Soloscambio.it: il baratto diventa 3.0

Cose superflue da “smaltire” o non vuoi spendere per quell’oggetto che proprio ti serve?

di Silvia Menini

Pubblicato giovedì, 23 gennaio 2014

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Li avevamo lasciati nel 2011 con un progetto ambizioso che vedeva il baratto come nuova forma di scambio. Un antidoto alla crisi ma anche un nuovo modo di pensare e vivere. Li abbiamo risentiti per sapere a che punto sono nell’era del Web 3.0. Luca Radici e Gianni Zambaiti, gli ideatori e proprietari del progetto, hanno risposto ad alcune nostre domande.

Come è evoluto il progetto Soloscambio.it da quando ci siamo sentiti l’ultima volta? (nel lontano 2011). Come si adatta il baratto all’era del Web 3.0?
Abbiamo raggiunto circa 30.000 oggetti presenti in magazzino e più di 2.000 prodotti scambiati al mese tra gli oltre 7.000 utenti registrati. Soloscambio.it è diventato uno dei portali di baratto online maggiormente utilizzato in Italia.
L’idea ci è venuta nel 2011. Eravamo appassionati di collezionismo e così ci è venuta l’idea di creare un sito che permettesse di scambiare oggetti appartenenti a quattro categorie: libri, musica, film e videogiochi. È nato così Soloscambio.it. A differenza dei suoi competitor però era ed è tuttora l'unico sito ad avere un complesso algoritmo e un’interfaccia utente che aiuta a focalizzare gli interessi e quindi le proposte di scambio in modo molto efficace, permettendoci di raggiungere una percentuale di accettazione  degli scambi intorno al 70%.
Attualmente c’è una nuova versione del sito che prevede numerose utili novità, ma soprattutto permette di barattare ogni tipologia di oggetto: dalla tecnologia al collezionismo, dall’abbigliamento agli accessori, dagli articoli per casa, giardino e ufficio ai veicoli, nonché tutto il mondo del bambino (abbigliamento, giocattoli, carrozzine ecc..). Anche le dinamiche di baratto sono variate: se prima si potevano effettuare solo scambi “uno a uno”, proprio per la complessità dei meccanismi di match automatico, ora è possibile scambiare più prodotti contemporaneamente: due maglie in cambio di un tostapane; una borsa griffata e un paio di orecchini in cambio di uno smartphone, un rastrello da giardino ed un’amaca da giardino, e così via.
Abbiamo inoltre implementato un servizio di spedizioni attraverso un corriere espresso convenzionato che consente di spedire i propri oggetti in estrema sicurezza, a tariffe decisamente agevolate e senza bisogno di fare code alla posta.  
Soloscambio.it presenta anche una nuova interfaccia grafica più user friendly e ottimizzata per gli smartphone. Eccoci così nell’era del 3.0.

Con l’implementazione delle nuove categorie è cambiato il fruitore del vostro sito?
Grazie ai cambiamenti che abbiamo apportato, gli utenti sono diventati più eterogenei. Se prima a scambiare erano prevalentemente donne e giovani, ora stanno crescendo moltissimo anche gli uomini.
Ma il dato assolutamente più interessante è che sono aumentate moltissimo il numero di visite giornaliere e il numero di pagine visitate, aumentando notevolmente l’interazione con il sito e rendendo quindi possibili molti più scambi. 

La prima cosa a cui penso quando devo affrontare uno scambio è: sarà equo? Come siete andati incontro a questo freno che possono avere tanti utenti?
L’equità degli scambi è decisamente uno dei fattori critici di successo che ci ha consentito di raggiungere un tasso di accettazione scambi di circa il 70%. Quando si carica un nuovo oggetto nel sito bisogna attribuirgli un valore e il nostro potente algoritmo non consente nemmeno di proporre scambi non equi! Viene infatti richiesto di aggiungere uno o più oggetti allo scambio fino a renderlo equo per entrambe le parti.

In un mondo non sempre propriamente onesto, come avete affrontato questo tema nel vostro business model?
Tendenzialmente la maggior parte delle persone che si approcciano a tali pratiche hanno una propria etica. Ci sono però i soliti “furbi” che rischiano di compromettere l’esito di alcuni scambi.
Esiste un feedback per ogni utente e sono visibili anche il numero di scambi già effettuati. Inoltre abbiamo inserito una regola molto semplice che suggerisce a chi propone lo scambio di spedire per primo; in questo modo l’accettante è stimolato ad accettare proposte di scambio anche da utenti nuovi in quanto, nel peggiore dei casi, non riceverà l’oggetto (ma non avrà comunque ancora spedito il suo).

Come evolverà Soloscambio.it nel prossimo futuro?
Se fino ad oggi la nostra priorità è stata quella di lavorare sul software per avere un sito efficiente e funzionale, ora stiamo lavorando parecchio anche sulla comunicazione; vorremmo continuare a crescere sia come numero di utenti sia come oggetti presenti sul sito in modo da aumentare esponenzialmente le opportunità di scambio! E una volta raggiunto questo obiettivo in Italia, ci affacceremo ai mercati esteri.
Riteniamo che il baratto sia un ottimo esempio di consumo consapevole, attento agli sprechi di materiale e alla salvaguardia delle risorse. La nostra società è fondata sugli sprechi e non è giusto, nei confronti dell'ambiente e di chi arriverà dopo di noi, alimentare questo stile di vita così dissennato.
Tag:  Soloscambio.it, web 3.0, baratto, equità, interfaccia grafica, oggetti

Commenti

12-08-2016 - 16:15:29 - Testa Libera
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