Sfatiamo i pregiudizi e i falsi miti sulla psicologia

Frequentare uno studio di psicologia non significa essere in cura dal "medico dei matti". Sfatiamo questi ed altri miti che riguardano la figura dello psicologo

di La Redazione

Pubblicato martedi, 28 luglio 2015

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Lo psicologo ha sempre avuto un alone di mistero e intorno a questa figura si sono creati e consolidati negli anni alcuni falsi miti, dettati dall’ignoranza, dal senso comune o dal timore di essere etichettati come “matti”. Li abbiamo analizzati insieme alla Dott.ssa Elena Carbone, di uno degli studi di psicologia a Milano più frequentati.

Lo studio di psicologia non ha in cura i matti

Molte persone si vergognano di far sapere in giro che frequentano uno studio di psicologia. La causa di questo comportamento risiede quasi sempre nel timore del giudizio altrui. Questo pregiudizio si basa su un luogo comune largamente diffuso, secondo cui chi va in terapia è matto o quanto meno è seriamente problematico. In Italia, recarsi dallo psicologo è ancora visto con sospetto, come un’implicita ammissione di cedimento del proprio equilibrio psichico.

Negli Stati Uniti vi è un atteggiamento del tutto differente nei confronti di questa branca medica: frequentare uno studio di psicologia è una pratica largamente diffusa e percepita come normale. Uno psicologo rappresenta per il mondo americano come un semplice supporto per migliorare il proprio benessere e affrontare le avversità con più leggerezza.

A questo proposito, è utile sapere che uno psicologo, nella maggioranza dei casi, ha a che fare con persone sane che hanno difficoltà e problematiche, mentre sono generalmente di competenza di un medico psichiatra le patologie gravi ed estremamente invalidanti (psicosi, schizofrenia...).

Andare presso uno studio di psicologia è un modo di prendersi cura di se stessi e del proprio benessere. La speranza è che con il tempo anche in Italia il pregiudizio verso gli psicologi venga meno e si cominci a pensare che “matto” non è chi si prende a cuore, ma chi con superficialità e incoscienza si trascura e trascura la possibilità di stare meglio.

Molti sperano di risolvere tutti i problemi legati al nostro corpo assumendo farmaci, ma sarebbe utile utilizzare il dolore e la sofferenza come campanelli di allarme che il nostro corpo ci manda affinché ci prendiamo cura di lui.

Uno psicologo non può essere di alcun aiuto se non ha vissuto in prima persona le stesse difficoltà del paziente

Questa è un’idea che si basa sull'altro pregiudizio, secondo il quale per poter stare accanto a qualcuno e aiutarlo a comprendere e a risolvere la propria situazione, sia necessario averla vissuta. È sicuramente importante conoscere la problematica che il paziente porta, ma è fondamentale in una psicoterapia, che ci sia empatia da parte del terapeuta.

Perché pagare uno studio di psicologia a Milano, quando si può parlare con gli amici?

Parlare con un amico può senza dubbio alleggerire dubbi o aiutare a placare il malessere di alcuni momenti, ma difficilmente potrà aiutarci se ci sono problemi più profondi. L’aiuto che può fornire uno psicologo è diverso da quello di un amico: non ci darà consigli, ma ci aiuterà a comprendere le radici dei nostri problemi e a trovare alternative più sane e più consone ai nostri bisogni attuali. 

A cura di Silvia Borsa
Tag:  Psicologia, psichiatria, studi di psicologia, pregiudizi, malessere, Dott.ssa Elena Carbone, empatia, equilibrio psichico

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