Re+: il design passa dal riuso della plastica industriale

Si chiama eco-design ed è uno dei trend degli ultimi anni: Re+ ne ha fatto il suo core business, con full focus sui sistemi d’illuminazione 100% green

di La Redazione

Pubblicato giovedì, 14 maggio 2015

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Eco-design, riuso, riciclo, sono tutti termini di cui si sente molto parlare negli ambiti del design e dell’architettura: sono tantissime, infatti, le aziende che hanno sviluppato prodotti in linea con i principi del design ecologico, cercando di prestare attenzione al tema green in ogni fase del processo produttivo, dalla selezione dei materiali fino alla vendita.

Un esempio d’eccellenza italiana in questo campo è il progetto toscano Re+, una start up nata grazie al legame con un leader nazionale dei materiali plastici come Mariplast. Un team giovane e ambizioso, che grazie alle esperienze e alle competenze in ambito di design, è stato in grado di dare vita a un’idea geniale che parte proprio dalla presa di coscienza che gli usi di un oggetto sono praticamente infiniti e tutto può essere ri-usato, nel senso più ampio del termine.

Da questo punto di partenza il team Re+ ha creato una linea di prodotti unici per l’illuminazione di design, che dà vita nuova agli elementi plastici Mariplast: linee essenziali e colori pop, con un occhio attento all’ecosostenibilità e all’estetica. Risultati di questo tipo si ottengono grazie alla collaborazione con designer giovani e innovativi, professionisti nascenti del panorama italiano, come Stefano Giovacchini, dello studio DI-SEGNO di Lucca.

“Siamo partiti dalla considerazione che un’idea brillante viene spesso rappresentata graficamente con una lampadina. Il riciclo, un termine che noi leggiamo nell’accezione di rethink, cioè pensare ad un nuovo utilizzo dei componenti plastici di Mariplast, ha permesso di creare il catalogo Re+ e i suoi sistemi d’illuminazione originali e creativi.” Racconta Fabia Romagnoli, responsabile del progetto.“Chi ha detto che la vita di un oggetto si risolve quando termina la sua funzione principale? Se si trova un uso nuovo a un prodotto, e da qui i concetti di ri-uso e re-think, si contribuisce in maniera vincente alla causa della sostenibilità ambientale perché si evita che questo diventi un rifiuto. Tutto può essere ripensato, basta trovare una nuova chiave di lettura, interessante e originale. Il legame con l’azienda Mariplast ci ha dato un ottimo punto di partenza, e vedere come siamo riusciti a lavorare e quello che siamo riusciti a creare da della semplice plastica ci rende profondamente orgogliosi. Servono solo buona volontà e gli obbiettivi giusti per avere risultati davvero brillanti e innovativi.”

A cura di Silvia Borsa
Tag:  Eco-design, Re+, ecosostenibilità, Mariplast, illuminazione, Fabia Romagnoli, studio DI-SEGNO

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