo che racconta frottole e barzellette. Senza mai mantenere le promesse. Questa è l'Italia che festeggia l'unità»
 
Cerchiamo di cominciare noi lettori, futuri o attuali blogger a restare uniti sul serio,  promettiamo a noi stessi che scrivere non è una barzelletta , festeggiamo l’unità della cultura italiana, ma sopratutto della cultura.

L’Italia è derisa in tutto il mondo.. Dovremmo forse affidarci, come accadeva un tempo, agli scrittori illuminati dei famosi Cafè di Pietro Verri, perché ci salvino da una possibile catastrofe?
Perchè non cominciare proprio dai blogger? 
Tag:  web, blogger, scuola, Giorgio Bocca, scrittura

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