Riflessioni postume al Salone del Mobile

Ciò che si è visto ma soprattutto ciò che si stenta a vedere

di Bruno Raco

Pubblicato giovedì, 21 aprile 2011

Rating: 2.9 Voti: 15
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Dunque, vediamo: Salone del mobile, Fuori Salone, Dopo Salone. Cronologicamente ci troviamo nel Dopo Salone. E’ il momento in cui si tirano le somme su cosa sia stata questa cinquantesima edizione della manifestazione internazionale. Vi aspettereste che vi elenchi una serie di oggetti che hanno incuriosito la mia fantasia, che vi segnali quelli che secondo me saran destinati ad essere riprodotti su ogni pagina web o di rotocalco…  No, non vuole essere una disamina su quale oggetto sia degno di premio per aver superato la prova di designer industriale o che abbia superato particolari canoni estetici, altrimenti direi subito Il cavallo Swarovski: 20.000 cristalli incastonati stanti perfettamente in equilibrio statico a riprodurre una forma zoomorfa opera di un laboratorio artigianale di via Tortona in Milano.

Mi chiedo, invece, quale sia la strada intrapresa dal design.
 
Sicuramente quella eco-compatibile: ho visto una miriade di prodotti di ottima fattura, di design originale, fatti di materiali riciclabili spesso con un basso impatto ambientale. La fibra ottica intessuta nell’oggetto ci permette di raggiungere tale oggetto in una stanza buia senza accendere la luce nell’ambiente, ma illuminandolo, scrivania o sedia che sia. Veramente indispensabile?
 
Purtroppo (le dolenti note a seguire!), mi convinco sempre più che la matita dei giovani designer stia animosamente correndo a ingraziarsi le simpatie di qualche industriale pronto a dar vita a ciò che diversamente sarebbe rimasto uno schizzo su un notes. “Il design è progettare per la gente”, afferma Enzo Mari in una recente intervista. Il decano dei nostri architetti riconosce che la copiosa produzione degli ultimi trent’anni avrà prodotto solo un 5% di oggetti utili che rimarranno nel tempo. La mente corre subito alla chaise longue LC4 di Le Corbusier, il quale affermava che la necessità di progettare secondo un canone estetico, ma senza mai perdere d’occhio l’utilità e la funzionalità dell’oggetto.
 
E’ ancora di Mari una considerazione disarmante:“ Un buon architetto non può prescindere dalla cultura umanistica perché fornisce un corrimano etico che ti accompagna in tutte le scelte. Nel design vuol dire progettare senza sottostare al mercato”.
 
Quindi va bene il giardino verticale di Verde Profilo (foto a sinistra), o l’installazione di Sara Rossi nel cortile della boutique di Marni in via della Spiga, dove, in occasione del Salone, un giardino urbano composto da alberi e arbusti veniva coperto da teli di seta sui quali si proiettavano uccelli e farfalle ed un tappeto sonoro ad evocare i suoni della natura (foto a destra). Ma un occhio sempre attento agli spazi reali dove l’oggetto deve convivere con i reali bisogni di chi quello spazio lo vive.
 
Volete un esempio? Andate a Parigi, in Rue du Faubourg Saint-Honoré. Entrate nella sede di Hermès e chiedete di salire sul rooftop della maison: in un vero giardino pensile troverete ad accogliervi un soldato di piombo cavalcioni sul suo destriero ed un passerotto.. ma a dimensioni quasi reali!
Tag:  Salone del Mobile, Fuori Salone, Swarovski, fibra ottica, Le Corbusier, Enzo Mari

Commenti

21-04-2011 - 14:25:41 - Sara Spadoni
Sicuramente tra le cose più belle c'è da segnalare il DEADIDEA , il progetto delle sagome a terra che ho conosciuto tramite un vostro articolo..un progetto non di oggetto ma di reinvenzione...urbanistica e artistica... portare il concetto in strada. Di quest'epoca materialista abbiam già consumato tutto no??
05-05-2011 - 14:08:05 - Bruno Raco
Non tutto è consumato, cara Sara. Solo quando si supera la dimensione del comune, del materiale, dell'estetismo fine a se stesso si genera l'opera d'arte. Se poi ciò risulta funzionale al nostro vivere allora parlerei di capolavoro. Le Corbusier docet!
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni